Si dissolvono i 36 milioni di euro del progetto Translational Medicine Campus. E la riqualificazione di viale Ermocrate?

Non è stato finanziato il progetto Translational Medicine Campus, da 36 mln euro, al centro di una intensa campagna mediatica nel marzo scorso – “Siracusa potrà entrare in un mercato stimato in oltre 150 miliardi di euro l’anno” si scriveva – e ancora ricordato dalla cronaca ad aprile come uno dei progetti più significativi dell’ambizioso piano di finanziamenti a valere sul PNRR presentato in un’affollata conferenza stampa dalla Giunta Italia – “Il progetto, che vuole essere un’opportunità per ricercatori e studiosi siciliani, è già alla fase definitiva ed è in attesa di finanziamento dall’Agenzia per la coesione territoriale”-.

La realizzazione di un Hub di ricerca e sviluppo sulla medicina traslazionale e di alta formazione, in grado di attrarre ricercatori ed eccellenze della didattica e della ricerca internazionale, grazie ad un network già esistente con alcune delle più prestigiose università del mondo: da Stanford al San Raffaele, dalla Duke alla Bocconi”, presentato dall’Università di Catania in partenariato con il Comune di Siracusa, non godrà (purtroppo) di alcun finanziamento ma non se ne è data notizia forse perché troppo stridente con l’eccessivo entusiasmo della prima ora.  .Ne avevamo parlato anche noi, da una parte perché attratti da quella che sembrava un’eccezionale occasione per la città, dall’altra per alcuni aspetti che poco ci convincevano nella stessa formulazione della comunicazione (https://www.lacivettapress.it/2022/03/27/ma-cose-il-progetto-translational-medicine-campus-un-hub-per-la-ricerca-e-lalta-formazione-oppure-uno-strumento-di-pianificazione-urbanistica/).

Nel nostro servizio avevamo tra l’altro evidenziato come si trattasse, comunque, solo di una delle molte proposte avanzate dall’università etnea, soltanto dieci delle quali promosse alla seconda fase della selezione per un investimento pari, complessivamente, a 308.755.000 euro. Veramente troppo ottimistico pensare che anche il Translational Medicine Campus, sol perché presente nella prima graduatoria, sarebbe riuscito a passare il vaglio di una selezione dura, che prevedeva l’ammissibilità al finanziamento unicamente dei progetti che avessero conseguito almeno 60 punti sui 100 attribuibili specificandosi chiaramente che “L’inserimento nella graduatoria non dà diritto all’ammissione a finanziamento, che sarà approvata sulla base dell’effettiva disponibilità delle risorse attribuite alla presente procedura“.

E anche ad oggi non sembra ipotizzabile una seconda chance almeno per due considerazioni. La prima è che da nessuna parte, se non sbagliamo, si accenna a una tale possibilità, a differenza di quanto si ritrova a volte in altri bandi. La seconda fonda su un calcolo. I progetti ammessi al finanziamento, sui 146 selezionati tra quelli presentati, sono stati 27, per risorse pari a poco più di 267 milioni sui 350 previsti (70 mln per ciascun anno del quinquennio 2022-26) e la posizione in graduatoria del Translation medicine campus, 71ma, non può ragionevolmente dare spazio alla speranza.

La stessa entità delle risorse richieste risulta, e c’era apparsa, eccessiva. 36 mln euro laddove il progetto di maggior entità tra quelli finanziati è di 24 mln e la stragrande maggioranza si colloca sotto quota 18 mln; i tre progetti dell’Università di Catania (che agirà da capofila o tra i componenti del partenariato) che godranno dei finanziamenti sono rispettivamente di 10, 7, 8 mln.

Giusto averci provato, giusto averlo comunicato alla città a suo tempo, ma, oltre all’ovvia considerazione che anche la notizia della non ammissione avrebbe dovuto essere data tempestivamente (certo comprendiamo che non si sarebbero potuto adottare le stesse modalità da gran battage pubblicitario con cui è stata accompagnata la presentazione del progetto ma è giusto informare comunque i cittadini), rimangono per noi inascoltate tutte le domande che abbiamo posto a marzo sugli interventi urbanistici che avrebbero dovuto interessare l’area di viale Ermocrate. Ipotizzati interventi di riqualificazione su cui continua a non esserci chiarezza, per i quali sembra non esserci alcuna volontà di un coinvolgimento pieno della città e che sono ripiombati nell’oblio … almeno fino alla prossima grancassa.

 

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