12 febbraio 2025 – Priolo Gargallo, contrada Vecchie Saline, davanti all’impianto biologico consortile dell’Industria Acqua Siracusana S.p.A.
“In nome del popolo inquinato la giustizia di Priolo, Augusta, Melilli e Siracusa riunita oggi emette la seguente sentenza. Visto il disastro ambientale e il danno subito dalle persone, dall’ambiente e dal futuro delle nuove generazioni, e rilevato che chi inquina non può continuare a farla franca, sentenzia che gli inquinatori sono dichiarati colpevoli… ed il popolo inquinato richiede giustizia immediata, riparazione dei danni ed azioni concrete per fare finire immediatamente l’inquinamento….”
E continua ancora per un po’ la lettura della simbolica sentenza da parte del “giudice” che sta in mezzo ad altri due finti togati. Chi legge è infatti l’attore siracusano Giancarlo Latina e il “pubblico” sono i partecipanti al flash mob organizzato per “Ecogiustizia subito”, una campagna di sensibilizzazione promossa a livello nazionale da Legambiente, Arci, Libera contro le mafie, Azione cattolica, Acli e Agesci.
Si tratta di un’iniziativa che sta provando a riaccendere i riflettori sui siti italiani inquinati da molti decenni da raffinerie e da altre lavorazioni industriali nocive; e dove ancora si attende che lo Stato si decida ad attuare davvero i progetti da tempo annunciati di bonifica dei suoli e delle acque di queste aree. Possibilmente, riuscendo la giustizia vera a far riparare i danni causati alle industrie responsabili.
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Uno di questi territori è quello che include il polo petrolchimico che ricade nei comuni di Augusta, di Melilli, di Priolo Gargallo e di Siracusa. Lunga storia di contraddizioni laceranti, nata negli anni ’50 quando ebbe inizio l’epopea di un’industrializzazione dai diffusi livelli occupazionali, ma che sarebbe stata pagata a caro prezzo a causa delle conseguenze negative sull’ambiente naturale, sulla salute e la vita delle popolazioni locali, a cominciare dai lavoratori degli stabilimenti.
Sono memorie da preservare dall’oblio e dalle banalizzazioni, e da raccontare come ha fatto in questi anni l’attore e regista nativo di Augusta, Alessio Di Modica, traendo spunti per alcuni dei suoi lavori teatrali di ricerca e di narrazione. Attività alla base degli spettacoli che porta in giro per l’Italia, fra i quali “Favola Industriale Blues” da cui il “cuntista” Di Modica ha scelto i brani per la breve performance davanti all’Ias. Facendo, tra l’altro, alcuni esempi di devastazioni causate nel mondo da produzioni industriali dal distruttivo impatto ambientale; passando col suo ritmo incalzante di “cuntista” dalla Sicilia a Taranto a Marghera, da Piombino a Livorno, dal delta del Niger alla Louisiana, dalla Cina all’Australia. O, ancora, in Ecuador dove l’industria degli idrocarburi sta uccidendo la foresta amazzonica, dove, per dirla con Alessio: “sui muri di Quito c’è scritto scorre il petrolio, sanguina la terra”.

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