CITTADELLA DELLO SPORT, LA NUOVA GIUNTA ITALIA RICOMINCIA DALL’AUMENTO DELLE TARIFFE MA TACE SULLA GESTIONE DEL COMPLESSO IMPIANTISTICO

Il primo atto della nuova giunta Italia sulla Cittadella dello Sport è stata una delibera con la quale vengono aumentate significativamente le tariffe a carico delle associazioni sportive dilettantistiche che fruiscono degli impianti, aumenti giustificati dall’assessore allo Sport, Peppe Gibilisco, con gli elevati costi di gestione. La lievitazione delle tariffe sportive fa il paio con l’incremento delle tariffe per i servizi cimiteriali, con l’IMU oltre il 10 per cento e dunque si inquadra in una politica che, come suol dirsi, mette le mani nelle tasche dei cittadini.

Tuttavia il caso della Cittadella è quello più emblematico perché incide sul valore sociale ed educativo, prima ancora che agonistico,  dello sport.  Inoltre non viene detto se la gestione degli impianti sportivi resterà pubblica o se invece, a causa dei costi di gestione, si intende ritornare alla vecchia (e disastrosa)  idea della privatizzazione che per quasi quattro anni è stata il chiodo fisso, e anche il tallone di Achille, dell’allora assessore allo Sport, Francesco Italia. Quell’esperienza è infatti finita in tribunale dando vita ad un contenzioso milionario, di cui si sono perse le tracce, tra il Comune e il gestore degli impianti.
Una brutta storia che ha inizio con un avviso di gara che configura una grave violazione della legge. Il principio fondante dell’avviso è l’articolo 15 della legge 9/2016 secondo il quale l’ente locale può dare in gestione, senza alcun onere a proprio carico, un impianto sportivo a condizione che il beneficiario si accolli tutte (tutte!)  le spese per la sua riqualificazione. Senonché la manina che predispone il capitolato prestazionale inserisce una generosa clausola in base alla quale per i primi tre anni di gestione le spese di utenza per luce e gas vengono suddivise a metà tra Comune e gestore, in palese contrasto col principio previsto dalla legge che, come detto,  esclude oneri a carico dell’ente locale.
A conti fatti questo scherzetto costa al Comune  al luglio del 2020 la bellezza di oltre 650 mila euro in quanto il gestore, pur avendo beneficiato contra legem del dimezzamento degli oneri, non paga neanche il 50 per cento a proprio carico, approfittando della “distrazione” di amministratori e funzionari che in tre anni non si accorgono di nulla e non impongono neanche la voltura dei contratti di fornitura di luce e gas che restano intestati al Comune, il quale  incoscientemente  paga tutto.
Visti i precedenti da brividi,  sarebbe pertanto rovinoso un ritorno all’idea di “privatizzare” la gestione degli impianti sportivi.  Allo sport va data la stessa importanza, se non maggiore,  di altri servizi resi alla cittadinanza. E’ impensabile che i costi di gestione siano finanziati, sia pure non in toto,  con gli aumenti delle tariffe a carico delle piccole associazioni sportive (che fanno enormi sacrifici per resistere) e quindi delle famiglie degli atleti.
L’assessore Gibilisco, uomo di sport, ha annunciato che il Comune “sta ultimando il progetto per trasformare la piscina piccola della Cittadella in una semi olimpica e quindi rifare anche gli spogliatoi. Investiremo una somma vicina al milione di euro”. Buona notizia, ma  quando inizieranno i lavori?  Il buon Gibilisco non c’entra, ma quando sento dire “stiamo ultimando”, “investiremo” divento scettico.
A parte i singoli interventi, che hanno una loro importanza,  credo che l’Amministrazione Italia dovrebbe far sapere  quale politica  dello sport intende seguire e in che modo pensa di gestire gli impianti.

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