Inammissibile il polivalente indoor al Di Natale. Severo richiamo dell’Osservatorio Regionale per la Qualità del Paesaggio al Comune di Siracusa: “Adegui il prg al Piano Paesaggistico!”

Svanisce il progetto del riconfermato sindaco Italia di realizzare un polivalente sportivo indoor all’interno del campo scuola Pippo Di Natale e per la cui costruzione è già stato fatto l’avviso pubblico per la manifestazione di interesse da inviare entro il 17 aprile (scorso) per un importo complessivo pari a oltre tre mln e mezzo di euro (2.200.000 del Ministero dell’Interno e 1.647.000 da finanziamento dell’Istituto Credito Sportivo).

“Il progetto non è assentibile”.

Ripercorriamo rapidamente i fatti.

A fine gennaio di quest’anno venivamo a conoscenza di un decreto del Dirigente Generale Calogero Franco Fazio dell’Assessorato Regionale ai Beni Culturali che modificava da “diretto a “indiretto”  il vincolo che insiste sull’intera area del “Campo Scuola-Coni Pippo Di Natale”, in piena zona archeologica.

https://www.lacivettapress.it/2023/01/25/area-archeologica-in-zona-a-di-parco-dal-vincolo-diretto-al-vincolo-indiretto-in-tempi-record/

Il passo necessario per poter realizzare, liberamente, un impianto sportivo polivalente indoor nell’angolo a nord dell’area dove una volta c’era un campetto in cemento e una piccola gradinata. Un progetto anticipato dall’atleta Giuseppe Gibilisco  (campione mondiale del salto con l’asta a Parigi Saint-Denis 2003 e bronzo olimpico ad Atene 2004) già dal settembre 2022: “Un progetto importante a Siracusa … una struttura dedicata all’atletica al coperto; da Firenze in giù non c’è niente… diventeremo punto di riferimento dell’atletica nazionale ma io aggiungo di più, anche di quella internazionale”. La città non ne sapeva nulla. Un rendering sommario della struttura (per due e non tre milioni di euro) si trovava sul sito/vetrina del sindaco Italia Siracusadomani.info. E solo successivamente abbiamo appreso che già il 31 agosto del 2022 il Comune aveva chiesto la modifica del vincolo.

Sicuramente un struttura sportiva utile nella nostra città ma velleitariamente immaginata dove prescrizioni del 1951 di Bernabò Brea la rendevano impensabile.

La prima nostra perplessità era stata quindi come fosse stato possibile arrivare, in pochissimo tempo, alla luce di procedure per noi poco chiare e forse irregolari, a un decreto che cancellava vincoli archeologici nati per preservare l’identità di un’area facente parte a pieno titolo del Parco Archeologico. Il motivo infatti per cui anche lì il Piano Paesaggistico ha imposto un livello di tutela massimo, così come quello dei monumenti, e di tutto il Parco della Neapolis, è che i vincoli archeologici rappresentano elementi fondanti del Paesaggio da conservare e valorizzare. Non solo: si aggiungeva anche il timore che si trattasse di una strada aperta per successive ulteriori modifiche come, per esempio, rendere possibile la realizzazione di un enorme parcheggio a fianco della Casina Cuti, proposta spesso riemergente anche da parte di chi programma poi piste ciclabili per ridurre il traffico veicolare. Un nonsense.

E ancora di più ci aveva allarmato la (non) risposta del soprintendente arch. Salvatore Martinez, il suo arrampicarsi sugli specchi per negare l’evidenza di una richiesta inammissibile, il suo parteggiare da fan al nuovo progetto.

https://www.lacivettapress.it/2023/02/03/vincoli-campo-scuola-di-natale-anche-solo-una-domanda-per-il-soprintendente-martinez/

Ma alle domande che gli avevamo allora posto e alle quali, ovviamente, è seguito il silenzio, ha risposto il 9 maggio scorso l’Osservatorio Regionale per la Qualità del Paesaggio che ha negato la modifica del vincolo semplicemente perché la disciplina di tutela del Parco Archeologico classifica l’area come zona A di inedificabilità. Chiusa la questione.

La stranezza è che l’esistenza del decreto di segno opposto del precedente Dirigente Generale viene di fatto taciuta, il decreto considerato tamquam non esset, e ciò che viene sottoposto a valutazione è una ‘proposta’ della Soprintendenza inviata il 9 marzo di quest’anno. Dunque una ‘richiesta’ formalizzata dopo il decreto? E nessun organismo di controllo ha rilevato tale evidente irregolarità? Nessun rilievo, nessun richiamo (almeno) è stato fatto?

Ma a prescindere da tale incredibile anomalia, riteniamo che ora il Soprintendente, in ossequio al ruolo che riveste, dovrebbe piuttosto farsi immediatamente parte attiva nel dar seguito alle indicazioni dell’Osservatorio che ha richiamato il Comune alla mancata osservanza dell’art 145 comma 4 del Codice dei Beni Culturali che impone, entro due anni, di “conformare e adeguare” i piani regolatori alle prescrizioni dei Piani Paesaggistici. Il Piano della nostra provincia è stato approvato il 20 ottobre 2017 e quindi l’Amministrazione Comunale ha un ritardo di ben quattro anni (inadempienza che ha certo ricadute anche su altre aree sensibili, la Pillirina per esempio). Il soprintendete Martinez ha mai riflettuto su tale mancato rispetto della norma da parte dell’Amministrazione Comunale? Non pensa forse che una sua azione nella direzione indicata dall’Osservatorio sia propria delle sue funzioni di salvaguardia dei nostri Beni Comuni più preziosi?  

Auguriamo infine al neo assessore allo sport Giuseppe Gibilisco, che ancora ritiene possibile la costruzione del polivalente indoor, di rivolgere la sua bella passione e il suo grande entusiasmo ad altri importanti progetti nell’ambito di politiche sportive che siano finalmente tali, e di cui in città si sente enorme mancanza, ma all’insegna del rispetto di norme leggi e vincoli. Non c’è proprio niente di male nel voler migliorare le strutture sportive, anzi; basta però che non siano in conflitto con altre finalità, come quella della tutela del paesaggio e dei monumenti del nostro passato, della nostra identità.

 

 

 

 

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