Centrale elettrica di Palazzolo. Un azzardo presentarsi ‘inermi’ all’incontro del 12 settembre con Terna

Il 12 settembre gli stati maggiori di Terna saranno a Palazzolo per cercare una soluzione”. Così il sindaco Salvo Gallo alla nostra richiesta di aggiornamento sulla centrale elettrica nell’area archeologica di Santolio. E con riferimento alla risposta data dalla Soprintendenza di Siracusa all’istanza di accesso agli atti amministrativi del dottor Luca Valvo, interessato alle procedure di esproprio imprudentemente già avviate da Terna, aggiunge: “Una soluzione che non potrà essere trovata in quel sito, anche alla luce delle ultime dichiarazioni della Soprintendenza”.

Parole rassicuranti, coerenti con la ferma volontà espressa dal primo cittadino, sostenuto dall’intero Consiglio comunale all’unanimità, di non permettere che l’insediamento bizantino di Santolio possa essere danneggiato dalla realizzazione della centrale elettrica nei piani di Terna.

Quali quindi le dichiarazioni della Soprintendenza?

Nella comunicazione, a firma del Soprintendente ingegnere Antonino Lutri, viene ripercorsa in primis l’azione dell’Ente a partire dall’aprile 2024 quando, al preavviso del parere contrario sulla fattibilità dell’impianto, è seguita (ma c’è confusione nelle date!) la proposta di variante progettuale di Terna con la previsione di una riduzione dell’ingombro della stazione elettrica e la delocalizzazione dei sostegni, inizialmente posizionati in piena necropoli.

Di seguito viene chiarito che l’Unità Operativa Beni Archeologici non ha ancora rilasciato alcun parere autorizzativo come risulta dalla nota interna del primo agosto che viene fedelmente riportata in stralcio: “Per quanto di competenza della U.O., considerata la complessa natura dell’intervento proposto, ricadente su una più ampia area del territorio acrense caratterizzata dalla presenza di un ricco patrimonio archeologico che consente di inquadrare le dinamiche insediative di quest’area lungo un significativo arco cronologico, al fine di adottare le misure cautelative più idonee, questo Ufficio ha ritenuto indispensabile sottoporre l’area di progetto a procedura di verifica dell’interesse archeologico, ai sensi del citato art. 28 comma 4 del Decreto Legislativo 42/2004 e dal Codice degli appalti pubblici (art. 41, comma 4, Allegato I-8, Decreto Legislativo 36/2023), chiedendo la trasmissione di un piano indagini archeologiche, da progettarsi sulle suddette aree tenendo conto dell’esame combinato delle evidenze desunte dalla letteratura scientifica sull’area e di ogni altro elemento utile a individuare le zone più a rischio, contemperando le necessità di tutela e i tempi dell’iter autorizzatorio dell’impianto, comprese eventuali ulteriori modifiche nella progettazione. 

Ad oggi – prosegue la nota – questo ufficio non ha ancora ricevuto il piano indagini, … Successivamente all’approvazione del piano saggi, solo a conclusione della fase attuativa del piano indagini e alla valutazione delle relative risultanze, la Sezione 18.3 provvederà a emettere il parere di competenza, fermo restando che nel caso in cui durante i lavori dovessero rinvenirsi strutture o manufatti di interesse archeologico, la cui tutela risultasse incompatibile con le opere da realizzare, la scrivente si riserva di richiedere un’ulteriore variante al progetto nel rispetto della normativa vigente sulla verifica preventiva dell’ interesse archeologico“.

La Sezione Paesaggistica 18.2 esprimerà il parere definitivo sulla proposta progettuale non appena la Sezione 18.3 Archeologica avrà concluso l’iter istruttorio – conclude il Soprintendente

Che dire?

Intanto va evidenziata l’importanza della richiesta di chiarimenti del Soprintendente all’Unità archeologica, richiesta che, da una verifica sulle date, appare successiva alla campagna di informazione sulla vicenda iniziata il 28 giugno scorso  https://www.lacivettapress.it/2025/06/28/nel-2024-il-si-del-comune-di-palazzolo-a-una-stazione-elettrica-della-terna-a-rischio-le-necropoli-bizantine/, la dimostrazione di quanta forza possa avere, quanto possa essere determinante (certo, purtroppo non sempre) l’azione congiunta dei cittadini, attenti a ciò che accade sul loro territorio, e dei media al fine di esercitare la giusta pressione sui propri amministratori e sugli enti di tutela a volte ‘distratti’.

Poi è da rimarcare la buona notizia che ancora sia tutto da decidere, che ancora si sia nel pieno della “procedura di verifica dell’interesse archeologico”, sebbene la lettura di alcuni documenti, delle stesse relazioni di Terna che indicano un rischio archeologico per lo più di livello alto o medio, e che segnalano nuovi ritrovamenti non censiti, ci abbia fatto ritenere che questa fase fosse già stata completata. E con grande leggerezza.

https://www.lacivettapress.it/2025/07/29/centrale-elettrica-palazzolo-la-soprintendenza-scrive-la-terna-ha-rappresentato-il-suo-apprezzamento-in-merito-alla-variante/

Sembra per altro un paradosso, a noi profani, nutrire un benché minimo dubbio sul valore archeologico di quel sito, già confermato da diversi studi, per la tutela del quale in verità pensiamo che sia già gravissimo il ritardo nell’attivare l’iter di imposizione di un vincolo archeologico di integrale salvaguardia che allontani definitivamente qualsiasi altro tentativo di alterarne o distruggerne l’identità storico-culturale e paesaggistica.

In conclusione, riteniamo un errore andare all’appuntamento del 12 settembre con Terna inermi, senza gli strumenti adeguati (il preavviso di vincolo!), senza strategia. Una scelta irresponsabile al di là dei buoni intendimenti.

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