Incivili, piromani, maleducati e pure assassini della salute e dell’ambiente: ebbene sì, che siano ragazzi o adulti non importa poichè gli epiteti li meritano in toto. Bruciare i carrellati della spazzatura è un gesto non giustificabile di piccoli o grandi criminali che giocano con la nostra salute, con l’igiene ed il decoro urbano.
Solo in viale santa Panagia, nell’area privata 136 (le cosiddette “palazzine Garofalo”) nel giro di una settimana ben 6 palazzi hanno subito lo stesso danno con l’incendio dei carrellati della plastica distribuiti nelle aree del complesso abitativo. Ovviamente i carrellati della plastica sono attigui a quelli della carta, vetro, indifferenziata ed organico con un esito impietoso: intere famiglie che non sanno dove conferire i rifiuti perché i cassonetti non ci sono più. Lo sversamento, peraltro, dei materiali bruciati è finito sulle strade creando un tappeto di spazzatura indicibile. Uno scempio. E come sempre, a causa dei pochi, soffrono i molti: cittadini che pagano le tasse, che differenziano in modo ordinato e corretto e che ora non sanno dove conferire rifiuti che si impilano, sacco dopo sacco, sui balconi. E non finisce qui al danno si aggiunge la beffa: infatti l’area è privata e la Tekra non ritirerà i carrellati bruciati né pulirà il manto di spazzatura per le strade ma tutto andrà a carico dei 6 condomini interessati con un esborso di denaro dei residenti. Un concetto molto alto della correttezza del servizio di igiene urbana. Come se la colpa fosse di tutti!
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E per i nuovi carrellati? Prima bisognerà procedere alla denuncia ai carabinieri con copia del verbale dei VV FF, poi sarà necessario aspettare il tempo utile affinché le indagini facciano capire se si tratta di un incendio casuale o doloso (6 incendi in una settimana il dubbio non verrebbe neppure al più sprovveduto cittadino!), infine si dovrà presentare il tutto all’ufficio ecologia che chiederà (come sta già facendo) l’anagrafica dei residenti. In tutto questo ovviamente i residenti aspettano, aspettano invano, come in molte altre parti della città, che la spazzatura non se li mangi vivi assieme ai topi e blatte che banchettano allegri in mezzo alla munnezza.

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