AMBIENTE, ASSEGNATO IL PREMIO ATTILA AL SINDACO DI AUGUSTA (terza parte)

Nei giorni scorsi abbiamo dato notizia dell’iniziativa di tre associazioni ambientaliste: Legambiente – Circolo di Augusta, Natura Sicula Onlus, coordinamento spontaneo denominato “Salvare Augusta”, che, nel corso di una conferenza illustrativa di un esposto presentato Regione e trasmesso per conoscenza alla Procura della Repubblica di Siracusa hanno assegnato al sindaco di Augusta il “premio Attila” partendo dalla rilevazione che Augusta è risultata la seconda città siciliana per quantità di territorio consumato (+ 25 ettari in un solo anno. Le note relative all’esposto sono rintracciabili con i seguenti link:

https://www.facebook.com/groups/557907998099515/permalink/1492581977965441/.

https://www.lacivettapress.it/2024/02/24/ambiente-assegnato-il-premio-attila-al-sindaco-di-augusta-seconda-parte/?fbclid=IwAR2iPCx5JS2hsPylCq3BUuOomUu-j67cXU_bcDPJNSvue4si13JDU5fV080

Con questa terza nota completiamo l’informazione sul contenuto dell’esposto; in territorio di Brucoli in contrada Bongiovanni sono contestate due concessioni. Nella prima il progetto dall’estensione di un ettaro, autorizzato nel luglio 2023, prevede la realizzazione di sei unità immobiliari divise tra strutture commerciali e ricettive (case vacanza) con annesso parcheggio. L’esposto evidenzia che l’area è situata in prossimità del fiordo e, quindi, del complesso rupestre “Pantàkias-Gisira già assoggettata a vincolo di tutela 2 e dichiarata di notevole interesse pubblico dalla Regione siciliana nel 2008 e ricade in zona F – sottozona f “attrezzature per la residenza” ove, a giudizio degli esponenti, dovrebbe essere esclusa l’edificabilità per buona parte di essa.

Nella seconda, che insiste su una superficie di 18.280 mq ed è ricadente per circa il 67 % in zona speciale di “verde pubblico non attrezzato”, è stato autorizzato un intervento edilizio privato, indicato sotto il nome di “ecoparco”, che prevede – oltre ad alcuni spazi per il gioco e lo sgambettamento animale – la realizzazione di edifici residenziali, strutture commerciali (ristorante, chiosco), parcheggi e di una cavea in cemento armato “totalmente interrato” nonostante, per tali zone speciali, l’art. 33 delle NTA del PRG “Calandra” prescrive che esse “non potranno essere edificate in alcun modo dalla pubblica amministrazione né concesse a privati a tal fine”. Anche quest’area sarebbe soggetta a vincolo di tutela 2 (zona verde) dal Piano paesaggistico regionale della provincia di Siracusa che fa espresso divieto di “effettuare movimenti di terra e le trasformazioni dei caratteri morfologici e paesistici” nonché di “realizzare serre, ad eccezione di quelle mobili stagionali, provviste di strutture in muratura e ancorate al suolo con opere di fondazione”, quindi in insanabile contrasto con le previsioni del progetto.

Su Brucoli si conclude con una serie di osservazioni, che omettiamo per brevità, sull’eventuale trasformazione del parcheggio (area Enel) e sulle tecniche che dovrebbero adottarsi per rispettare vincoli e limitazioni poste nell’area di interesse archeologico denominata “Fiordo di Brucoli‟ che dovrebbe essere preventivamente sottoposto alla valutazione paesaggistica della Soprintendenza, alla VAS e alla VINCA, suggerendo all’amministrazione comunale di valutare la possibilità di elaborare un progetto che – tramite l’impiego di tecniche d’ingegneria naturalistica – rispetti i vincoli e preservi le caratteristiche dei luoghi.

L’esposto si conclude con un richiamo alla delibera del marzo 2022 con cui il consiglio comunale di Augusta ha deliberato l’adozione preliminare del Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo (PUDM). Secondo gli esponenti, il Piano rischia di aggravare il processo di privatizzazione delle coste, riducendo ulteriormente gli spazi dedicati alla libera fruizione. Esso si limita, infatti, a indicare in maniera del tutto generica che “una quota non inferiore al 50% dell’intero litorale di pertinenza demaniale sia destinata alla libera fruizione”, senza però stabilire alcuna zonizzazione di dettaglio che precisi e delimiti, attraverso le norme tecniche e nelle tavole di previsione, le parti vincolate a tale destinazione d’uso; inoltre, esso avrebbe omesso di individuare le porzioni di costa “dedicate alla fruizione sociale, che assicurino l’accesso a persone con disabilità e minori con prevalenza dell’utilizzo a scopi sociali ed educativi su quelli associativi o lucrativi”. Si contesta, infine, che il Piano, paradossalmente, nel generico calcolo della percentuale da lasciare fruibile ai cittadini, sembra conteggiare anche le parti dichiarate inaccessibili perché soggette a dissesto idrogeologico.

