Gara per il servizio idrico: in vista un duro scontro amministrativo e … tariffe sempre più salate per tutti

Suggestiva, ma non parimenti persuasiva, la tesi, sottesa all’istanza di concessione di misura cautelare decretale, secondo cui il mese scarso che si frappone tra la data odierna e quella della trattazione collegiale del presente appello avrebbe carattere esiziale per la risoluzione dei problemi idrici che il qui impugnato bando di gara è teso ad affrontare”.

Con queste parole i giudici del Consiglio di Giustizia Amministrativa della Sicilia, il 16 settembre, hanno respinto il tentativo del legale di fiducia dell’Assemblea Territoriale Idrica di Siracusa di non tener conto dell’ordinanza del Tar di Catania che, tre giorni prima, aveva accolto l’istanza cautelare presentata dalla società Ireti spa al fine di sospendere il termine per la presentazione dell’offerta relativa al bando per l’aggiudicazione del servizio idrico per i comuni del siracusano. L’obiettivo dell’Ati di andare avanti a ogni costo viene così rinviato.

Per comprendere l’entità degli interessi che girano intorno all’appalto basta snocciolare due dati: un bando da un miliardo e duecento milioni di euro per trent’anni di gestione, 2 milioni di euro il capitale sociale da versare nel 2024 a inizio di attività: azioni da un euro ciascuna acquistate dai Comuni in proporzione alla popolazione residente e fluttuante, quote per il 51% ai comuni e per il 49% al ‘socio’ privato; 36 milioni e 700 mila di euro indicati nel piano economico come valore della produzione per il 2024 con 35 milioni e 600 mila ricavati dalla riscossione delle tariffe a fronte di costi di gestione pari a 31 milioni e 650 mila: 5 milioni di attivo per il gestore quindi.

Di oltre 480 milioni di euro l’importo degli investimenti totali da realizzare grazie alla tariffa con l’auspicio che l’intervento per l’impianto centralizzato di gestione fanghi (10 milioni di euro) si possa realizzare con i contributi pubblici altrimenti anche quello andrà a gravare sulla tariffa; struttura tariffaria per tutti i Comuni come quella applicata a Siracusa (dati 2018/9) facendo confluire nel calcolo previsionale anche il rimborso delle rate dei mutui ancora in corso contratti dai Comuni per il finanziamento di infrastrutture idriche.

Ma tranquilli: “Lo sviluppo tariffario è stato elaborato ipotizzando prudenzialmente che il Piano degli Interventi 2022-2051, integralmente realizzato dal nuovo gestore, venga finanziato in parte con la tariffa ed in parte con i contributi pubblici ad oggi assegnati ossia certi”. E inoltre “nel rispetto della regolazione Arera, la tariffa ricomprenderà esclusivamente gli investimenti che effettivamente saranno avviati (anche come lavori in corso) e completati”. Quindi si terrà conto anche dei lavori appena avviati per calcolare quanto dovuto dagli utenti!

Questo il grafico indicato nel Piano Economico Finanziario (PEF) come effetti sugli utenti finali.

Per un’utenza domestica residente con un consumo medio annuo di 150 m3/annui, sulla base del PEF sopra illustrato si ipotizzano le seguenti spese complessive annuali e unitarie.

E non ci soffermiamo per ora sulla “Relazione illustrativa delle ragioni e della sussistenza dei requisiti previsti per la forma di affidamento prescelta”, cioè sulle motivazioni per cui i sindaci sono passati d’amblée dalla società in house alla società mista. Per condividerla occorrerebbe un atto di fede da parte di chi ha vissuto l’esperienza di Sai8!

https://www.lacivettapress.it/2023/01/10/servizio-idrico-integrato-di-nuovo-la-societa-mista-dopo-lesperienza-della-sai8/

Comprensibile quindi l’ansia nel voler chiudere il rapporto contrattuale tra pubblico e privato. Peccato che si sia messa di mezzo la società ligure che, oltre ad occuparsi nel nord Italia di distribuzione di gas ed energia elettrica, è in Italia uno dei più importanti operatori del servizio idrico integrato che gestisce in 238 comuni in Piemonte, Emilia Romagna e Liguria.

Il ricorso presentato dalla Ireti  lamentava il termine “troppo esiguo” per la presentazione delle offerte (il bando pubblicato il 28 giugno prevedeva quale termine di scadenza per la presentazione dell’offerta il 28 settembre nonostante la mole dei documenti, e delle conoscenze, richiesti ovviamente anche a società non del territorio) ed evidenziava perplessità sui documenti posti alla base della gara che, a suo dire, non le avrebbero permesso di presentare alcuna offerta sostenibile per “l’effetto combinato di una sottostima dei costi e una sovrastima delle attività patrimoniali insieme a una sottostima dei fabbisogni finanziari e ad una criticità di natura regolatoria delle tariffe” tali da “non consentire una rappresentazione veritiera, corretta e fondata circa le prospettive economico-finanziarie della gestione”.

E così il direttore generale e rup dell’Ati, il dottor Antonio Cappuccio, ha dovuto prorogare al giorno 18 ottobre alle ore 11 il termine “per il ricevimento delle offerte alla procedura aperta per la selezione del socio privato operativo della costituenda società alla quale sarà affidata la concessione del Servizio Idrico Integrato per l’Ambito Territoriale di Siracusa”. Poi arriverà comunque la decisione del Tar sulle istanze dell’Ireti e il quadro sarà più chiaro.

Da leggere

Siracusa, la paralisi di una generazione: viaggio tra declino demografico, record di scoraggiamento ed esodo dei giovani laureati

1. Le fonti della crisi Questo viaggio nei numeri della condizione giovanile a Siracusa è …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti