Rifiuti e sterpaglia bruciano in via Algeri in un mix tossico. Ignorate le segnalazioni dei residenti

L’esteso incendio che si è sviluppato ieri in via Algeri, alla Mazzarona, non è un incendio come tanti altri, come quelli cui siamo ormai abituati ad assistere all’arrivo delle prime giornate torride in un territorio dove non si effettua per tempo (e forse neanche con comodo) una pur minima, essenziale, manutenzione delle aree urbane dove nasce rigogliosa la vegetazione spontanea. Non lo è perché si tratta di un evento annunciato e presegnalato dai residenti che, più volte, inutilmente, hanno avvertito le autorità competenti del rischio che si ripetessero ancora una volta, come ogni anno, gli abituali immancabili incendi in zone in cui l’abbandono dei rifiuti è quasi un rito collettivo. Una problematica che di certo ha quale causa primaria l’inciviltà di chi non si fa scrupolo di gettare dove capita i propri rifiuti ma nei confronti della quale l’Amministrazione non si è mai efficacemente interrogata per studiare le strategie migliori per arginare il fenomeno.

L’azione di denuncia di Marco Gambuzza, esponente del PCI locale, sulla grave situazione di degrado in essere, in particolare nell’area adiacente all’asilo Qui Quo Qua, è stata instancabile ed ha portato in effetti, dopo mesi, a un intervento della Tekra forse anche per l’indicazione della presenza di amianto. I rifiuti, raccolti indiscriminatamente in grandi sacchi, sono rimasti per giorni nell’area tant’è vero che i residenti, esasperati, non hanno potuto che presentare a marzo un esposto in Procura (inviato anche a Prefettura, Arpa, Sindaco, Polizia municipale) chiedendo che fossero rimossi. Nell’esposto si evidenziava come nulla fosse accaduto nonostante le numerose segnalazioni per le vie brevi e le richieste di intervento, anche per mezzo di organi di stampa, sulla grave e preoccupante situazione ambientale e si esprimeva anche stupore per aver il primo cittadino inaugurato a dicembre un campo di calcetto a pochi metri da tale area senza che si fosse dato seguito alla bonifica.

Giacciono incustoditi sacchi big bag destinati allo smaltimento di rifiuti speciali contenenti materiali eterogenei e anche resti di materiale combusto esito di precedenti roghi nonché probabili fibre di amianto… se ne chiede quindi la tempestiva rimozione e smaltimento e insieme l’adozione di tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza della zona e la tutela della salute pubblica”. I cittadini ribadivano inoltre la necessità di installare un’apposita cartellonistica di sicurezza per vietare la deposizione di rifiuti anche istituendo “un servizio più accorto di vigilanza per il rispetto delle norme e repressione degli abusi così come prescrive la legge. Si invita l’arpa a effettuare una verifica ambientale per accertare l’eventuale presenza di altri materiali nocivi nell’area e il rispetto dei limiti previsti dalla normativa con eventuale adozione di provvedimenti a tutela della salute pubblica in caso di contaminazione del suolo e dell’aria anche perché dentro i sacchi si trovano rifiuti raccolti in maniera indiscriminata utilizzando una ruspa nonostante si sapesse della presenza di amianto”. Da tutto ciò la richiesta di accertare le eventuali responsabilità amministrative e/o penali in merito alla mancata bonifica del sito.

Ad aprile era stata poi chiesta la pulizia delle molte aree invase da vegetazione spontanea, almeno a quelle adiacenti alle abitazioni e alle arterie stradali, e l’installazione di idranti antincendio stradali per garantire risorse idriche necessarie ai vigili del fuoco “per garantire un tempestivo ed efficace intervento in caso di emergenza, così come previsto dall’art 27 della legge 1570/41”.

Ovviamente nulla è stato fatto e ieri sono andati a fuoco insieme sterpaglie e rifiuti in un mix tossico di cui nessuno, siamo sicuri, accerterà il livello di pericolosità e di contaminazione.

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