Ci rivediamo volentieri con Pasqua, deputato regionale del M5S, sempre disposto a misurarsi con noi nelle analisi e risposte.
In queste settimane state attraversando una importante e tortuosa situazione da cambio strutturale dell’intero movimento, eppure in regione possiamo affermare che i siciliani stanno vivendo momenti altrettanto importanti e bollenti. Uno dei primi è questa invasione di richieste alla regione da parte di imprese, la maggior parte straniere, per l’installazione di fotovoltaico e eolico industriale.
Si, le richieste sono centinaia per una copertura totale di 7.000 ettari. È una situazione folle perché porterebbe a una condanna economica dell’agricoltura regionale. Pensi all’economia che gira intorno a un terreno produttivo fra sementi, trattori, ecc.; avremmo una perdita secca di occupazione e una desertificazione del terreno perché questi signori usano buttare grandi quantità di diserbante sotto i pannelli per non far crescere l’erba. In questo modo terreni produttivi rimarrebbero improduttivi per lunghissimo tempo dopo aver dismesso l’impianto, poi vi sarebbe l’effetto disastroso sulla fauna. Difatti, alcune di queste imprese, nonostante le regole prescritte, mettono recinzioni anche leggermente elettrificate attorno ai pannelli per non avere danni, quindi piccoli animali avvicinandosi morirebbero. In questo modo tutto un equilibrio ambientale crollerebbe, non sarebbe solo una sottrazione di terreno.
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Davanti a questo sicuro e notevole disastro quali le vostre proposte?
Noi non siamo per il no al fotovoltaico. È importantissimo, ma gli impianti devono essere costruiti su terreni improduttivi, non paesaggistici, meglio se industriali o dove c’è terreno roccioso. Su questo abbiamo presentato un disegno di legge e stiamo combattendo in aula per farlo approvare al più presto.
Stanno avvenendo, ogni anno sempre più, incendi. In questi giorni, nella nostra provincia, sono continui.
Non è solo qui, ma in tutta la regione, giro l’isola e l’osservo. Per questo c’è bisogno di una riforma del corpo forestale e della forestale, enti distinti, perché non esiste abbastanza personale, tutto è rimasto a decine d’anni fa, non si fa prevenzione in tempo prima dei periodi critici. Le forze dell’ordine possono darci una mano a stanare i responsabili con droni e satelliti, ma bisogna avere una buona quantità di personale che si muove nel preparare barriere taglia fuoco e altro. Insomma l’avere il controllo del territorio è l’ottimo deterrente per fermare questi criminali. Invece la giunta pensa a tutt’altro. Difatti, vuole sapere dove sono impegnati in questo momento vari forestali e con dispendo di soldi pubblici (6 milioni solo per questa mostra)?
Mi dica.
In questi giorni c’è una mostra di cavalli organizzata dalla giunta regionale a cui partecipa anche Musumeci. Ebbene, sono stati spesi un mare di soldi in una tenuta della regione fra Scordia e Militello e hanno anche un progetto: la costruzione di 40 stanze per questo specifico turismo. Se andrà in questi giorni lì ne troverà parecchi di forestali richiesti dalla giunta per questa manifestazione. Gli incendi possono aspettare come anche gli investimenti più consoni se impiegati in attività produttive.
È davvero da…
Già, noi abbiamo terminato gli aggettivi per questa giunta.
C’è anche la questione inceneritori di cui Musumeci parla. Ci sono novità?
Qui entriamo in un’altra immensa miopia politica. Il governo regionale sta dando, con il Via-Vas a una ditta bresciana con capitale sociale di 20.000 €, il via alla costruzione di un inceneritore da 550.000 tonnellate. È un progetto finanziato dalla regione per questa impresa privata da 413 milioni di euro. Pensi una ditta di Brescia con quel capitale sociale ridicolo. Inoltre, la zona dove andrebbe costruito sarebbe quella fra l’Ikea e la fonderia sulla strada Catania Siracusa.
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Una pazzia
Altro che! S’immagini centinaia di Tir che attraversano ogni giorno quella strada già trafficata. Poi vi sono altre osservazioni negative. Questi impianti lasciano un residuo secco pericoloso del 30% e non sappiamo dove andranno a scaricare questo rifiuto tossico. Potrebbero anche pensare di portarlo in discariche della nostra zona. Quest’impresa ha dichiarato di costruire l’inceneritore in tre anni, ma non è chiaro il suo progetto non solo sulla destinazione del residuo, ma anche per un altro gigantesco fattore. È quello della carica: questi impianti una volta avviati per tenersi a regime debbono essere sempre riforniti, non possono essere fermati e oggi sappiamo che il grosso dei rifiuti verrebbe solo dalle città di Palermo, Catania e Messina, mentre nel resto dell’isola la raccolta porta a porta sta dando ottimi risultati con alte percentuali già raggiunte. Per cui poche tonnellate d’indifferenziata andrebbero lì. Si calcola che l’indifferenziata è solo il 15% dalla raccolta porta a porta. Ciò non basta a tenere a regime l’inceneritore. Il risultato sarebbe quello di ricevere rifiuti da altre regioni.
Un’ennesima pazzia, questo governo ha davvero un livello di cultura basso.
È appurato. Dobbiamo sapere che il vero business sui rifiuti si basa principalmente sul denaro che darà continuamente la regione per sostentare questi impianti, perché hanno bisogno di sovvenzioni continue. L’esempio lo danno altri Paesi europei. Questa giunta non ha capito che in Danimarca, fino a pochi anni fa, patria degli inceneritori, li stanno chiudendo tutti, anche l’ultimo costruito da poco su cui avevano fatto un campo per sciare, a Copenaghen. I cittadini si sono ribellati perché il mantenerli costava troppo. Di questo ho parlato più volte con l’assessore all’energia e rifiuti, Daniela Baglieri (professoressa posta in giunta quest’anno ritenuta di alto profilo, ndr) e sono rimasto sbalordito: non conosceva affatto tali notizie che possono essere reperite facilmente in rete. Questi governano continuando a vivere dietro al pensiero di tanti siciliani, a quel considerare: “meglio bruciare tutto, è la soluzione a tutti i mali”. non volendo per nulla cambiare l’andazzo.
Un’ignoranza costruita sul consenso elettorale? Purtroppo, devo in parte smentirla perché in tante città anche Siracusa dove da alcuni anni si è riusciti ad applicare la raccolta porta a porta il pensarla diversamente si è fatto strada e la sensibilità è aumentata. Certo, c’è ancora tanto da fare, ma risultati si vedono. Devo allora pensare che solo in luoghi (Palermo, Catania, Messina) dove la criminalità riesce a mantenere un controllo del territorio rimane questo pensiero. C’è un’altra grande tematica, quella dei permessi alle trivellazioni. Qui il M5S regionale si trova davanti a scelte totalmente opposte a quelle del governo nazionale di cui il movimento fa parte.
Siamo nettamente contrari alle trivellazioni. L’abbiamo dichiarato esplicitamente ai nostri colleghi che siedono al governo nazionale. C’è mezza Sicilia contro e noi siamo con loro a costo d’essere apertamente contro questo governo nazionale. Devono capire che non possiamo continuare a essere terra di colonia e sopraffazione soprattutto oggi con questa nuova invasione di fotovoltaico, eolico, biomasse e trivellazioni. Non vogliamo ripetere gli stessi grandi errori fatti 70 anni fa nell’accettare, passivamente e con enormi danni, le cattedrali della petrolchimica.

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