NO AL PARCO IN COMMISSIONE. LA MIOPIA (O L’IGNORANZA) DELLA CLASSE POLITICA.

Con tanto di foto esultante pubblicata su facebook, il sindaco di Cassaro, Mirella Garro, e il sindaco di Ferla, Michelangelo Giansiracusa, hanno comunicato di aver partecipato, a Palermo, all’audizione della IV Commissione, Territorio e Ambiente, presieduta dall’on. Giuseppe Carta, alla presenza dell’assessore al ramo, Elena Pagana, sul procedimento di istituzione del Parco degli Iblei. E si sono vantati di aver depositato, anche a nome degli altri sindaci del comprensorio, una relazione per riaffermare che “non sussistono le condizioni per l’istituzione del parco”. Avrebbero anche ricostruito l’iter procedurale dal 2010 ad oggi ma non abbiamo il privilegio di conoscere quanto da loro ‘ricostruito’ perché i lavori della Commissione non vengono in alcun modo divulgati sul sito della Regione.

Eppure vorremmo tutti conoscere ogni dichiarazione di coloro che amministrano le nostre città in nostro nome, per conto nostro, di tutti noi e non solo di gruppi ristretti di cui evidentemente rappresentano specifici interessi. Da un soddisfatto Carlo Auteri, deputato regionale di Fratelli d’Italia, apprendiamo genericamente che “i rappresentanti politici dei territori hanno ancora una volta espresso il proprio disappunto e la disapprovazione con questa perimetrazione che impedirebbe qualsiasi attività produttiva del territorio… che hanno evidenziato le pecche di questo parco chiedendo di fermarne l’istituzione per tutelare allevatori, agricoltori, cacciatori e cavatori, tra gli altri”. Quali altri? Quali le ragioni?


Ovviamente la partita, nonostante i toni risolutivi del deputato Auteri, non è chiusa perché è nelle mani del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin. Ma la risposta più bella è già arrivata per tutti i sedicenti rappresentanti del ‘popolo’, ed è nell’ondata di indignazione nei commenti sui social
L’ennesimo sfregio alla nostra povera e martoriata isola.
I portatori di interessi hanno vinto ancora una volta, aprendo le porte alla devastazione di un territorio arrivato vergine fino a noi. Ovviamente gli stakeholders non sono gli agricoltori, gli allevatori o i cavatori ricordati nelle dichiarazioni di Auteri ma ben altri soggetti
Scelta assurda. Un parco è una risorsa immensa sia dal punto di vista ambientale che economico. In Abbruzzo lavorano tutti: in ambito diretto e con l’indotto. Noi, invece, sputiamo sull’oro verde. Per far felice chi?! Cui prodest???
Quando capiranno che il Parco è una risorsa (soprattutto in un momento in cui il territorio ha un grande richiamo turistico) e non un impedimento, probabilmente sarà troppo tardi perché avranno compromesso le risorse che ne determinano oggi i valori
Basta non votare più questi affaristi sulla pelle della terra e della biodiversità. Vergognoso. Miopi affaristi e protettori degli interessi di pochi.
Le pagliacciate della Regione Siciliana. Ma non bisogna darla vinta a speculare la nostra bellezza. Organizziamo un raccolta firme e se non bastano le firme scendiamo nelle piazze a protestare.

Non siamo proprio capaci di guardare più in là del nostro naso. Se ci chiamano provincia babba è perché siamo realmente cretini
Ma è solo l’inizio

 

Parco degli Iblei: una risposta a chi si oppone

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