CONSULTORI E ASP: A SIRACUSA SI INDEBOLISCONO I SERVIZI

Una coazione a ripetere errori è la maledizione piovuta sui consultori familiari e l’attuazione della Legge sull’interruzione volontaria di gravidanza . Da qualche anno, nella provincia di Siracusa a questo servizio vengono sottratte sedi e figure professionali nella direzione dell’ indebolimento di strutture sociosanitarie incardinate a tutela della genitorialità responsabile, della salute della donna, della natalità e della educazione sessuale nei confronti delle giovani generazioni. Con il silenzio dei Sindaci, nella loro funzione di Ufficiali Sanitari dei propri comuni, la Legge n.405 e le sue modificazioni non viene applicata o applicata in modo parziale e discontinuo. Si verifica così che a Siracusa e provincia non è in alcun modo rispettato il parametro previsto per legge di 1 consultorio ogni 20.000 abitanti e che le equipe multidisciplinari medico socio-assistenziali assegnate ad ogni struttura, vera innovazione del servizio, non siano per nulla garantite.

Una situazione che si appesantisce con le modalità con cui si attua la Legge n. 194, affidata a due soli medici non obiettori, allorché l’interruzione di gravidanza viene eseguita esclusivamente nell’Ospedale Umberto I di Siracusa, lasciando sguarniti gli altri ospedali di Avola, Augusta, Lentini e costringendo le donne a spostamenti anche fuori provincia.

Nè valgono le giustificazioni addotte dai responsabili del servizio anche esso in difficoltà che lamentano le ormai macroscopiche carenze di personale medico e infermieristico che sarebbero all’origine del grave degrado dell’offerta di assistenza e cura, purtroppo presente in tutti i dipartimenti ospedalieri. Questa giustificazione non spiega perché si sia arrivato a tanto soprattutto se si guarda ad altre Aziende Sanitarie Provinciali. E’ di qualche giorno fa la notizia che l’Asp di Palermo ha potenziato i consultori familiari con un investimento di 400.000 eu. per acquisti di ecografi di ultima generazione e implementato la loro pianta organica con l’assunzione di 9 ginecologi, 6 assistenti sociali e altre 15 figure professionali tra cui psicologi.

Ed è ancora di qualche giorno la notizia che in quella provincia, a Termini Imerese, il consultorio venga intitolato alla giovane Roberta Siragusa, vittima di femminicidio, a riprova di quanto diversa sia la consapevolezza del ruolo che questo servizio può espletare nel campo dell’educazione sessuale , contro la violenza maschile sulle donne, e della promozione civica. Ci si chiede allora il perché di queste differenze tra province e soprattutto ci si chiede se il management dell’Asp di Siracusa abbia fatto ciò che era nei suoi doveri di fare e se non vi siano responsabilità di cui dare conto a un’ opinione pubblica attenta.

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