E chi l’ha fatto il cambio stagione? Non accendo più i riscaldamenti da fine Dicembre.
A Febbraio già a maniche corte…Insomma l’estate arriva sempre prima del previsto.
Le 3 frasi soprariportate hanno una radice comune: i cambiamenti climatici. Dal progetto “Global Climate Change” realizzato nel corso del 2020 da OBC Transeuropa per lo European Data Journalism Network, emerge che in Sicilia l’aumento è stato tra uno e due gradi e che, comunque, la nostra provincia si è “scaldata” meno rispetto alle altre province siciliane. Infatti con un aumento medio del +1,57 °C si trova al terzultimo posto seguita dalle province di Ragusa e Trapani, rispettivamente con incrementi +1,47°C e +1,19°C.
(Tabella province siciliane)
| Incremento ( °C) | |
| Augusta | 0,7 |
| Noto | 0,9 |
| Siracusa | 1,0 |
| Avola | 1,0 |
| Pachino | 1,1 |
| Rosolini | 1,1 |
| Priolo Gargallo | 1,2 |
| Floridia | 1,3 |
| Lentini | 1,3 |
| Carlentini | 1,3 |
| Portopalo di Capo Passero | 1,3 |
| Melilli | 1,5 |
| Francofonte | 1,6 |
| Solarino | 1,7 |
| Canicattini Bagni | 1,7 |
| Buccheri | 1,9 |
| Palazzolo acreide | 2,0 |
| Ferla | 2,0 |
| Buscemi | 2,0 |
| Cassaro | 2,0 |
| Sortino | 2,1 |
Temporali estivi, grandinate più frequenti, estati sempre più colpite dalla siccità, scioglimento dei ghiacciai e innalzamento del livello dei mari sono alcune fra le più comuni conseguenze dell’aumento delle temperature.
Altro monito è arrivato dalla NASA. Secondo le loro stime, in Italia nel 2100 il livello del mare salirà dai 30 agli 80 centimetri. La mappa, consultabile sul sito Sea Level Portal ( https://sealevel.nasa.gov/ipcc-ar6-sea-level-projection-tool) della NASA, offre un resoconto dettagliato sulla base di proiezioni contenute nell’ultimo rapporto dell’IPCC. Forse la condivisione di questa mappa, accessibile da tutti, ci sensibilizzerà di più su cosa il futuro ci riservi. Una stima nostrana ci è data su Palermo, con un innalzamento di 61 centimetri.
Secondo un documento pubblicato da Europa Verde “Incendi e desertificazione” la Sicilia è la regione italiana a maggior rischio desertificazione. Secondo il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), circa il 70% dell’isola è a rischio e tale dato è ora confermato dai dati diffusi dall’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche. Le cause sono legate a fattori sia antropici che naturali. Il risultato finale di queste interazioni porta a pregiudicare la capacità produttiva degli ecosistemi naturali, agricoli e forestali.
L’estate 2021 è stata una delle più calde. Se ripensiamo ai 48,8 °C registrati dalla stazione meteorologica a Floridia l’11 Agosto, possono essere anche pochi visto che con il passare degli anni se non si inverte la rotta possono prospettarsi estati ancora più torride.
Mancanza di pioggia e record di incendi è stato il giusto mix per mettere in ginocchio il settore agricolo siciliano.
Dall’inizio dell’anno a oggi, in Italia, sono stati avvolti dalle fiamme oltre 150mila ettari di boschi, una superficie pari a quelle di Roma, Milano e Napoli messe insieme. I dati sono forniti dell’European Forest Fire Information System (EFFIS) della Commissione europea, che fornisce informazioni sugli incendi a partire dal 2008.
Il 49% degli ettari bruciati si trova in Sicilia, per l’esattezza sono 78.868 gli ettari bruciati in questa estate. Poca prevenzione? Leggi non applicate? Non sappiamo. Ma speriamo che la musica cambi in vista dell’estate 2022!
Come combattere il fenomeno del Climate Change?
Molto spesso questo argomento è sulla bocca prevalentemente dei giovani, non a caso è Greta Thunberg la “leader” di questa lotta, che con lo sciopero ogni venerdì nella sua Svezia ha dato vita al movimento ecologista “Friday For Future” ed è grazie a lei e al movimento giovanile nato dalla protesta se adesso l’argomento GREEN è sulle agende di molti governi europei e non.
Diminuire i sussidi alle fonti fossili, incentivare la mobilità sostenibile, ridurre le emissioni di CO2, puntare sulle energie rinnovabili: questi gli obiettivi comuni. E si spera anche in un incremento dell’offerta del trasporto ferroviario siciliano e soprattutto più linee elettrificate e non più locomotori a diesel.
Siamo una provincia con molti terreni dedicati all’agricoltura e pieni di vincoli archeologici: l’imperativo categorico è non snaturare il paesaggio senza frenare lo sviluppo. Un esempio? L’Agri-Fotovoltaico, cioè l’installazione di pannelli solari sopra terreni coltivati che deve avere precisi limiti. Non si possono strappare parecchi terreni all’agricoltura, altrimenti si stravolge l’equilibrio.
Sicilia, terra di sole e vento. Ed ecco l’energia eolica. Anche in questo caso occorre valutarne l’impatto ambientale, la compresenza con gli animali da pascolo che possono essere infastiditi, non diversamente dagli uomini, dai rumori delle enormi pale.
È anche vero che si modifica lo skyline ma per avere energia pulita.
Forse una scelta “meno” invasiva sarebbe puntare su impianti offshore. Come l’energia marina. Siamo circondati dal mare e nella nostra provincia se ne “scontrano” due all’Isola delle Correnti. L’energia marina si basa sulle correnti, viste in maniera analoga ai flussi dei fiumi negli impianti idroelettrici a bacino.
Personalmente non sono d’accordo con le parole del Ministro della transizione ecologica Cingolani che apre al nucleare. Sì, è un energia pulita, ma le scorie? In Sicilia è pericoloso avere depositi per lo stoccaggio delle scorie nucleari visto che siamo una regione altamente sismica.
In conclusione, se si usa il buon senso, non si vuol strafare e si usa il giusto equilibrio uomo-natura possiamo essere una delle regioni più green, viste le opportunità che la nostra terra ci offre.

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