Il superbonus del 110% al centro del convegno del PD. Una misura che deve essere prorogata

Il Superbonus 110% è una misura di incentivazione, introdotta dal decreto-legge “Rilancio” del 19 maggio 2020, che punta a rendere più efficienti e più sicure le abitazioni a costo zero, un vantaggio per i cittadini e l’occasione di rilanciare l’intero comparto dell’edilizia, che rappresenta da sempre il settore trainante dell’economia di un Paese. Al convegno organizzato dal Pd il 6 novembre, la deputata Nardi Martina ha evidenziato che “Tra le altre proposte che proveremo ad inserire nel decreto Rilancio o, in alternativa, nella prossima legge di Bilancio, ci sono: allargare gli interventi a tutte le seconde case o almeno a quelle nei comuni al di sotto dei 5mila abitanti e nei centri storici delle città che sono in stato di degrado, al fine di contrastare l’abbandono dei piccoli comuni e incrementare la riqualificazione urbana; rendere fruibili i bonus anche in caso di demolizione e ricostruzione in loco, per incentivare interventi ancora più incisivi; aumentare la soglia dei bonus sisma e bonus ristrutturazione da 96mila a 130mila euro per unità abitativa a condizione che gli interventi determinino il passaggio a due classi di rischio sismico inferiori. Nelle aree terremotate dell’Italia centrale e meridionale: Molise, Sicilia, Campania ed Emilia Romagna proponiamo di aumentare la soglia del sisma bonus fino a 130mila euro per unità immobiliare così da dare un incentivo ad accelerare la ricostruzione”. Alcuni intervenuti hanno espresso una forte critica: “nel parlamento dovete tener conto di un forte fattore: dalle nostre parti le unità mono abitative fino a quelle di quattro unità abitative sono la maggioranza e le più ammalorate mentre la legge le esclude dal superbonus”. Gli interventi di altri partecipanti al dibattito hanno rimarcato che le azioni previste dai bonus, non solo migliorano la qualità degli edifici e la loro sicurezza in chiave antisismica, ma rappresentano un volano fondamentale per l’occupazione nel settore edilizio e quello che gira attorno, indispensabile in questa crisi. Già nel precedente regime dei bonus del 2019 era stata vista la positività della legge. Con il superbonus operativo si conta di tornare a far crescere il giro d’affari del comparto, valorizzando anche l’indotto che nella gran parte dei casi è made in Italy. Questo strumento rappresenta un importante elemento di lotta al consumo di suolo perché concentra l’interesse degli operatori sulla riqualificazione di un patrimonio edilizio troppo obsoleto, realizzato nella gran parte dei casi quando ancora non c’erano né norme antisismiche né criteri di efficienza energetica”. Questo è vero soprattutto per le case popolari in cui – dichiarava la responsabile dell’Iacp – “se oltre il 60% delle costruzioni a Siracusa sono vetuste e antisismiche, quelle popolari superano di gran lunga questa percentuale. A trarre vantaggio da questa iniziativa saranno tutti, dai cittadini all’ambiente, la sicurezza delle persone e l’economia del Paese”. Ha dichiarato il sindacato che nell’ente scuola edile sono stati aperti corsi di formazione per sopperire alla mancanza di manodopera. Rintuzzata la ormai consueta lamentela, reiterata nel corso del convegno dalla vicepresidente dell’Ance, su un reddito di cittadinanza che ostacolerebbe le nuove assunzioni dal segretario degli edili della Cisl che ha ribadito come ciò possa accadere solo perché, e se, gli imprenditori cercheranno di pagare meno del contratto. Ci dice Salvatore Carnevale segretario provinciale degli edili della Cgil: “Non abbiamo un dato preciso su quanti cantieri operano con il superbonus per un semplice fatto che i nostri portali si occupano di guardare in generale non solo i cantieri del 110% quindi diventa un po’ più complicato e poco preciso essere puntuali. Comunque facendo un riepilogo generale Nel 2021, abbiamo nella provincia di Siracusa. grosso modo 250-270 cantieri aperti per il 110% che corrispondono grosso modo al 7% su base regionale 6.230 registrato su base regionale 4.200 incrementando i dati del settore del 25% della massa salari e di circa il 15% sulle imprese. Con la normativa si va sempre a proroghe sempre breve nel tempo questo sta portando a una richiesta forte da parte dei privati, ma ciò non può corrispondere alla risposta. Perché sostanzialmente non ci sono più aziende, il mercato è saturo addirittura. Quelli che si cimentano sul 110% non sono in grado di rispondere su una prenotazione piuttosto lunga, specialmente alle richieste che provengono dai condomini, non solo perché manca la manodopera in parte è vero, ma manca quella specializzata. Si consideri che chiuderemo il 2021 con circa 5.500 addetti.

Quali erano gli addetti la provincia di Siracusa?

Erano 11 mila che provenivano anche da altre province poi con la crisi molti sono migrati, altri entrati nel sommerso, altri andati in altri settori. Per cui diventa difficoltoso anche per questo motivo trovare manodopera specialmente specializzata. A questo bisogna aggiungere un altro aspetto fondamentale che dipende dalla normativa: essa non è di ampio respiro, anzi di cortissimo il che comporta una possibile bolla, di cioè ci si preoccupa, bisogna fermarsi con le proroghe e far si che diventi strutturale tale superbonus. C’è d’aggiungere la situazione del mercato con la sua saturazione che per il timore descritto prima sta portando a un aumento incredibile e sconsiderato dei prezzi delle materie prime come per esempio i ponteggi schizzati anche di quattro volte.

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