Centrale Terna a Palazzolo. Oggi l’incontro. Espropri forzati, procedure ambientali evitate, vincolo archeologico chiesto dal Comune, tombaroli in azione

Terna ha chiesto al sindaco di Palazzolo Salvatore Gallo di spostare l’incontro fissato proprio oggi per affrontare la questione della “nuova stazione elettrica” nella propria sede di Misterbiancoal fine di poter usufruire dei necessari supporti tecnici e logistici così da affrontare più agevolmente la disamina approfondita di tutti gli aspetti tecnico amministrativi del progetto”.

Il sindaco vi parteciperà oggi con alcuni consiglieri comunali e un rappresentante del PD locale sebbene pare che la società abbia rivolto il suo ‘invito’ al solo sindaco che ci dicono determinato a non accettare l’esclusione di coloro che lo accompagneranno e forte della richiesta di vincolo archeologico presentata alla Soprintendenza martedì scorso dopo i lavori preparatori condotti dal vicesindaco Nadia Spada cui ha contribuito Luca Valvo in rappresentanza del Comitato per la tutela della necropoli di Santolio.

Non parteciperanno invece i proprietari dei terreni; esclusa anche la stampa.

L’auspicio allora è che almeno qualcuno dei partecipanti, semmai proprio il primo cittadino nel suo ruolo di rappresentante di tutti i cittadini e nella sua autorevolezza, rivolga a Terna alcune domande preliminari: perché Terna, nonostante il niet del Consiglio Comunale, nonostante siano stati messi a nudo i suoi reali obiettivi di hub energetico, sta continuando a inviare notifiche di esproprio coattivo ed esproprio temporaneo ai proprietari dei terreni su cui dovrebbe sorgere l’infrastruttura (l’ultimo il 29 agosto proprio quando il civico consesso ha ritirato anche il precedente avventato assenso); sulla base di quali autorizzazioni si sta muovendo se anche la Soprintendenza ha al momento sospeso le proprie valutazioni in attesa del piano di indagini a carico della stessa società; dove sono i pareri positivi degli altri enti interessati all’iter che possano giustificare gli avvisi di esproprio, procedura che non può che apparire decisamente forzata.

E in egual modo si rafforza il convincimento che Terna sia obbligata a tutte quelle verifiche ambientali che un’infrastruttura come quella progettata richiederebbe se presentata nel suo insieme nella consapevolezza che parcellizzare un progetto unitario costituisce una violazione di legge.

     

Oltre ad alcuni dubbi sul reale posizionamento dei tralicci esistenti e di quelli in progettazione che andranno chiariti, oltre a tutti i collegamenti alla centrale degli impianti eolici offshore previsti a Pozzallo e Scicli di cui non si parla per nulla nella relazione progettuale di Terna, a noi sembra che sia stata omessa una circostanza che, anche volendo prescindere dagli impianti eolici, ricondurrebbe sicuramente il progetto (contrariamente a quanto affermato dalla società nelle sue comunicazioni al MASE) tra quelli da sottoporre al procedimento autorizzativo in quanto “elettrodotti aerei esterni per il trasporto di energia elettrica con tensione nominale superiore a 100 kV e con tracciato di lunghezza superiore a 3 Km”.

Sappiamo infatti che Terna motiva la necessità di realizzare la “nuova stazione elettrica di trasformazione 380/150 kV da inserire in entra – esce alla linea RTN 380 kV Chiaramonte Gulfi – Priolo S.ne” con la richiesta da parte di E-distribuzione “di connessione per il collegamento alla rete di trasmissione nazionale di un nuovo impianto corrispondente ad unità di consumo da 32,5 MW denominato Cabina Primaria di Palazzolo Acreide nell’ambito della razionalizzazione della rete MT area CP Noto, Ragusa Nord e Vizzini”.

E sappiamo anche che il collegamento tra una centrale elettrica 150kV e una cabina primaria (CP) prevede la realizzazione di linee elettriche ad alta tensione (150kV) che trasferiscono l’energia dalla centrale alla cabina primaria, dove verrà poi trasformata in media tensione (15-20kV) e distribuita agli utenti tramite le cabine secondarie.

Bene. Cosa sappiamo allora del progetto relativo a questo collegamento che, come detto, visto che che il D. lgs 53/06 vieta la frammentazione dei progetti per eludere la procedura di VIA, non può che essere considerato separatamente dall’altro? Infatti la lunghezza della linea elettrica 150kV che collega la cabina primaria alla stazione elettrica Terna, sommata a quella dei raccordi previsti dal progetto (1,55 km), potrebbe superare le soglie previste dagli allegati del D.lgs 152/06 e far ricadere il progetto complessivo in procedura di VIA.

Chiarimenti che Terna deve dare così come quelli relativi ai vincoli paesaggistici presenti nell’area visto che anche le condotte di scarico delle acque interferiscono con ambiti naturali, nello specifico con il sito della Rete Natura 2000 denominato “ZSC “ITA090019 – Cava Cardinale”.

Un giorno di svolta quello di oggi mentre i tombaroli, come sempre più efficienti delle istituzioni, hanno iniziato la loro opera di saccheggio delle tombe ancora inesplorate come denunciato da Luca Valvo. Da qui il sopralluogo di mercoledì scorso della Soprintendenza e dei carabinieri del Nucleo di tutela del patrimonio, Soprintendenza che appare ancora troppo restia a emanare il preavviso di quel vincolo archeologico di cui si parla, di fatto ‘anticipato’ già nel 2006 come attesta la scheda archeologica. Su questo avevamo interpellato direttamente il soprintendente Antonino Lutri senza però ricevere alcun riscontro.

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