Bilancio comunale: qual è lo stato di salute delle casse comunali?

Quanta vita amministrativa passa senza che la cittadinanza ne sia informata soprattutto in assenza dell’organismo deputato a esercitare su di essa controllo, sorveglianza, guida, rispetto all’azione di chi è al governo del Comune? Troppa, anche quella che riguarda la stessa sopravvivenza della città, la sua ‘tenuta’ innanzitutto finanziaria. E poiché fra pochi mesi scadrà il mandato elettorale della Giunta Italia e si tornerà alle urne per eleggere la nuova Amministrazione per il quinquennio 2023-2028, al di là del giudizio che ciascuno darà sull’azione di un quinquennio, abbiamo cercato di capire quale sia lo stato di salute delle casse comunali. Lo abbiamo fatto, insieme al dottor Salvatore Daquino, andando a leggere i documenti pubblicati, per legge, nella sezione Amministrazione Trasparente del sito del Comune, e tra essi in particolare i verbali dell’Organo di Revisione Contabile per ogni rendiconto approvato dal Consiglio Comunale, fino al suo scioglimento, e poi dal Commissario ad Acta, negli anni successivi.

Il parere espresso anno dopo anno dai revisori è sempre favorevole ma va detto che si tratta di un parere formale, relativo al rispetto delle norme applicate, alla corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione, agli allegati ecc. Tuttavia i revisori, pur non entrando nel merito delle scelte dell’Amministrazione, non potrebbero farlo, alla fine della loro relazione dedicano comunque un capitolo a “rilievi, considerazioni e proposte, irregolarità non sanate ecc.” che dà importanti indicazioni sulla reale situazione finanziaria del Comune.

Partiamo dalla voce ‘indebitamento’.

“Attenzione però! – avverte D’Aquino -. Per un ente locale l’indebitamento non è di per sé un elemento negativo, in quanto può servire a finanziare infrastrutture necessarie per la comunità. Detto questo, va tenuto poi conto della sua dimensione per capire se potrà essere sostenibile. Gli enti territoriali possono contrarre debiti solo per finanziare i propri investimenti. SI tratta della cosiddetta golden rule: le amministrazioni pubbliche non possono indebitarsi quindi per far fronte alle spese correnti (come quelle per il personale o i servizi che eroga ai cittadini) ma solo per opere pubbliche e altri tipi di investimento. Questo principio è stato addirittura inserito in Costituzione con la riforma del titolo V nel 2001. Da allora, infatti, la nostra carta fondamentale recita all’articolo 119: (…) I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno un proprio patrimonio, attribuito secondo i princìpi generali determinati dallaLegge dello Stato. Possono ricorrere all’indebitamento solo per finanziare spese di investimento, con la contestuale definizione di piani di ammortamento e a condizione che per il complesso degli enti di ciascuna Regione sia rispettato l’equilibrio di bilancio. È esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi contratti”.

Al momento del suo insediamento, nel giugno 2018, la Giunta Italia ha ereditato un indebitamento di poco superiore ai 50 mln, ridotto a fine 2021 di circa 8 mln.

Una riduzione costante – 46.284.180 al 31/12/19, 44.305.749 al 31/12/20, 42.574.044 al 31/12/21 – che carica comunque ciascuno dei 120.573 abitanti di un ‘debito medio’ pari a 357 euro, cifra da ricalcolare al netto di tutte le fattispecie di cittadini privi di capacità contributiva, di evasori e di elusori. Insomma, il debito pro capite è maggiore!

E cosa si prevede per la fine del 2022? Nella relazione sul bilancio di previsione 2022/2024, i revisori da una parte calcolano nuovi prestiti per un importo di 13.216.485 – una somma sostanziosa quindi, che qualcuno potrebbe definire ‘elettorale’, vista la imminente scadenza del mandato amministrativo dell’attuale Giunta, soprattutto se confrontata con i mutui accesi negli anni precedenti che non risulta mai superiore ai due mln di euro -, ma dall’altra parte ‘prevedono’ che, per fine anno, l’Amministrazione rimborsi prestiti per ben 15.927.000 di euro – con quali risorse non è detto! – e che di conseguenza il debito totale scenderebbe a 37.947.977. Manca solo una ventina di giorni per verificare se la previsione sia corretta.

Senz’altro maggiore preoccupazione viene espressa sulla capacità di riscossione dei tributi.

