SALUTE DIRITTO UNIVERSALE, L’INCONTRO AL PD CON MARINA SERENI, La riflessione del dr. Dino Artale

16 NOVEMBRE 2023

Sala piena e posti in piedi, tantissimi capelli bianchi, purtroppo.. Presenti i personaggi provinciali più attivi nel campo politico e sanitario. Ottima rappresentanza femminile sul desk, compresa la responsabile nazionale PD per la sanità Marina Sereni. Intervento telematico da Roma, per sopravvenuti impegni in Senato, di Antonio Nicita, punta di diamante del Pd non solo a Siracusa.

Il dottor Giovanni Burtone, sindaco di Militello e deputato regionale PD in tre legislature con incarichi specifici in sanità e servizi sociali ha descritto con umiltà i suoi molteplici interventi per arginare la “debacle sanitaria siciliana” ormai consegnata al dominio della sanità privata e allo sfascio completo di molte aree specifiche e delicate della sanità pubblica, come i pronto soccorso e la cardiologia.

Sempre attivo ed efficace, l’onorevole Tiziano Spada ha declinato i suoi interventi a favore della sanità locale. Circostanziato e persuasivo l’intervento di  Roberto Alosi, segretario provinciale CGIL, forse l’unica formazione politico-sindacale che ha realizzato un forum ben partecipato e onnicomprensivo di associazioni e istituzioni che hanno a cuore la sanità pubblica siracusana.

  Barbara Fronterrè

Un intervento di qualità ad impronta interlocutoria è venuto dal dottor Pino Bruno, già collaboratore della Civetta di Minerva. Sono seguiti altri interventi fra i quali il più coinvolgente emotivamente è stato quello di Barbara Fronterrè imprenditrice e consigliere comunale che ha saputo descrivere benissimo il deserto di sanità di Pachino e della zona sud della provincia. Ha parlato dei drammi di perdite di vite per assenza di strutture sanitarie anche minime, della guerra per bande che si contendono le briciole di sanità pubblica fra Rosolini e Pachino. Descritte efficacemente le paurose carenze dell’Ospedale di Noto e i rimpalli di competenze con quello di Avola. Strade scassate e auto veloci sono l’unica speranza per ricevere soccorso in quell’area vasta. Ma, si sa, sono i minuti che possono salvare le vite e ce ne vogliono troppi per trovare una parvenza di sanità efficace e adeguata da quelle parti.

Se, come noi della Civetta di Minerva, si partecipa con attenzione e speranza a queste occasioni di incontro per salvare il Servizio Sanitario Pubblico, si esce delusi e sconfitti.

Come sempre le responsabilità sono difficili da definire e si perdono nel passato. A ciò si aggiunge la terribile leggerezza del popolo quando vota e, soprattutto, quando non va a votare. Certo il governo nazionale e il pessimo governo regionale altro non fanno che favorire la sanità privata e non finanziare quella pubblica. Quando questo disegno sarà perfezionato non sappiamo cosa resterà di pubblico e di gratuito per chi non ha i soldi per pagarsi le cure. Crediamo, quindi, che si vadano preparando grandi conflitti sociali.

Il Paese si sta impoverendo rapidamente e non ci sono cespiti per pagarsi le cure. Come da noi già specificato, in Sicilia e a Siracusa già da qualche anno si è accorciata la durata della vita media. Molti non si curano, non si fa prevenzione, mancano medici, infermieri e non si trova rimedio.

Solo pochissimi interventi in questa assemblea hanno saputo indicare le vere cause della morte attesa della Sanità Pubblica. Da sedici anni la discesa sotto il 2%, e molto oltre, del Prodotto Interno Lordo (PIL) non permette di finanziare il SSN. Da lì provengono i tagli progressivi che si sono succeduti. Ora siamo arrivati agli ultimi tagli, fra cui le mancate assunzioni di personale e gli esigui stipendi per tutti. È perfettamente naturale che medici e infermieri disertino i concorsi e vadano dal privato e all’estero.

Più che la volontà di andare dal privato, pur presente da anni in Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, poté la mancanza di fondi. Inutile sembra il mantra che un euro investito in sanità generi profitti che restituiscono quell’euro. Senza soldi non si canta messa. Se ci si aspettava qualche vera idea salvifica sul futuro della Sanità Pubblica da questo incontro si esce delusi, anzi certi di una tragedia imminente.

Mancano le idee, quelle vere e rivoluzionarie per conservare un presidio fondamentale della nostra civiltà. Potrebbe essere una colpa ma è certo meno grave dei danni arrecati al servizio sanitario dall’attuale governo con le sue bugie e atti irresponsabili.

Dal Partito Democratico una visione alternativa capace di ripensare tutto il sistema delle cure non verrà di certo e ci spiace. Troppe teste bianche, rassegnate.

Manca l’anima e le emozioni, la capacità di sognare e di crederci, la volontà di far fuori veramente la peggiore destra d’Europa, che ci va sempre più disonorando nei contesti che contano, cercando di scardinare sfacciatamente l’ordinamento dello Stato, “rintontonendoci “di bugie.

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