LA MARCIA DELLA TARGIA CONTRO GLI INCENDI (2). L’ESPERIENZA DEL MOVIMENTO ANTINCENDIO IBLEO

Si dice M.A.I., Movimento Antincendio Ibleo. Un acronimo perfetto: mai più incendi, mai più devastazioni. Come l’appena nato Movimento Antincendio Siracusano, anche il MAI, nato alcuni anni fa, è un movimento spontaneo di associazioni e di cittadini che mira a contrastare gli incendi, salvare “aree protette, archeologiche e naturalistiche, alberi, animali e case”, tutelare “la natura e la bellezza di una terra, fatta di colline e cave incantevoli, caratteristiche peculiari dell’altipiano ibleo”.

Il MAI ha costituito gruppi per le attività di avvistamento, pattugliamento e censimento delle aree bruciate, di pronto intervento una volta acquisita un’adeguata formazione, di comunicazione per la più ampia sensibilizzazione al problema, di educazione nelle scuole, di rapporto con le istituzioni, di rimboschimento. Appare quindi già ben strutturato e tale da essere un ottimo esempio per chi voglia, dal basso, affiancarsi efficacemente alle forze istituzionali nella comune lotta agli incendi.

Durante la marcia della Targia, due dei volontari del MAI, Romero Leone e Vincenzo Spadaro, hanno raccontato la loro esperienza, come è nata la decisione di unirsi per fronteggiare questi eventi, e soprattutto le modalità d’azione dei gruppi ‘spegnimento’ armati di battifuoco, strumenti rudimentali ma efficaci, e zaini pompe con piccole riserve d’acqua per cercare di fermare gli incendi al loro primo svilupparsi. Si tratta dei volontari più giovani naturalmente, che si sono auto formati, e sono pronti, in piccole squadre, a spostarsi se necessario nei posti più impervi che difficilmente possono essere raggiunti dai mezzi dei vigili del fuoco e della forestale.

Di grande utilità anche la chat di segnalazione di incendi (circa 200 persone) sia tra i presenti nella chat che ai corpi preposti (vigili del fuoco, forestale, ecc.) che consente una vigilanza attiva sul territorio, un mutuo aiuto e anche un supporto per chi interviene grazie alla conoscenza dei luoghi, oltre ad aver creato una sorta di mappatura delle aree più sottoposte alle devastazioni di sicura utilità nell’azione di prevenzione.

Vincenzo Spadaro ha poi letto una sua riflessione nata a caldo proprio dopo un devastante incendio.

Quando ti trovi davanti ad un incendio devi pensare a 3 cose:/Vie di fuga/Vento/Cosa puoi salvare./Obiettivo?/Salvare più alberi possibile./Il calore ti cuoce la pelle addosso./Il fumo ti annebbia il cervello./Respiri in apnea./Poco tempo per pensare./Troppo tempo per consumare l’aria che respiriamo./

I volontari del #MovimentoAntincendioIbleo, del gruppo spegnimento vivono questo./Ogni volta che intervengono./Abbiamo però assistito a scene di panico, cittadini spaventati e scoraggiati./Il fuoco fa paura!/Soprattutto di notte./Quando scende la notte/I lumini dei tizzoni accesi/Cimiteri di esseri viventi/Che domani soffriranno/Asfittici/Bagliori di vampe/Un altro vecchio saggio ulivo/Che lascia questa terra./Non demordere uomo/Non piangere donna/Puoi combattere/Conserva la tua rabbia/Per fare tutto il possibile/Per salvare ogni albero./

Ci stiamo abituando?/Tutto ormai normale?/I capelli sentono ancora il calore/Arsi da fiamme, fumo, cenere./Una ferita alla mano/Mi ricorderà a lungo/Una più profonda./Centinaia di esseri viventi/Che ci permettono di vivere/Tragicamente arsi vivi./Oramai l’ironia mi aiuta ad affrontare/La vita, che in questi ultimi 2 anni,/Mi sfida alla resilienza./E continuo ad amare/Questo “fottuto” angolo di paradiso./Nonostante tutto./Anche mio figlio lo definisce così./Quindi la mia rivoluzione, l’ho già vinta./

