SUL NUOVO CAMPO POZZI IL SINDACO ITALIA ASCOLTI TUTTE LE OPINIONI

Su come far arrivare l’acqua nelle nostre case c’è una proposta/progetto del Comune di Siracusa, basata sullo studio di due ingegneri e un geologo, e una controproposta di Lealtà e Condivisione, M5S, Cento passi per la Sicilia, Sinistra Italiana, Articolo Uno, Rifondazione Comunista, Pci. Qual è quella preferibile?

Preliminarmente è opportuno evidenziare gli aspetti più significativi sia della proposta/progetto che della controproposta. Quella del Comune prevede di:

a) sospendere l’estrazione di acqua, per almeno trent’anni, dai campi pozzi di contrada San Nicola e di contrada Dammusi. Ciò al fine di non stressare ulteriormente la falda acquifera – nella quale si è infiltrata l’acqua marina provocando il suo insalinamento – e di farla “ricaricare”;

b) scavare in contrada Belfronte un nuovo campo pozzi per l’approvvigionamento idrico;

c) stabilire la quantità minima di acqua necessaria per soddisfare il fabbisogno idrico dei 120 mila abitanti di Siracusa, calcolata in 650 litri al secondo di cui 500 litri prelevati dal nuovo campo pozzi e i rimanenti 150 litri dai tre pozzi di contrada Reimann. In totale, secondo i calcoli dei tre esperti e dell’Ufficio tecnico del Comune, l’asticella del fabbisogno di acqua per un anno è stata fissata in circa 19 milioni di metri cubi.

Questa proposta, secondo i progettisti, non “richiama le acque del mare” e pertanto non alimenterà il fenomeno dell’insalininamento.

La controproposta di Lealtà Condivisione e degli altri movimenti e forze politiche prevede una portata annua di 26 milioni di metri cubi di acqua (7 milioni in più della proposta del Comune) che giungerebbero per caduta dall’Alta Valle dell’Anapo attraverso la condotta realizzata dalla Cassa per il Mezzogiorno 40 o addirittura 50 anni fa e mai entrata in funzione. Il punto di radicale dissenso riguarda il nuovo campo pozzi che, a giudizio dei sostenitori della controproposta, non va fatto perchè dannaggerebbe la falda acquifera, oltre a comportare un notevole spreco di risorse (circa venti milioni di euro). E’ proprio così? Riprenderò più avanti questo punto.
Ciò premesso, provo a fare alcune considerazioni da comune cittadino. La prima considerazione riguarda il divario tra la portata di acqua calcolata in 19 milioni di metri cubi dal Comune e in 26 milioni di metri cubi da Lealtà e Condivisione. Qual è il calcolo più attendibile? Mi limito ad osservare che nella proposta del Comune il calcolo è fatto da tre esperti e condiviso dall’Ufficio tecnico, mentre non risulta quale tecnico abbia calcolato la portata d’acqua indicata nella controproposta. Questo è un punto cruciale, perché i cittadini devono avere la certezza che il loro fabbisogno d’acqua verrà soddisfatto.
Quanto alla necessità di un nuovo campo pozzi, vorrei far notare che, stando alle dichiarazioni dell’ingegnere Antonino Di Guardo, che in materia è un tecnico di riconosciuta competenza, la sua realizzazione non è esclusa del tutto, contrariamente a quanto affermato nel documento approvato nell’ assemblea di Lealtà e Codivisione e degli altri partiti e movimenti. Dice Di Guardo: “Si propone in parziale o totale alternativa allo scavo di nuovi pozzi volti all’ulterirore emungimento dell’attuale falda acquifera, l’utilizzo delle acque superficiali provenienti per caduta dall’Alta Valle dell’Anapo.” (SiracusaNews del 29 novembre scorso).

Mi risulta che i tecnici del settore idrico ritengano che l’utilizzo delle acque dell’Alta Valle dell’Anapo possa essere integrativo ma non sostitutivo del nuovo campo pozzi, il cui numero di 14 pozzi previsto nella proposta del Comune, per quanto di mia conoscenza, può essere sicuramente ridotto.

Resta inoltre da verificare se la condotta della Cassa per il Mezzogiorno, a distanza di mezzo secolo dalla sua realizzazione, sia in condizione di convogliare le acque dell’Alta Valle dell’Anapo.

Una considerazione finale sul sindaco Italia, al quale i sostenitori della controproposta hanno chiesto, giustamente, un incontro urgente sul tema qui trattato. Non so se Italia li vorrà incontrare, ma un sindaco di buona volontà di fronte ad una questione così delicata dovrebbe ascoltare tutte le opinioni per poi decidere, sulla base di dati tecnicamente inconfutabili, nell’interesse della città e della salvaguardia del territorio.

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