Gli esponenti, per rendere molto chiare le loro osservazioni, fanno degli esempi concreti : nel litorale compreso tra l’area del Faro S. Croce e Cala Paradiso (in cui non rientra la zona militare di Punta Izzo né la struttura in concessione alla società Porto Xifonia Augusta s.r.l.), dei 6,7 chilometri di costa, 2 km sono inaccessibili e circa 700 metri già concessi a privati, mentre si prevede di destinarne a future concessioni 3 km il che significa che sui 4,7 km residui, sulla carta accessibili, solo 1 km sarà lasciato alla fruizione pubblica. Sull’esatta localizzazione dei 1000 metri riservati ai cittadini, il Piano nulla precisa, se non che la stessa spiaggetta del Granatello che misura meno di 150 metri, per la metà viene destinata a concessione per strutture balneari e sportive private. L’esposto continua segnalando numerosi presunti profili d’incompatibilità delle previsioni rispetto al regime vincolistico stabilito dal piano paesaggistico e dalle altre fonti normative regionali e comunitarie a protezione dell’ambiente. Anche qui un esempio: nel tratto che va dal Canale al Golfo di Brucoli, si consente il rilascio di nuove concessioni a privati per le attività più disparate (pontili, parcheggi, stabilimenti balneari, attività commerciali etc.), in contraddizione con l’iniziativa dello stesso Comune di Augusta, di farlo diventare Area marina protetta.

L’esposto prosegue rilevando che il PUDM non contempla lo strumento della possibile revoca e del diniego di rinnovo della concessione per quelle zone che si volessero meglio tutelare o destinare ad altri scopi, mentre, fatto molto grave, non sarebbe previsto il ricorso alla sdemanializzazione/smilitarizzazione delle aree, attualmente nella disponibilità della Marina militare e che non hanno alcuna reale funzione di difesa (vedi Punta Izzo e Punta Carcarella), pur estremamente preziose per garantire l’accesso e la fruizione della risorsa mare per tutti i cittadini quando il golfo Xifonio tornerà balneabile.

Viene, infine, contestato che, grazie a un emendamento introdotto all’ultimo minuto, anche le “domande in itinere” di concessione demaniale (benché non ancora definite né tantomeno accolte e molte presentate nel tempo trascorso tra quando il Comune è stato diffidato dalla Regione a fare il PUDM e la data di adozione della delibera) “faranno parte integrante del piano e lo conformano alle destinazioni d’uso” proposte. Si tratterebbe di un emendamento palesemente illegittimo secondo cui le destinazioni d’uso le stabilirebbero le domande di concessione presentate piuttosto che il PUDM che dovrebbe essere pianificato nell’interesse generale. La delibera si muoverebbe nel solco di quanto era previsto dall’art. 3 della L.R. 17/2021 (dichiarato incostituzionale dalla Consulta, con la sentenza n. 108 del 5 maggio 2022, con la quale si sancisce in modo inequivocabile che “Il Piano di utilizzo del demanio marittimo svolge l’essenziale funzione di regolamentazione della concorrenza e della gestione economica del litorale marino ,..”). Sulla base delle suddette considerazioni, quindi, ne viene chiesto il riesame e la rielaborazione nel rispetto delle stesse dichiarazioni di principio enunciate dalla stessa amministrazione in occasione dell’avvio alla redazione del Piano Urbanistico Generale (P.U.G).

Con questa terza nota completiamo l’informazione sull’esposto presentato auspicando una riflessione positiva alla luce delle considerazioni esposte, segnatamente per il piano dell’uso del demanio marittimo che, se dovesse essere confermato nella formulazione attuale, restringerebbe, definitivamente, a dismisura le aree di balneazione pubblica anche una volta che, finalmente, fosse realizzato il depuratore, trasformando il benvenuto ad Augusta la città dei due porti in Augusta città senza mare.

Da leggere

Mostra Tranchino 2014

Gaetano Tranchino ci ha lasciati: un ricordo

Ci ha lasciati il maestro Gaetano Tranchino. Le esequie si terranno il 4 settembre 2026 …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti