LIBERTÀ DI STAMPA E DESTRE POPULISTE

Dopo aver ripulito il servizio pubblico televisivo dalle timide voci sparute che analizzavano correttamente il declino economico e sociale dell’Italia, la vergogna di avere rappresentanti politici privi di cultura e addirittura di istruzione, dà origine ad una programmazione televisiva poverissima e a una continua riproposizione di vecchi programmi riciclati.

Come al solito, prevale nell’informazione sdraiata la infinita elencazione di reati sulle donne, sui maschi che stuprano, sulla delinquenza minorile, la droga, la violenza, la opportuna repressione delle devianze. Non si può dire che non si tratti di reati rivoltanti. In proporzione, però ci sembrano preoccupanti altre notizie, magari meno eclatanti, ma che impattano tanto nel quotidiano di tutti. Niente informazione sulla gravissima inflazione, sugli aumenti dei beni di prima necessità in percentuale superiore all’inflazione dichiarata, sul mancato arrivo dei prestiti europei, sui carburanti ormai troppo cari.

Troppi i morti sul lavoro, esorbitanti in confronto con altri paesi europei.

Sono stati reintrodotti da questo governo i sub-sub appalti nei lavori di pubblica utilità.

Dopo i morti in ferrovia aspettiamo quelli in sanità. Non ci piacciono queste cooperative che forniscono servizi alla sanità pubblica a prezzi orari altissimi. Puoi trovarti un dermatologo pensionato in sala parto o un otorino in chirurgia.

Nessun cenno a decisioni gravissime come quelle di non aver soldi per finanziare sanità, scuola, bisogni essenziali. Troppa fiducia nel manganello e nella repressione. Troppe figure di sterco della politica urlata che ammicca alla difesa della patria e della razza (non ci si crede come nessuno abbia imparato dalla storia!) mentre si guida il torpedone italico verso il burrone della povertà generalizzata. Abbiamo una stampa che non si vergogna di far da stampella a imbonitori da strapazzo, privi di istruzione e credibilità. Come ai bei tempi del duce, criminale e donnaiolo, si epura senza paura. Non si parla di olio di ricino, per ora. Non è fine.

Magari si manda avanti un generale della Folgore per vedere l’effetto che fa!

Sembra, anche questo, un film già visto.

 

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