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Servizi aggiuntivi nei luoghi di cultura. Per Siracusa primi passi per la procedura di risoluzione del contratto

Per ben quattro anni, dal 2020 ad oggi, al raggruppamento di imprese (Aditus, Civita, Mondadori Electa e Momento), che gestisce praticamente l’intero patrimonio culturale siracusano (Parco archeologico, Museo Bellomo, Castello Maniace) fornendo “servizi aggiuntivi”, sono state concesse dall’Amministrazione regionale ben sei proroghe di un contratto scaduto nel 2020, motivate da ragioni varie (il covid, il postcovid, la necessità di ristabilire l’equilibrio economico-finanziario, eccetera) che forse andavano verificate con maggiore rigore.

https://www.lacivettapress.it/2022/02/21/il-regime-delle-proroghe-allombra-del-covid-concessione-servizi-lavori-fino-al-giugno-2023-per-aditus-linterrogazione-del-consigliere-stefano-zito-m5s/

(l’ultima proroga fino al 31 ottobre prossimo, nota di redazione)

Ma in quegli anni la Regione e le istituzioni preposte alla tutela dei beni culturali o non sapevano o hanno chiuso un occhio, omettendo le dovute verifiche sul rispetto del contratto, in particolare sull’obbligo di apportare determinate migliorie al funzionamento dei servizi.

Nel frattempo Aditus e soci hanno colto al volo le ghiotte occasioni che si sono presentate, come l’acquisizione dell’ex casa Pinello, resa possibile dal mancato esercizio di prelazione da parte della Regione, trasformandola in un B§B affacciato sul Teatro greco. Sul piano formale sarà pure legittimo, ma un B§B all’interno del Parco archeologico, come un bar ristorante con grandi vetrate, fa venire il magone.

https://www.lacivettapress.it/2021/03/04/la-tutela-dei-beni-culturali-il-caso-siracusa/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR1DOoT-QgW5bxhLmzNL8sDA4QSs6u3UD_6cTNEYXUXfj7LjeYuyVVPueJs_aem_YJ-JrDb9ZKgTZqqiZPk4lQ

Senza nulla togliere alla loro professionalità, il ruolo delle imprese che gestiscono i servizi nei beni culturali è andato via via crescendo (con tutto quello che ciò comporta in termini di assunzioni, di rapporto con la politica, con le istituzioni) al punto che nell’estate scorsa il Comune di Siracusa ha affidato ad Aditus e al suo braccio destro Momento la gestione dell’Antico Mercato per l’allestimento del progetto espositivo di Demetrio Paparoni dedicato a Medea e di 30 eventi. In sei mesi, da maggio ad ottobre, Palazzo Vermexio ha dato tre concessioni ad un unico concessionario: Aditus/Momento.

https://www.lacivettapress.it/2023/09/07/tutti-i-dubbi-sulla-concessione-dellapertura-del-punto-ristoro-allantico-mercato/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR09up0cDgm6v5SG7aKurKQQy9J0S70Vyn2KorF1K2MDf5-3p8jR38ceGFk_aem_OA4b7xUHKE8CWu_StS85AA

Con la nomina dell’architetto Carmelo Bennardo a direttore del Parco archeologico, il rapporto tra il Rti e la Regione (si tenga conto che l’ultima proroga sta per scadere) ha subìto un brusco cambiamento, perché Bennardo ha cominciato a controllare le carte, a verificare il rispetto dei vincoli contrattuali, cioè a fare quello che non avevano fatto i suoi predecessori. Il nuovo direttore del Parco archeologico ha puntualmente comunicato l’esito delle verifiche al direttore generale dell’assessorato ai Beni culturali, Mario La Rocca, il quale ha preso in mano la situazione, facendo capire ad Aditus e soci che la musica era cambiata.  La Rocca ha messo insieme le (presunte, per ora) inadempienze delle imprese e ha avviato il procedimento per la dichiarazione di decadenza della concessione. Ne ha dato notizia Massimiliano Torneo de La Sicilia il quale ha scritto: “L’atto descrive una serie (più di trenta voci) di quelle che vengono descritte come inadempienze contrattuali, emerse al culmine delle verifiche“.

Il Rti ha venti giorni per le controdeduzioni, dopodiché, se i chiarimenti dati dalle imprese non saranno ritenuti esaustivi, sarà risolto il contratto, con conseguente, enorme contenzioso. La risoluzione produce effetti rilevanti e in particolare preclude alle imprese che in atto gestiscono i servizi aggiuntivi (biglietteria, divulgazione e fruizione, caffetteria e ristorazione, bookshop) di partecipare alla nuova gara. Insomma, un taglio netto, basato su “puntuali verifiche“. Se sarà così, bisognerà dare atto, oltre che a Bennardo, al direttore La Rocca, che non ha esitato a prendere il toro per le corna e a ristabilire la legalità, sempreché i “capi d’accusa” si riveleranno fondati.

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