Sono due le novità da segnalare nella questione della Centrale elettrica Terna a Palazzolo: il comunicato del consigliere comunale d’opposizione Francesco Magro (FdI) che di fatto denuncia le ambiguità con cui l’Amministrazione comunale sta gestendo la vicenda (link in calce), e la nascita di una pagina facebook curata dal neo-nato Comitato per la Tutela della Necropoli di Santo Lio, deciso a non consentire alcun oltraggio al sito, sempre in attesa che la Soprintendenza faccia l’unica cosa che ci si aspetta da questo Ente: il preavviso di vincolo archeologico. Il solo atto che potrebbe emendare scelte finora davvero poco condivisibili e su cui torneremo.
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Ma intanto c’è anche dell’altro e attiene alla regolarità dell’iter autorizzativo della centrale. Abbiamo già segnalato, in alcuni nostri primi contributi sui fatti, quali fossero le più evidenti anomalie e ‘stranezze’; ora, alla luce del definirsi dei progetti dei due impianti eolici offshore di Scicli e di quello di Pozzallo, sembrano opportuni alcuni ulteriori approfondimenti.
Abbiamo già evidenziato come Terna in data 15 giugno 2023 abbia, motu proprio, comunicato al MASE la sua intenzione di presentare “istanza per il rilascio dell’autorizzazione a costruire ed esercire la Stazione Elettrica 380/150 kV Palazzolo Acreide e Raccordi alla RTN” motivandola con “la richiesta di connessione che Terna S.p.A. ha ricevuto da parte di e-distribuzione per il collegamento alla rete di trasmissione nazionale (RTN) di un nuovo impianto corrispondente ad unità di consumo da 32,5 MW denominato Cabina Primaria (CP) di Palazzolo Acreide (codice pratica 202000364 del 23/11/2020), nell’ambito della razionalizzazione della rete MT area CP Noto, Ragusa Nord e Vizzini”.
Solo due opere, scrive Terna: una nuova stazione elettrica di trasformazione 380/150 kV, di forma rettangolare con una superficie complessiva di circa di 41.550 m2 (che poi verrà dimezzata ricorrendo a una diversa tecnologia non scelta da subito evidentemente perché più costosa) e due raccordi aerei 380 kV, il primo di circa 0,24 km e il secondo di circa 0,84 km con la linea “Chiaramonte Gulfi – Priolo S.ne”.
Interventi, secondo Terna, che non avrebbero alcuna necessità di essere sottoposti né a procedura di VIA, né a verifica di assoggettabilità, una valutazione ‘di parte’ sulla cui affidabilità non possiamo che dubitare dal momento che i progetti di Terna ricadono nell’ambito dell’allegato II – “Progetti di competenza statale” del D. Lgs 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale“.
La verifica di assoggettabilità a VIA ci sembra infatti non eludibile considerato l’impatto degli elettrodotti a 360° (sull’uomo, sugli animali, sulle piante, sul terreno, sulle acque, sull’aria e sul paesaggio, oltre che sul patrimonio culturale e ambientale), effetti diretti e indiretti che devono essere raccolti nello Studio di Impatto Ambientale insieme alle relative “misure di mitigazione, le cautele da seguire nelle fasi di progetto, costruzione ed esercizio oltre agli interventi compensativi aggiuntivi”, da sottoporre all’esame degli enti competenti affinché esprimano i loro pareri, con eventuali prescrizioni, proprio nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Gli stessi enti tenuti poi a verificare la corretta realizzazione del progetto, monitorando l’ottemperanza delle prescrizioni e garantendo così la massima tutela e attenzione per l’ambiente.
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In realtà, come anche segnalato dal Comitato per la Tutela della Necropoli di Santo Lio, sembrerebbe di trovarsi di fronte alla pratica detta “salami slicing“: dividere qualcosa in piccole porzioni per rendere ciò che si intende realizzare meno evidente, per esempio per evitare di sottostare a precise norme (come accade quando si frammenta un appalto per restare sotto soglia).
E infatti, inizialmente, la stazione elettrica viene giustificata esclusivamente dal voler soddisfare “l’unica esigenza espressa da E-distribuzione”, cioè “l’alimentazione di una nuova cabina primaria già autorizzata necessaria ad incrementare la capacità di distribuzione dell’energia elettrica nel territorio di Palazzolo”. Così, d’emblée.
Invece noi siamo convinti che a Santolio stia nascendo un hub energetico elettrico, una stazione di conversione, accumulo e distribuzione dell’energia prodotta anche da fonti come, tra le rinnovabili, l’eolico. Un concetto che in effetti troviamo già nei primi documenti come in quello di autorizzazione alla cabina primaria di trasformazione AT/MT 150/20 kV Enel dove si scrive che essa porterà “una serie di vantaggi per il territorio” tra i quali l’incremento “sia dell’affidabilità complessiva del sistema elettrico garantendo il continuo e corretto funzionamento della rete, sia l’incremento della “Hosting Capacity” del sistema elettrico, ossia il potenziamento della capacità ricettiva di energia prodotta da fonti rinnovabili sul territorio” ma non si parla mai espressamente dei progetti dei parchi eolici né dell’altra cabina 380/150 kV. Forse perché ancora Enel e Terna non sanno nulla? E neanche ne sa qualcosa il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica che si adegua acriticamente al percorso intrapreso da Terna sottraendosi alle norme ambientali?
Tutti sanno tutto, invece, come sarebbe ‘ipotizzabile’ solo solo per logica. Ma in questo caso c’è anche la prova. Il progetto preliminare Bluwind Pozzallo data 27 aprile 2023. Quindi precede di due mesi l’apodittica comunicazione di Terna relativa alla VIA. “Il parco eolico sarà costituito da 65 aerogeneratori, suddivisi in 2 sezioni, per una potenza complessiva dell’impianto pari a 975 MW. L’energia generata verrà convogliata tramite cavidotti marini verso il punto d’approdo sito a ovest del comune di Pozzallo (RG) e raggiungerà, tramite cavidotti terrestri, il punto di consegna concordato con Terna per la connessione alla Rete di Trasmissione Nazionale (RTN)… la sottostazione utente allocata a est di Palazzolo Acreide (SR) ad una distanza dal centro abitato di circa 6 km”.
È la centrale di Santolio a Palazzolo il pod, il punto di prelievo/fornitura. E lo è, come abbiamo già scritto nel precedente articolo, per tutti gli impianti eolici offshore previsti, e forse anche per quelli onshore, e, perché no, anche per nuovi campi fotovoltaici. Eppure Terna, nella nuova comunicazione al MASE del 13 giugno scorso, ribadisce ancora, pari pari, che la cabina di Santolio non dev’essere sottoposta né a procedura di VIA, né a verifica di assoggettabilità.
Noi, insieme al Comitato, la pensiamo diversamente.
Il comunicato del consigliere Francesco Magro
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