È quasi un refrain ricordare come la quotidianità degli infelici confinanti con il Centro Comunale di Raccolta di Cassibile sia stata stravolta da una serie di disagi di notevolissimo impatto: la perdita della privacy, che però l’Amministrazione ha fatto mostra di voler rispettare legando abusivamente una leggera rete verde di pochi euro alla recinzione di esclusiva proprietà dei privati – il CCR non ha, per il lato che dà sulle villette, una propria delimitazione -; fastidiosissimi rumori dalle prime ore del mattino di presse in azione, veicoli in movimento, mezzi pesanti a lavoro per svuotare i cassoni, vociare continuo di personale e fruitori del centro; grande traffico sulla via Luciano Rinaldi, strada senza sbocco, che a volte impedisce ai residenti anche il libero accesso ai propri garage; aumento dei fumi di scarico di auto incolonnate con motori sempre accesi anche per garantirsi abitacoli rinfrescati dall’aria condizionata.
Ma non c’è solo tutto questo, con l’indubbia pesante ricaduta sullo stesso benessere psichico dei residenti – stato di fatto ignorato e negato da alcune belle menti -, perché a detta di alcuni cittadini si aggiungono altre gravi irregolarità di questo contestatissimo Centro di Raccolta.
Il sistema antincendio sarebbe affidato ad arrugginiti estintori, non c’è traccia di video sorveglianza e soprattutto viene segnalata la presenza di rifiuti che non vi potrebbero essere conferiti, in particolare televisori. Tutti gli apparecchi elettrici ed elettronici fuori uso contenenti componenti pericolosi, come appunto i televisori con tubo catodico (CRT) o con schermo LCD, plasma e LED, sono contraddistinti dal codice CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti) 160213* laddove l’asterisco indica proprio la potenziale pericolosità di tali rifiuti che vanno pertanto raccolti e smaltiti da trasportatori autorizzati, secondo specifiche modalità, per evitare dispersioni di sostanze nocive nell’ambiente o danni alle persone. I principali strumenti normativi per la gestione dei CER 160213* includono un registro di carico e scarico, il formulario di identificazione rifiuto e il MUD (modello unico di dichiarazione ambientale).
Ebbene, nel DM 2008 che disciplina i centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato si legge che detti centri sono “costituiti unicamente da cassoni scarrabili destinati a ricevere rifiuti non pericolosi di provenienza domestica” e d’altra parte non ci risulta che il CER 160213* sia indicato nella determina comunale relativa all’autorizzazione al ccr di Cassibile, o nel successivo avviso comunale di apertura dello stesso, o ancora nelle tabelle dei contenitori, tant’è vero che i residenti segnalano che per i televisori viene utilizzato impropriamente il contenitore per i CER 160216 (componenti rimossi da apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso).
Più che legittimo quindi l’esigenza dei residenti di sapere se si tratti di una gestione autorizzata. Nel caso non lo fosse andrebbero comminate, secondo legge, sanzioni penali, con ammende che arrivano a 26.000 euro e l’arresto.

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