Depuratore IAS: verso la chiusura?

Il sequestro del depuratore IAS interessa direttamente 200.000 persone, ma in realtà riguarda la metà del Pil provinciale perché la sua chiusura porterebbe al blocco totale delle attività industriali della zona nel giro di poche settimane. Il problema che si è manifestato nella sua enorme virulenza è nato dalla legittima decisione del Tribunale di Siracusa di intervenire dopo aver verificato il mancato adeguamento dello stesso ai requisiti tecnici imposti: l’impianto è attualmente capace di depurare non più di 600 metri cubi di reflui liquidi a fronte di un massimo da 4.000 metri cubi che giungono, oltre che dai Comuni di Priolo e Melilli, e in parte da Siracusa, da tutte le industrie intorno. Sono reflui di processo e anche quelle di acque piovane trattate anch’esse come rifiuti.

Il Tribunale tramite i suoi periti ha quantificato in 28 milioni di euro l’investimento necessario per raggiungere l’obiettivo di una depurazione adeguata e ottenere l’Aia (autorizzazione integrata ambientale). Già nel 2014, alla scadenza dell’autorizzazione, il relativo investimento per il miglioramento non era partito. Nel 2017, nonostante i molti incontri fra gli interessati: Comune di Priolo e Melilli, tutte le imprese in zona, l’Irsap ex Asi e il proprietario la regione Sicilia sotto la responsabilità dell’assessorato alle attività produttive, non si è riusciti ad attivare la spesa straordinaria dei 28 milioni richiesti.

Abbiamo chiesto all’on. Giorgio Pasqua del Movimento 5 Stelle all’Ars ultime notizie su questa situazione emergenziale.

Il 7 luglio con una nota l’amministratore del depuratore ha chiesto alle imprese una relazione specifica su quanti giorni ancora possono stare in attività senza conferire nulla allo Ias, il tempo di resistenza prima di dover definitivamente chiudere. Avremo il 19 luglio una riunione negli uffici dell’Ias per cercare una soluzione, ma già sappiamo che non sarà presente l’attore principale: la Regione (il presidente o l’assessore alle attività produttive).

È da stigmatizzare come il proprietario, la Regione Siciliana, quello che deve davvero smuovere una situazione che interessa non solo l’economia della provincia, ma anche quella nazionale oltre che regionale per il tipo di industrie presenti, da cui riceve oltretutto miliardi derivanti da accise, non si sia mosso. Non hanno il senso di cosa significa. È la morte economica non solo di Siracusa e della sua provincia.

Certamente, ma è il muoversi di questo (non)governo regionale che si è contraddistinto fin dall’inizio della sua legislatura in tale maniera.

Un vostro piano B?

Le strade sono due: la prima lavorare immediatamente per convincere i magistrati a concedere termini per l’adeguamento e non chiudere subito, si veda la legislazione nazionale speciale come per ILVA per intenderci. La seconda ripetere e ripetere in Assemblea al (non)governo regionale ciò che chiediamo da anni ed anni: mettete i soldi e fate partire i lavori!

Ci risponde l’on. Paolo Ficara deputato nazionale dell’identico movimento

Ci preoccupiamo del prossimo embargo al petrolio, ma il punto di non ritorno per la zona industriale di Siracusa potrebbe essere più vicino di quanto si pensi. La normale operatività del polo potrebbe risentire, tra pochi giorni, del blocco al conferimento dei reflui nel depuratore consortile gestito da Ias e finito al centro dell’inchiesta giudiziaria per disastro ambientale.

La Regione, che è proprietaria dell’impianto, continua ad assistere al lento consumarsi della tragedia senza battere ciglio. Imbarazzante e inspiegabile. Il presidente Musumeci, l’assessore Turano e l’assessore Baglieri non ritengono forse che la vicenda richieda il loro interesse. E in questo dimostrano una strana continuità con i governi regionali degli anni passati, distratti sulle condizioni e sulle autorizzazioni con cui operava quell’impianto, vitale per la zona industriale di Siracusa.

Forse è il momento che si convochi un tavolo immediato in Prefettura per un vertice urgente, con tutte le parti coinvolte e soprattutto la Regione. La linea del non fare del governo regionale per lo Ias e il depuratore consortile ci ha portati, dritti dritti, alla contestazione del reato di disastro ambientale e a nuovi timori per la prosecuzione della stessa attività industriale.

A quando questo incontro?

Non saprei, deve essere la prefettura a convocarlo. Bisogna capire per quanto tempo ancora (giorni o settimane?) gli impianti potranno andare avanti senza conferire reflui ed evitare che la giusta tutela dell’ambiente – imprescindibile – si riveli un boomerang, con drammatiche ricadute di tenuta sociale del territorio. Per questo serve un tavolo che ponga il tema di un piano straordinario di intervento per una serie di lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria da avviare subito, per colmare la latitanza decennale della Regione. Non so se con un intervento delle aziende private che in un primo momento possano sostituirsi alla Regione per sostenere lo sforzo economico necessario, con le dovute garanzie di rimborso offerte da Palermo. Un tavolo di confronto potrebbe anche servire a capire se, con i lavori in corso, il depuratore consortile potrebbe comunque assicurare una quota di operatività tale da non far saltare il sistema, garantendo il rispetto di eventuali ed ulteriori prescrizioni della Procura il cui lavoro è apprezzato e sostenuto. O, in extrema ratio, serva un intervento normativo d’urgenza.

A quanti saranno pronti a criticare il M5s, ipotizzando un cambio di rotta sul tema delle politiche industriali, ricordiamo ancora una volta che la nostra posizione non è cambiata: transizione ecologica non rinviabile e bonifiche. Ma per poter procedere su quella strada è prima necessario che ci sia ancora nel siracusano una zona industriale.

Da leggere

Mostra Tranchino 2014

Gaetano Tranchino ci ha lasciati: un ricordo

Ci ha lasciati il maestro Gaetano Tranchino. Le esequie si terranno il 4 settembre 2026 …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti