L’Aica (Azienda idrica comuni agrigentini) gestisce nella provincia di Agrigento il servizio idrico integrato. Per alcuni è un “esempio virtuoso” di gestione pubblica. Non so se è un “esempio virtuoso”, ma mi sento di escludere che sia una forma di gestione pubblica. A me sembra un esempio di gestione privata, tenuto conto che l’altro ieri il suo consiglio di amministrazione ha deliberato l’aggiudicazione dei lavori del primo stralcio della ristrutturazione della rete idrica del comune di Agrigento per un costo di 39 milioni al Consorzio stabile “Essequattro Costruzioni Srl-Gen Costruzioni Srl”. Di “pubblica” credo ci sia solo la composizione del consiglio di amministrazione, nominato interamente dalla politica non saprei sulla base di quali competenze.
Secondo il decreto legislativo numero 201 del 23 dicembre del 2022, art. 14, la gestione privata del servizio idrico è fondata “sull’ affidamento a terzi mediante procedura a evidenza pubblica nel rispetto del diritto dell’Unione europea”. Che è esattamente quello che ha fatto l’Aica sulla scia della disciolta Girgenti Acque e che ha fatto il comune di Siracusa con la Siam.
La gestione pubblica poggia sull’affidamento ad una società in house e si caratterizza proprio perché evita il ricorso al mercato degli appalti. Del resto se fosse legittimata a conferire lavori a società selezionate con procedure ad evidenza pubblica rientrerebbe nella forma di gestione privata. Si tratta di una forma di gestione con molti vincoli primo fra tutti l’obbligo di dare nella relativa delibera “una qualificata motivazione che dia espressamente conto delle ragioni del mancato ricorso al mercato ai fini di un efficiente gestione del servizio”, illustrando, sulla base di appositi indicatori previsti espressamente dal citato decreto legislativo, i benefici per la collettività con riguardo agli investimenti, alla qualità del servizio, ai costi dei servizi per gli utenti, all’impatto sulla finanza pubblica. La società in house gestisce il servizio idrico con proprio personale, con propri mezzi tecnici, con la propria tecnologia, con proprie risorse finanziarie.
Come vado ripetendo, si può essere a favore di una delle tre forme di gestione idrica previste (privata, mista, pubblica) ma nel rigoroso rispetto delle specificazioni previste dalla legge.

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