Impianti sportivi e vincoli: ostacoli inesistenti se si progetta oculatamente 

E sono partite subito le richieste di accesso agli atti per far luce sull’iter con cui si è arrivati alla trasformazione del vincolo da diretto a indiretto nella zona A di Parco “Campo Scuola-Coni Pippo Di Natale”, area archeologica della Neapolis. La notizia è stata data da noi tre giorni fa

https://www.lacivettapress.it/2023/01/25/area-archeologica-in-zona-a-di-parco-dal-vincolo-diretto-al-vincolo-indiretto-in-tempi-record/

e sia il Comitato Parchi, con l’accordo di Lealtà e Condivisione, attraverso l’avvocato Corrado Giuliano, sia il Movimento 5 Stelle hanno fatto richiesta di prendere visione degli atti con un’istanza inviata all’Assessorato Regionale dei Beni Culturali ed Ambientali, alla Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Siracusa, al Comune e alla Direzione del Parco Archeologico. Si avrà così la possibilità di verificare la regolarità delle procedure seguite per una determinazione di tale rilevanza, e in particolare di sapere su quali fondamenta poggi “il parere favorevole del soprintendente Salvatore Martinez”, se per caso si tratti di un atto legibus solutus, ma anche la possibilità di conoscere nel dettaglio il progetto assente sul decantato sito “Siracusa Domani info”, certo “in costante aggiornamento” ma sono passati cinque mesi dal primo annuncio.

Scrive l’avvocato Giuliano sul suo profilo facebook: “Siracusa, ora anche la degradazione dei vincoli archeologici. Lo aveva suggerito per l’Epipoli alcuni anni fa un sindaco di centro-sinistra rapito da uno dei progetti Frontino di assalto al Castello Eurialo, lo hanno sempre sostenuto i più arcaici palazzinari, i resortisti. Un precedente vincente di storia cittadina di cancellazione del vincolo archeologico fu degli anni cinquanta, preteso dalla Curia per il Santuario della Madonna delle Lacrime, quel terreno era della Chiesa e lì la Madonna esercitò la sua influenza sul Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Medici nel 1959, ho pubblicato il Provvedimento nel profilo fb ‘Liberiamo lo skyline di Siracusa…` Oggi invece una semplice lettera dell’amministrazione comunale ed una istruttoria che non conosciamo, il parere favorevole della Soprintendenza ed è fatta, ed in tempi della migliore burocrazia teutonica…”

Senz’altro meritevole – lo diciamo subito a scanso di fraintendimenti – la volontà dell’Amministrazione di dotare la città di nuovi impianti sportivi, seppure in distonia con l’incapacità di gestione di quelli esistenti, ma qualche domanda accompagna anche le altre nuove progettazioni, come per esempio quella del centro sportivo polivalente outdoor in contrada Pizzuta. Anche questo progetto non è visibile nel sito Siracusa Domani ma sappiamo che prevede in primis un campo da rugby, impianto inesistente nell’intera provincia, con al suo perimetro una pista da corsa, con una tribuna al cui interno troveranno posto spogliatoi, servizi igienici, locali tecnici, magazzini ed infermeria; inoltre una struttura tensostatica per la pallacanestro e la pallavolo e, a quanto pare, ulteriori spazi chiusi per la ristorazione e non meglio specificate attività ludico-ricreative.

Già pronto il finanziamento da un milione e mezzo che forse – forse – avrebbe potuto essere usato più proficuamente, con consistenti economie diciamo.

E vi raccontiamo una storia di vent’anni fa:

È il 19 dicembre del 2001. Si riunisce la Giunta municipale; a presiederla il vice Sindaco di Siracusa avvocato Mario Cavallaro. Si dà atto che l’Assessore all’urbanistica, avv. Ezechia Paolo Reale è venuto a sapere di una trattativa aperta già da un anno tra il Comune e una cittadina per l’acquisto di un terreno di mq. 18.306 in via Monte Nebrodi a Villaggio Miano. Nella delibera di allora si legge che il Comune ha bisogno di aree per allocare i servizi per il quartiere ma c’è “la giuridica impossibilità di provvedere all’acquisizione delle stesse mediante esproprio per la decadenza dei vincoli di Prg”, quindi è opportuno procedere all’acquisto.

Il terreno diventa proprietà del Comune, al costo di 258.228,45 euro, il 15 gennaio 2002.

Da allora sono passati ventuno anni. Quali servizi ha realizzato il Comune? Che domanda: nessuno!

Ma che c’entra con gli impianti sportivi del Comune? C’entra c’entra. Questo terreno confina con un’ampia area privata la cui metà (quella che dà sul parcheggio del supermercato PAGHI POCO) è occupata da un regolare campo di calcio con annessi locali chiusi per gli spogliatoi. Da tempo inutilizzata e che da tempo il proprietario cerca di vendere. Un po’ più oltre c’è il nuovo impianto di padel. Di fatto già un polo sportivo da completare, al centro di Villaggio Miano, in posizione strategica quindi. E allora la domanda è: l’Amministrazione Comunale, prima di realizzare dal nulla un nuovo centro sportivo a un paio di chilometri di distanza, ha valutato la possibilità di una trattativa con il privato? Diversi i vantaggi ipotizzabili: i minori costi nel riutilizzo di un impianto preesistente, la riqualificazione di un’area attualmente degradata in zona abitata, finalmente l’opportunità di emendarsi dalla grave colpa di aver fatto spendere ai siracusani la considerevole cifra di quasi 260mila euro per un terreno lasciato in abbandono per vent’anni.

C’è un valido motivo per voler scegliere invece un’area diversa?

L’area scelta potrebbe essere il lotto di terreno di proprietà dell’ASP di Siracusa, “da destinare a campo di calcio o rugby” (!), di circa 1.700 mq annesso al complesso di fabbricati dell’ex ONP in traversa La Pizzuta, messo all’asta nell’aprile 2014 per le “alle associazioni sportive dilettantistiche presenti nel territorio di Siracusa, che non effettuino la gestione del fondo con scopi di lucro, a un prezzo di locazione a base d’asta di euro 600 € annui con offerte solo in aumento”? Ad aggiudicarsi il lotto a 613,89 euro fu la Società Sportiva Dilettantistica Syrako Rugby di Siracusa. Sì, potrebbe essere proprio questa l’area se il presidente della società Enzo Bovi in un’intervista di qualche mese fa ha parlato appunto del centro outdoor già finanziato e di un accordo con l’Amministrazione Comunale sensibile alle necessità di consolidamento di questa importate attività sportiva costretta dal 2012, finita evidentemente la locazione di sei anni con l’ASP, a disputare le gare interne nel campetto in sintetico del Campo Scuola Di Natale grazie al nulla osta del Comune.

Però no, l’area non può essere questa perché nell’avviso di asta pubblica del 2014 ci sono prescrizioni vincolanti che sono in netto contrasto con il progetto del centro outdoor che abbiamo sommariamente descritto: “Detta area può essere utilizzata per campo di calcio o rugby all’aperto, senza coperture, tribune e spogliatoi, in quanto la stessa è sottoposta a vincoli di carattere paesaggistico, architettonico, storico e archeologico”.

A meno che… a meno che non sia già pronta una nuova modifica del regime vincolistico.

 

 

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