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Fake news della “Casa di Elio Vittorini”: clamorosi errori nella targa commemorativa

Seconda parte

Nella prima parte (pubblicata il 22 settembre https://www.lacivettapress.it/2021/09/22/storia-della-fake-news-della-casa-di-elio-vittorini-in-via-riviera-dionisio-il-grande-a-siracusa-un-appartamento-nel-quale-lo-scrittore-non-visse-mai/ ) di questo nostro approfondimento, abbiamo illustrato come sia stata indicata e divulgata quale “Casa di Elio Vittorini” una palazzina di via Riviera Dionisio il Grande a Siracusa, dove lui non ha mai abitato.

L’agenzia immobiliare che cura la vendita di uno degli appartamenti lì situati, e l’ex presidente del Consiglio comunale Moena Scala che aveva proposto al Comune di acquistare la casa per finalità culturali, nelle rispettive comunicazioni hanno fatto riferimento alla lapide commemorativa affissa sulla facciata della palazzina. In particolare, l’avvocata Scala ha scritto: “In quella stessa casa le istituzioni siracusane più importanti apposero, nel novembre 2012, una targa in memoria del più grande letterato che la nostra città abbia mai avuto in epoca moderna”. Ma la fake news inconsapevole – come l’abbiamo definita – ha origine proprio da quella targa che contiene inesattezze e sviste.

UNA TARGA TANTI ERRORI

In questa casa dal 1932 al 1957 visse la famiglia Vittorini. Sebastiano, Elio, Iole, Ugo, Aldo e Demetrio qui sognarono una Siracusa migliore”.

A seguire, firmatari dell’epigrafe risultano: il Comune di Siracusa, la Provincia Regionale di Siracusa, la Fondazione Inda, l’Associazione Amici dell’Inda, la Società Siracusana di Storia Patria, i club service Rotary, Kiwanis, Lions, la Emanuele Romeo Editore, La Voce.

In calce la data di collocazione della lapide: 18 novembre 2012.

Premesso che finora ne sconoscevo l’esistenza – altrimenti me ne sarei occupato prima – verrebbe  da chiedere chi dei suddetti enti, associazioni, club, ecc. abbia scritto quella dedica demenziale, comunque chi l’abbia letta, prima o dopo la posa della targa, e con quale consapevolezza di quello che c’è scritto.

Se fate una veloce ricerca su internet trovate molte segnalazioni, in giro per l’Italia, di lapidi con nomi e/o date sbagliate, fra le quali rientra alla grande questa alla memoria di Elio Vittorini e della sua famiglia. È infatti davvero notevole come in pochissime righe siano stati commessi tanti errori. Intendiamoci, non era necessario scomodare degli studiosi di opere e biografie vittoriniane per fare con calma qualche verifica, doverosa e per nulla difficile.

1) Naturalmente l’errore più clamoroso è avere inserito il nome di Elio tra i Vittorini che vissero e “sognarono” in quella casa. Come abbiamo già ricordato nell’articolo precedente, ben prima che alcuni dei suoi familiari andassero ad abitarci, lui – alla fine del 1929 –  aveva deciso di andare via da Siracusa dove, negli anni a venire, sarebbe tornato fugacemente poche volte.

2) Sulla targa è sbagliato pure il periodo, “dal 1932 al 1957”, nel quale la famiglia Vittorini avrebbe vissuto nell’appartamento situato nell’allora via Arsenale: nella parte della strada che in seguito sarebbe stata ribattezzata via Rivera Dionisio il Grande. Il periodo è sbagliato perché i genitori e qualche altro familiare di Elio non andarono a starci nel 1932 bensì alcuni anni dopo.

Raffaele Crovi ne Il lungo Viaggio di Vittorini (Marsilio, Venezia 1998) eccezionale biografia critica basata su una ricca documentazione, annota che “Il 1° febbraio ’33 il padre di Elio venne collocato a riposo, dopo venticinque anni di servizio, con una pensione di 500 lire che Elio si impegnò ad integrare, con contribuiti, all’inizio saltuari”.

E Iole Vittorini, nel secondo dei due volumetti di Mio fratello Elio (Ombre editrici, Siracusa 1990) ricorda che l’ultima stazione nella quale lavorò il padre ferroviere Sebastiano fu a Ragusa, da cui fecero ritorno a  Siracusa a febbraio del 1933. “Andammo ad abitare in via Arsenale in una villetta sulla scogliera […] poi la villetta diventò pericolante e ci spostammo in una casa più in basso”. Quindi abitarono, in anni diversi, in due diverse case nella stessa via Arsenale.

Nella Biblioteca Museo Elio Vittorini del Palazzo del Governo, oggi sede del Libero Consorzio Comunale di Siracusa in via Roma 31, sono esposte delle cartoline inedite della famiglia dello scrittore. Fra quelle spedite da Elio alla sua famiglia a Siracusa  (soprattutto da Firenze e poi da Milano, le città in cui visse) ne abbiamo annotate: una del 1934 e un’altra del 1937 inviate all’indirizzo di via Arsenale 95; altre due, del 1938 e del ’39, spedite in via Arsenale 118. Quest’ultimo è l’indirizzo che corrisponde all’attuale via Riviera Dionisio il Grande 82, dove è stata affissa la targa.

3) Riguardo agli altri nomi riportati nella lapide, neanche il fratello Ugo abitò in quella casa se già nel 1931 si era trasferito in Puglia, come scrive Raffaele Crovi nella suddetta biografia. Nel 1939 pure l’altro fratello, Aldo, andò a stare in Puglia dove rimase per sempre (morì ultranovantenne a Barletta nel 2010) a differenza di Ugo che in seguito si spostò per lavoro in Toscana, a Livorno, nel cui cimitero fu sepolto nel 1971.

