Dopo alcuni giorni di buio, il mio computer è tornato a funzionare e così ho potuto fare una verifica delle notizie online che mi ero perso. Le notizie, diceva un grande direttore del Washington Post, sono la prima bozza della storia.
Sembra che il buio sia la cifra prevalente: il buio della Borgata, efficacemente descritto da Bruno Alicata, in contrasto con l’idea di Luce legata alla festa della santa più amata dai siracusani. Il buio causato da un corto circuito in un locale di Ortigia. Il buio sul reale andamento dell’incontro romano sull’industria del petrolchimico, Eni Versalis. Il buio sull’iter di alcuni concorsi descritto puntualmente da Marina De Michele.
Il buio di idee e di proposte che pervade la lettera di protesta del sindaco di Melilli nei confronti del ministro Urso per non averlo invitato, assieme ai colleghi di Siracusa, Priolo e Melilli, agli incontri al ministero delle Imprese.
Sul loro esito, i commenti del governo e della Cisl sono decisamente ottimistici sia per la salvaguardia dei livelli occupazionali che per l’avvio del processo di riconversione industriale. Eni conferma, dice il comunicato ministeriale, gli investimenti annunciati e che nessun lavoratore sarà lasciato a casa. Vedremo cosa emergerà concretamente nei prossimi incontri bilaterali tra le parti sociali.
Ora, che le assicurazioni vengano dal governo e da Eni Versalis è comprensibile, che vengano anche dalla Cisl lascia perplessi, considerato che gli altri due sindacati hanno detto che “l’incontro è stato deludente e si è risolto in un nulla di fatto“. È la solita politica dei due tempi, ha dichiarato Mannino, esponente di primo piano della Cgil: il primo tempo è la chiusura, il secondo si vedrà.
Senza entrare nello specifico tecnico, il nodo della questione per Cgil e Uil riguarda i tempi della riconversione e il loro impatto sull’occupazione e la produzione. La decisione di chiudere l’impianto di etilene di Ragusa per creare un non meglio precisato centro direzionale alimenta le preoccupazioni dei lavoratori, così come la dismissione dell’impianto di polietilene di Priolo, disgiunta nei tempi dalla creazione del nuovo impianto, evoca secondo Cgil e Uil lo spettro della ghigliottina sull’ occupazione.
Veniamo al sindaco Carta e ai suoi colleghi di Augusta, Priolo e Siracusa: se invitati a Roma dal ministro Urso, quale posizione avrebbero preso? È questo il punto fondamentale della questione e non la grande offesa per il mancato invito.
Va ricordato che sul depuratore consortile i quattro sindaci si sono pronunciati a favore della chiusura. Invece di rivendicare un posto al tavolo del ministero delle Imprese, farebbero meglio a incontrare i lavoratori dell’Ias in assemblea.

Commenti recenti