“Dall’Amministrazione di Siracusa vengono messe in grande rilievo le opere in cantiere ad oggi (Agenda Urbana, Fondi Strutturali Europei ecc.), ma resta tanto da fare per rimettere in sesto la macchina amministrativa del Comune, che non riesce ad incassare milioni di euro, elusi o evasi, in primis TARI, IMU, sanzioni per violazione al Codice della strada, ecc., nonostante già all’insediamento, nel 2018, il problema fosse noto in tutte le sue sfaccettature – commenta Daquino -. E a nulla vale ribadire la carenza di personale. Come evidenziano i revisori “la capacità di riscossione delle entrate proprie sia ordinarie che derivanti dalla lotta all’evasione risulta ancora inadeguata. Considerando i tempi lunghi per la riscossione dei tributi accertati e che una significativa percentuale di questi rimarrà non riscossa, potrebbe rivelarsi difficile alle attuali condizioni mantenere gli equilibri di bilancio. Questo inoltre ha comportato la necessità di ricorrere costantemente all’anticipazione di cassa, o all’allungamento dei tempi di pagamento o ad entrambe le problematiche”.

C’è quindi bisogno di una diversa organizzazione del personale, di nuovi sistemi di individuazione delle sacche di evasione, di nuovi strumenti per l’accesso alle banche dati. Pochissimo è stato fatto in questa direzione. Basta leggere le tabelle allegate alla relazione su evasione ed elusione: all’IMU mancano 2.775.811 euro, alla TARI 17.673.170 per gli anni passati e 11.248.993 per l’anno in corso.

Il FCDE, cioè il fondo crediti difficilmente esigibile, negli anni è aumentato. Milioni di euro accantonati a copertura dei crediti che non verranno mai introitati, e che non possono essere utilizzati in altro modo.

Al 31/12/2020 Il totale dei residui attivi (entrate accertate ma non ancora riscosse ed entrate riscosse ma non ancora versate) era di 155.429.484 euro

Per quanto poi riguarda le dette “irregolarità non sanate, rilievi, considerazioni e proposte”, le indicazioni fornite dai revisori costituiscono un lungo elenco ma ricalcano quelle già date alle Amministrazioni precedenti, segno di una situazione incancrenita.

Per il contenzioso, in relazione al fondo accantonato, l’Organo di Revisione invita l’Ufficio legale a un suo aggiornamento e a una ricognizione costante per evitare il rischio di dover far fronte a pagamenti, semmai esosi, privi di copertura finanziaria, che possano divenire nuovi debiti fuori bilancio (pari a 1.027.598 euro nel 2021). “Tali debiti, nonché la presenza di passività potenziali suggeriscono l’avvio di una ricognizione complessiva della massa debitoria per intraprendere un ripianamento, anche attraverso l’alienazione del patrimonio non strumentale dell’Ente per l’esercizio delle proprie funzioni” scrivono i revisori, raccomandando di “rinnovare continuamente l’inventario dei beni mobili ed immobili e nell’evenienza dismettere i beni deteriorati”.

E ancora, per la gestione cassa, dato il continuo ricorso all’anticipazione di tesoreria, ritengono necessario “il controllo dei flussi di cassa non solo nella fase obbligatoria degli equilibri previsti al 31 Luglio di ogni anno, in coincidenza con l’assestamento di bilancio, ma anche con differente periodicità, al fine di potere intercettare profili di tensione finanziaria tra riscossioni e pagamenti, prima che le stesse evolvano in condizioni di criticità più gravi, compromettendo gli equilibri di bilancio”.

E infine, per chiudere su questa rapida carrellata, una considerazione sugli investimenti. È certo da escludere che il Comune possa riuscire ad investire sia pure un centesimo con fondi di bilancio ordinario così come attestano gli stessi revisori: “Nel risultato di amministrazione non sono presenti quote riguardanti le risorse destinate agli investimenti”, se non si recupera la capacità di recupero della larga fetta di evasione/elusione.

Sarebbe opportuno ed auspicabile dunque che il Sindaco Francesco Italia, in una pubblica assemblea o con altri strumenti di comunicazione, esplicitasse meglio, in modo semplice e trasparente,  la situazione finanziaria del Comune di Siracusa, anche in funzione del fatto che i dati sopra esposti, aggiornati a mesi addietro, possano aver subito, ci auguriamo positivamente, importanti modifiche e soprattutto, affinché i cittadini, che presto torneranno alle urne, possano avere piena consapevolezza dell’operato della Amministrazione Comunale ed esprimere attraverso il voto il loro giudizio.

 

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