Torna all’attenzione dell’opinione pubblica in questi giorni la cosiddetta “questione Mcdonald’s” poichè è imminente la decisione al CGA di Palermo sul ricorso di natura sicula avverso la decisione del Tar che, omettendo la questione di merito sulle osservazioni proposte ha respinto il ricorso ambientalista non riconoscendo alle stesse associazioni il diritto di opporsi alla scelta del comune di augusta di localizzare un fast-food con servizio “drive” e parcheggio in area pubblica destinata a verde cedendo alla società richiedente il diritto di superficie sull’area comunale in assenza di deliberazione di consiglio comunale (violazione dello Statuto comunale, del T.U.E.L. e dell’O.R.EE.LL.), senza la previa indizione di un bando pubblico di gara (violazione del principio eurounitario di concorrenzialità) e senza sottoporre l’intervento edilizio alle necessarie valutazioni ambientali (VAS e VINCA); come è noto, o dovrebbe esserlo, la contestazione non riguarda la realizzazione della struttura commerciale ( rispetto alla quale ciascuno è legittimato ad avere le proprie opinioni) ma il sito dove è proposto l’impianto. Tale sito, qualificato come “letamaio” dal primo cittadino (omettendo di osservare che spetterebbe proprio al comune l’onere e l’onore della riqualificazione dell’area essendone il proprietario), è vincolato a zona F e destinato, a partire dagli anni ’90, ad area verde attraverso la piantumazione di specifiche essenze arboree e arbustive, tra le quali la Palma nana Chamaerops humilis che è una specie protetta e classificata quale “minacciata” dal Ministero dell’Ambiente che l’ha pertanto inserita nella “Lista Rossa della Flora italiana a rischio di estinzione”, compilata secondo i criteri dall’International Union for Conservation of Nature. Anche in questo caso invece di entrare nel merito delle osservazioni ambientaliste si è preferito avviare il dibattito con i cittadini su un falso problema: consentire o no l’insediamento del Mcdonald’s in Augusta che nessuno ha mai discusso, bensì sull’opportunità di cedere per 30 anni alla multinazionale Mcdonald’s un terreno di proprietà comunale, dove il comune ha speso soldi per impiantare le palme nane e che andrebbe integrato con la struttura sportiva latistante razionalizzando ed integrando l’area con attrezzature sportive e per il tempo libero di cui la città è carente.
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La vicenda ,oltre all’aspetto di interesse locale ha assunto un rilievo ben superiore e particolarmente importante perché la sciagurata decisione del TAR, che non ha affrontato il merito della questione ovvero la liceità di interventi privati di tipo commerciale in zona F del piano regolatore, aprendo di fatto ad una ulteriore cementificazione del territorio, ha contestato il diritto delle associazioni ambientaliste ad intervenire nelle scelte delle amministrazioni pubbliche a tutela di interessi generali, riportando, qualora confermate dal CGA, indietro di almeno trent’anni la giurisprudenza di tutela dell’ambiente. Oggi che viviamo i tempi dell’abolizione del reato di abuso d’ufficio (che andava meglio esplicitato e puntualizzato ma non abolito) questa decisione renderebbe la tutela di interessi diffusi e di carattere generale ancora più difficile e oggetto di incursioni sempre più aggressive da parte di speculatori e trafficanti di ogni risma

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