Demetrio, il secondo figlio di Elio (nato nel 1934 pure lui a Gorizia come il fratello Giusto, e tuttora vivente) soggiornò da adolescente a Siracusa, quasi ininterrottamente dal 1948 al 1951. I genitori (Elio e Rosa Quasimodo) non vivevano insieme dal 1940 e lui ebbe il permesso di partire da solo alla ricerca di radici nella famiglia paterna. Nel suo libro di ricordi Un padre e un figlio (Baldini&Castoldi, Milano 2002) Demetrio Vittorini  parla fra l’altro di quel periodo, di Siracusa (nel bene e nel male), della casa alla Mastrarua (l’attuale via Vittorio Veneto) ossia quella della famiglia della madre di Elio (gli Sgandurra) dove lo scrittore nacque e trascorse alcuni anni da bambino e da ragazzo.

Nulla invece descrive, Demetrio, della casa di via Arsenale/Riviera Dionisio il Grande a parte qualche accenno ai parenti, fra cui questo: “La famiglia, il nonno, la nonna, zia Peppina e zia Jole (la sorella minore di Elio) parlavano continuamente di lui. Avevano centinaia di aneddoti ed episodi della sua infanzia, adolescenza e giovinezza. Alcuni confermati, o corretti, o completati più tardi da Elio stesso, o da mia madre. Nella famiglia perciò lo ritrovai”.

4) Sebastiano Vittorini e Lucia Sgandurra (genitori di Elio, Ugo, Aldo e Jole); la zia Peppina ossia Giuseppina Sgandurra, sorella di Lucia; Jole Vittorini, sorella di Elio: sono questi i quattro componenti della famiglia che vissero stabilmente in quella casa per circa vent’anni. Ma i nomi di Lucia e di Peppina  non compaiono fra quelli dei “sognatori” citati nella targa. Escluse da una lapide alla memoria concepita da smemorati, nel migliore dei casi. E che andrebbe tolta, sostituita con una attendibile.

LO STUDIO DEL PADRE E GLI ALTRI OGGETTI ACQUISTATI DALLA PROVINCIA

Lucia Sgandurra morì nel 1957, l’anno in cui gli ultimi familiari di Elio rimasti a Siracusa traslocarono da via Riviera Dionisio il Grande in viale Teracati. La zia Peppina cessò di vivere nel 1967 e il padre Sebastiano nel 1972. Elio li aveva preceduti nel 1966, morendo a soli 57 anni nella sua casa di Milano.

Nell’appartamento di viale Teracati Jole trascorse il resto della sua vita, ed è il posto in cui ha vissuto più a lungo, quasi mezzo secolo, rappresentando per alcuni decenni a Siracusa la memoria di Elio e della famiglia. Aveva 91 anni quando se n’è andata nel 2004. Poco tempo dopo la Provincia Regionale, durante l’amministrazione guidata da Bruno Marziano, comprò dagli eredi  mobili, libri e oggetti vari, appartenuti in particolare al padre.

L’intenzione era di allestire uno spazio espositivo chiamato “Casa Vittorini” presso la Galleria di Arte Moderna, all’interno di locali che l’ente aveva preso in affitto in via Brenta. La catalogazione fu curata dal professore Paolo Giansiracusa; la professoressa Gigliola Nocera  e la sorella Donatella, parenti per parte di madre dei Vittorini, rappresentarono la famiglia. Casa Vittorini venne inaugurata nel 2010 dalla successiva giunta provinciale presieduta da Nicola Bono.

LA BIBLIOTECA E IL MUSEO ELIO VITTORINI

Cessato il rapporto di locazione in via Brenta, lo spazio museale è stato trasferito nel centro storico di Ortigia, dentro il Palazzo di Governo sede del Libero Consorzio Comunale di Siracusa (nel frattempo le Province regionali siciliane erano state soppresse dal governo Crocetta). Inaugurato nel dicembre 2017 dal commissario regionale Arnone, il Museo Elio Vittorini contiene lo studio del padre Sebastiano con alcune migliaia di volumi, la scrivania, dei quadri (fra cui uno di  Renato Guttuso), delle sculture di Pasquale Sgandurra (fratello della mamma di Elio), una raccolta di dischi in vinile. All’interno di questa sala ci sono pure il pianoforte di Jole, l’esposizione delle  cartoline  di famiglia (prima citate) e qualcos’altro. A occuparsi sia della sala museale che della comunicante biblioteca, entrambe aperte al pubblico, sono due impiegati dell’ente: Giuseppe Di Blasi e Maria Giuseppina Furnò che a suo tempo, assieme a un’altra collega, Enza Saccuzzo, collaborarono alla catalogazione del materiale che la Provincia Regionale acquistò dagli eredi della famiglia Vittorini.

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Lo studio del colto ferroviere Sebastiano Vittorini e gli altri oggetti menzionati rappresentano un piccolo ma significativo luogo di memoria “privata” che merita di essere maggiormente conosciuto.

Della vicenda umana oltre che intellettuale di Elio Vittorini parlano le sue opere, le biografie e non pochi altri testi dedicati a lui e ai diversi ambiti di lavoro e impegno culturali. Se a Siracusa si vuole davvero divulgare la figura di questo “figlio illustre” bisogna cominciare a invogliare alla lettura nelle scuole di suoi romanzi, racconti, articoli. Letture critiche e non retoriche. E, butto lì, un concorso cittadino coinvolgendo più istituti scolastici da collegare al premio letterario che si organizza.

Di sicuro non serve granché continuare a inventare omaggi simbolici, tanto più se poi si fanno figuracce come quelle che abbiamo raccontato nei nostri articoli.

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