La posta è alta e bisogna lottare perché si faccia la differenza: scegliamo da che parte stare e scegliamo le nostre armi

Di fronte a maschere che celano il vuoto nessuno merita di essere vittima sacrificale di una strage estremista annunciata.

L’odio fomentato, l’avversione per l’altro, la dittatura del presidenzialismo, i dispotici autoritari, gli antidemocratici, i forti coi deboli e vigliacchi coi forti, lo stato sociale succube di interessi privati, i fantasmi del passato che ritornano sotto mentite spoglie, la menzogna disgregata che impatta sulle condizioni economiche dei meno abbienti, delirio a Las Vegas con la flat tax che gira dal 23 al 15 e paura su una visione distorta che tutela gli evasori, il senso critico appiattito sui diktat del piccolo dittatore di turno, la bramosia del potere che riempie le tasche ancora e ancora 49 milioni di volte, le foto ricordo e l’immancabile plauso ai peggiori rappresentanti europei (il vero e unico male per cui ha senso alzare muri), i ricattati da Putin che silenziosi a testa bassa obbediscono nel terrore che si apra il vaso di Pandora, un pendolo che oscilla tra faccetta nera e mazzetta nera verso una classe dirigente che continua ad essere arrestata per corruzione e voto di scambio politico mafioso, i giovani scomparsi dal dibattito economico e sociale con un programma di destra che li mette agli ultimi posti, la costruzione di un bluff, di una nuova verginità che espone con orgoglio e spavalderia la fiamma tricolore neofascista nel simbolo del partito, il Dio che affonda con le vite umane, la Patria svenduta ai propri finanziatori occulti e, al limite del patologico, la sacralità della famiglia che massacra le donne.

E a proposito di donne, se una leader decide di indossare una nuova maschera rassicurante che credibilità pensa di avere quando rinnega i diritti universali, il salvataggio di donne, bambini e uomini in mare, affermando che un’altra donna della sua stessa coalizione non può ambire a diventare presidentessa di regione perché “salì a bordo della Sea Watch con il Pd”?

Il dovere di salvare delle vite non appartiene forse a tutti gli schieramenti?

Non si possono rincorrere i fantasmi di un passato che non può tornare ad illuderci. Fantasmi dai quali occorre liberarsi con urgenza. Bisogna pensare, riflettere e provare a proiettarsi: ognuno da solo, ognuno coi propri mezzi, aggrapparsi e scoprire ciò che non si conosce per arrivare a comprendere, ascoltare.

Bisogna esplorare gli infiniti mondi che ci appartengono perché non esistono muri, confini che non si possono superare. Bisogna avere fiducia e coraggio nelle scelte, non arrendersi mai, non appiattirsi mai.

Bisogna ascoltare l’altro ma imparare a guidare da soli un cargo merci che contenga diritti, arte, passione, fatica e sudore, rispetto e attenzione, giustizia e libertà che generino suoni e non rumore di fondo utile a distrarre.

Non c’è tempo ma non è soprattutto tempo per una spietata letargia che ci anneghi in vuoti assetti politici, economici e sociali distopici.

C’è sempre altro accanto ed è un opposto che rinnega con forza la strage estremista, che riempie il vuoto. Tutto l’altro è accanto in un insieme di linee interconnesse. Strade coinvolgenti, interessanti, importanti che aggiungono valore alla vita degli altri, che ti formano e ti sostengono.

Al vuoto assoluto di programmi vaghi le politiche progressiste contrappongono prospettive concrete e possibili per tutti, nessuno escluso.

La posta è alta e vale sempre lottare perché si faccia la differenza: scegliamo da che parte stare e scegliamo le nostre armi.

L’energia sotterranea è in attesa di prospettive sorprendenti …

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