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Non aspettatevi sanità pubblica da chi l’ha distrutta. Ecco perché aumenteranno le liste di attesa

La pubblicazione di due giorni fa dell’ultimo Annuario Statistico del Servizio Sanitario Nazionale, a cura del Ministero della Salute, riporta dati riferiti all’anno 2019 e conferma che le scelte, compiute da vari governi in questi ultimi anni, hanno depauperato la nostra sanità.

Negli ultimi dieci anni tra pubblico e privato sono stati tagliati circa 43.000 posti letto. Il personale sanitario del SSN pubblico in dieci anni ha registrato circa 46.000 unità in meno e nello specifico 5.000 medici dipendenti in meno (erano 107.000 circa nel 2010, nel 2019 sono scesi a 102.000). I medici di famiglia dai 45.000 circa del 2010 sono diventati 42.000 nel 2019 (-3.000). In diminuzione anche i medici di continuità assistenziale (ex guardia medica) che dai 12.000 sempre nel 2010 sono diventati 11.500 circa nel 2019.

La carenza di medici, come emerge dall’Annuario Statistico del Servizio Sanitario Nazionale, investe, in particolare, il ruolo chiave del medico di famiglia e dell’area convenzionata. Ai tremila medici di famiglia persi in dieci anni si aggiunge il fatto che nei prossimi 5-8 anni migliaia di medici di famiglia andranno in pensione. Per queste ragioni, è quanto mai urgente che il Governo adotti tutte le iniziative per la realizzazione della scuola di specializzazione in Medicina generale – cure primarie e medicina di comunità, per permettere a tanti giovani medici di avviarsi alla professione.

Si rammenta a chi non è informato che in Italia si è impedito per anni a studenti volenterosi di iscriversi in Medicina a causa di esami molto selettivi, anche socialmente oltre che culturalmente, senza calcolare che di già manca ogni tipo di medico. Quei pochi che abbiamo scappano all’estero dove sono valorizzati e pagati meglio. Pessimamente organizzati e inconsistenti i corsi di formazione in medicina generale sono accuratamente evitati dai laureati in Medicina. La medicina di famiglia è la cenerentola delle specializzazioni, malpagata, piagata e piegata dalla burocrazia, disprezzata dalla politica e dai media. Già in Lombardia diventa difficile trovare un medico di famiglia e così avverrà nei prossimi anni in tutte le regioni.

Un motivo in più per vigilare e mandare a casa un parlamento assolutamente impreparato a programmare servizi e a finanziarli.

Senza neanche denunciare che tagliare sanità vuol dire ritornare alla giungla preesistente alla riforma del servizio sanitario regionale in cui si curava solo chi aveva denaro.

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