Italia, da ricandidato in solitudine a (forse) plurisostenuto.

Nella società niente esiste di più serio e fedele del calcio. Anzi, del tifo calcistico. Sentimento molto più nobile, dignitoso, devoto e responsabile di quello politico, anzi partitico. Se l’accostamento può sembrare  azzardato, proviamo ad immaginare quante promesse, patti, accordi, giuramenti, impegni e garanzie vengono dai politici continuamente disattesi, annullati, stracciati, rinnegati (con conseguenti cambi di casacca) pur di perseguire un fantomatico progetto politico, più verosimilmente un proprio personale interesse. Proviamo poi ad immaginare se si possa mai ipotizzare, tantomeno immaginare, men che mai realizzare che un tifoso di calcio possa cambiare squadra andando a tifare per un’altra casacca. Che so, un veronese di ieri diventare un napoletano di oggi. O un laziale diventare romanista. O un interista diventare juventino. Ma nemmeno dopo dieci lunghi anni di delusioni, fallimenti e sofferenze per le continue sconfitte e malefijure un interista potrebbe mai approdare tra le sponde plurivittoriose  e colme di trofei della Juventus  (… ) Dunque ciò che è possibile in politica (quasi prassi) diventa invece infrangibile tabù nel calcio, anzi nel tifo.

La storia recente ci ha offerto molteplici esempi anche nella politica locale:  ex di destra passati alla DC, questi – poi PPI – passati nel PD e poi in Italia Viva o Azione e ancora nella Lega. Sono lì, tranquilli a riproporsi addirittura per un altro cambio o perché no al bisogno, per un ritorno. Magari rimanendo, però, sempre fedeli interisti (mai sia cambiare casacca della propria squadra, ne va dell’onore!) o milanisti (sarebbe sconveniente, addirittura uno scandalo, un’azione imperdonabile).

Mai alleati con chi ha appoggiato la giunta Italia”, diceva l’ex sindaco Garozzo in una nostra recente intervista. Concetto poi ribadito anche in altre interviste rilasciate ad altre testate. Ma come è ampiamente risaputo, in politica MaidireMai. Chè non lo sai che chi ti era amico ieri domani ti può essere avversario? E chi ti è avversario oggi domani ti può essere alleato?

Ironia della sorte, il possibile accordo tra Calenda e Renzi (per costruire il cosiddetto Terzo Polo) costringerebbe Garozzo e Italia a ritrovarsi alleati. Come se nulla fosse.(siamo in politica mica nel calcio). E visto che Garozzo ha dichiarato di essere disponibile a candidarsi alle politiche che fa, Italia un aiuto non glielo darebbe? Magari nella speranza che poi Garozzo ricambi la cortesia per la sua ricandidatura a sindaco. Allo stesso modo l’accordo (?) della locale Azione per sostenere Chinnici (vedi operazione Giansiracusa) si dovrebbe poi tradurre in un sostegno per la ricandidatura a sindaco.  Italia Francesco, svezzato politicamente da Garozzo, e poi da lui abbandonato, così come dagli alleati Lealtà e Condivisione e Partito Democratico, che fino a  ieri l’altro poteva sembrare il più sfigato del famoso quartetto in foto, da oggi in realtà non lo è più.

Infatti, analizzando l’evoluzione politica dei Fab Four:

  • Giansiracusa si è piazziato nel listino della Chinnici (a proposito, dopo il divorzio tra Azione e PD, gli Azionisti di Italia e del Capo Gabinetto voteranno ancora il PD e la Chinnici? E Calenda lo sa, è d’accordo?);
  • Cafeo tra regionali e politiche un posto in lista Lega (scusate, Prima l’Italia di Salvini) di sicuro lo trova;
  • Garozzo ha dato disponibilità per un posto a servizio di Renzi;
  • Italia che a suo dire ha rifiutato (saggiamente) la candidatura alle politiche per ricandidarsi a sindaco da solo e senza alleati, adesso potrebbe sfruttare una congiuntura favorevole e inaspettata.

 

Gli imprevedibili capovolgimenti della politica di questi giorni (con accordi stipulati e cancellati, e nuove alleanze in costruzione) possono infatti tradursi in occasione favorevole per Italia. Il nostro sindaco, infatti, potrebbe insperabilmente ritrovarsi il sostegno ricambiato da Chinnici (nonostante lo strappo col PD), da Renzi (nonostante le dichiarazioni di Garozzo) e da Calenda (nonostante lui) nonchè dall’area di  (ex) del Partito Democratico (nonostante lo strappo di Azione) e perché no (secondo alcune male lingue) anche da certi big locali della corrente (ex) di maggioranza PD già ostile alla giunta in carica e adesso (forse) favorevole alla ricandidatura del sindaco uscente.

Siamo in politica, mica nel calcio.

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