L’economista Giorgio Ruffolo nel 2008 pubblicò un saggio col titolo “Il capitalismo ha i secoli contati”, attualissimo perché il capitalismo ha una straordinaria capacità di adattamento alle nuove condizioni in quanto rincorre sempre la convenienza e le opportunità adeguandosi ai cambiamenti.
Oggi, per rispondere in modo appropriato sentiamo che vengono rispolverate vecchie ma, a suo tempo, valide formule come New Deal, e oggi nuove espressioni vengono adoperate come Next Generation Plan, Piano Nazionale del Rilancio e della Resilienza (PNRR), Recovery Fund, Transizione Ecologica che sembrano orientate verso nuovi paradigmi economici, sociali ed ambientali, alle generazioni future e ad un futuro sostenibile.
Molti nuovi segnali arrivano dai grandi gruppi finanziari e dalle imprese
Ammontano a circa 31mila miliardi i dollari investiti in maniera socialmente responsabile nel mondo. A fornire la cifra è Global Sustainable Investment Alliance (Gsia) organizzazione che riunisce associazioni e forum di tutto il mondo.
Con la produzione da energie rinnovabili è stata già raggiunta la quota pari all’energia generata da 300 reattori nucleari. Se non fossimo frenati dalle lobby dei combustibili fossili, si potrebbe arrivare, entro il 2050, al 100% di energia pulita.
Ad aprire la strada, nello sganciarsi dai combustibili fossili per reinvestire in energia verde, sono state le gigantesche società Internet. Nel 2018 Apple ha annunciato che tutti i suoi data center, in ogni angolo del mondo, erano ormai alimentati da energie rinnovabili. Google ha raggiunto il 100 per cento di utilizzo di energia rinnovabile nei suoi data center nel 2017, lo stesso ha fatto Facebook nel luglio del 2017 e Microsoft che è già al 50 per cento, ha dichiarato che sarà al 100 per cento entro il 2013.
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I danni a salute, ambiente e clima
I danni a salute, ambiente e clima, riversati dai combustibili fossili sulle comunità, ammontano a 5.300 miliardi di dollari l’anno. L’agenzia di rating Standard & Poor’s mette in guardia contro i rischi finanziari legati ai cambiamenti climatici e sostiene che limitare le emissioni di CO2 è conveniente anche dal punto di vista dei profitti industriali. L’Edison Electric Institute, associazione delle compagnie elettriche americane, vuole programmare una maggiore decarbonizzazione, cioè produzione di energia tramite un minor uso del carbone. La Deutsche Bank certifica che, a dispetto del calo sul prezzo del petrolio, il costo dell’elettricità da energia solare è più competitivo. Già oggi, in molti paesi, l’energia solare non ha più bisogno di sussidi e rende le nazioni non più dipendenti dai combustibili fossili che debbono essere importate. Sono cresciuti dappertutto gli investimenti per sistemi di accumulo e per reti intelligenti che hanno puntato sulle energie rinnovabili.
La campagna di disinvestimento dalle fonti fossili
Suona chiaro ad orecchie attente come gli analisti finanziari. Quelli di Kepler Chevreux calcolano che, in un mondo che non deve superare i 2 gradi di aumento di temperatura, potrebbero svanire, dai bilanci dei grandi del petrolio, rendimenti per 28 mila miliardi di dollari. Mark Lewis, analista della Barclays, calcola che gli investimenti nel settore dei combustibili fossili sono destinati a crollare da 27 mila a poco più di 20 mila miliardi di euro, da qui al 2040. E’ un epocale trasferimento di potere, influenza, denaro.
Mentre precipitano gli investimenti in combustibili fossili, schizzano verso l’alto, nelle simulazioni degli analisti, quelli nell’energia pulita. Oltre 14 mila miliardi in più, convogliati, fra oggi e il 2040, nel settore delle energie a basse emissioni e, in generale, nel comparto dell’efficienza energetica. Come afferma la ricercatrice e scienziata italiana che opera soprattutto in USA, Maria Rita D’Orsogna, persino il Texas (dove praticamente è nata l’era del petrolio) è oggi il principale generatore di energia eolica negli Usa con circa il 10% dell’elettricità generato dal vento, l’energia prodotta dal vento è così abbondante che i produttori la danno gratis, perché costerebbe di più accumularla. Secondo il New York Times ci sono in Texas circa cinquanta ditte che gestiscono l’eolico e che in cambio di una piccola tariffa in più sul consumo di energia durante le ore diurne, offrono energia gratis dalle 9 di sera alle 6 del mattino. E se tutto questo succede in Texas, e allora è evidente quanto grande sia il potenziale delle rinnovabili, anche da una prospettiva strettamente commerciale. Questo tempo di cambiamenti così radicali per la geopolitica mondiale può portare con sé un’opportunità enorme. Si può e si deve avere il coraggio di cambiare il nostro modo di generare e di usare energia. Il costo dell’energia sostenibile continua a scendere, ci sono investimenti e progressi nel creare batterie capaci di immagazzinare l’energia in eccesso, trovano nuova vita soluzioni di energia solare low-tech; ogni giorno nei laboratori si fanno nuovi passi verso pannelli solari sempre più efficienti. Non è più una questione di produrre energia, costi quel che costi, quanto invece come fare per perfezionare la transizione verso l’energia sostenibile, anche se comprendiamo che tutto ciò sta diventando una nuova frontiera per la capacità di “resilienza“ del capitalismo.

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