Brutto bastardo, che ti diverti ogni anno/Armato da chissà quale intenzione/O peggio ancora da chissà quale misero interesse./Usa quel maledetto accendino/Per accendere la candela/Che ti indichi la luce/Nel tuo buio più profondo/Perché lì finirai./

Noi siamo luce e forza./Resistenza./Resilienza./Come tutti quelli che credono/In un altro cazzo di mondo possibile./Per questo, comunque ringrazio anche te./Perché ho tanti amici./I volontari del MAI./Tutti coloro che si sono interessati./Che ci hanno offerto ospitalità./E le nostre idee non moriranno./

Ringrazio tutti! /Amici, forestali, vigili del fuoco, protezione civile./Il MAI./E anche te, piccolo mafioso./Perché mi hai fatto riscoprire di non essere solo./Ma ora fermati,/Perché verrà il giorno/In cui l’aria mancherà a tuo figlio,/Come al mio./Basta fuoco,/Perché non avremo né io né tu acqua per bere./Non ci saranno animali, né piante./Vivremo in un deserto nero./Ragiona!/Andiamo insieme in direzione ostinata e contraria./Tanto alla fine/Saremo terra./Preferisco che sia terra di vita/Non di morte./Grazie ancora./Per avermi donato tale consapevolezza./Buon cammino anche a te!

Azienda Pupillo, filari di vite
Latomie scoperte dopo l’incendio

 

Un canto di morte 

Il vento d’estate/Mi sconquassa la chioma./

Vivo in questo posto/Da ormai troppi anni/Tanti./Ho visto le navi/Solcare questi mari./Tante genti./Tutte diverse./Ho paura i giorni di vento/Quando l’aria diventa fuoco/E non si può respirare./Ho paura quando il vento/Cambia repentino/E non so da che parte arriva./Ho paura./Soprattutto ora./Con questo caldo estremo./Con questo clima pazzo./

Sento il crepitio lontano./La cava amplifica i suoni./Vibro dal calore e dai bagliori./Le faville tutte intorno./Sempre più caldo./Sempre più luce./La folata accende la liana./Vicina./Un’altra./Un cespuglio di lentisco./Una palma nana./Le piante di timo/Fanno un odore forte./La vampa./Mi secca la gola./Mi disfa la chioma./Mi toglie il respiro./Soffoco dal fumo./Mi entra dentro/Il fuoco./Ardo dentro./Mi consumo./Non mi spengo.//Muoio.

Ero un vecchio ulivo./Sul crinale della cava./Figlio di figlio di figlio di greco./Non ci sono più.

         

50 euro

50 Euro/Mi bastano per una busta della spesa/Mi bastano/Per mettere di lato/La paura della vampa./Tanto non mi vedono/Tanto che danno faccio./Ogni anno ricevo qualche telefonata/”Tieniti pronto!”/”Come vedi che c’è vento,/Meglio di scirocco./Sai quando non si respira…/Quello è il momento giusto.”/

Ogni anno mi chiama/Qualcuno che non conosco./A volte con un accento strascicato./Altre volte in perfetto italiano./Ogni anno un motivo diverso./Erba fresca per le vacche./Facciamo lavorare gli amici./Così i terreni si svalutano./Almeno ci danno lo stato d’emergenza./

Boh./Io non ne capisco niente di politica./È una roba semplice./Un attimo./Arrivo col motore./Casco sulla testa./Mi guardo un secondo intorno./E poi via./Col cannello./Con l’accendino./Con i copertoni giù per la collina./Con i gatti./Sai come corrono./Poi posso pure farlo a tempo./Tipo ad orologeria./Un fiammifero dentro una sigaretta./Al contrario./Come arriva alla parte di zolfo./Fa la vampa./E poi mi godo lo spettacolo./Tutti che corrono./I forestali./I vigili./Pure i Canadair./

Mi bastano 50 euro./Per non avere più aria./Ma intanto mi son fatto la spesa.

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