La problematica rifiuti giunge nella nostra zona industriale

Una stringente problematica ambientale è oggi rappresentata da quella sui rifiuti. In questi giorni la Sicula Trasporti di Lentini è ritornata a comunicare agli oltre 240 Comuni che conferiscono i loro rifiuti nella discarica di San Giorgio nel Comune di Lentini, l’ultimo allarme: siamo giunti alla saturazione, chiudiamo! È un’emergenza dell’emergenza che si trascina da anni per questo sito che è il più grande della regione.

Di questo parliamo con l’onorevole Giorgio Pasqua, deputato regionale del M5S e da sempre attento alle tematiche ambientali.

Come mai si è giunti a tale grottesca situazione senza interventi programmati?

Tutto questo è la dimostrazione dell’immaturità e superficialità politica del governo Musumeci. Si rende conto che ancora oggi siamo senza un vero piano sui rifiuti? Il governo Musumeci aveva ricevuto l’ultima deroga dall’Ue. Sono passati 3 anni e 4 mesi e l’obiettivo del 64% di raccolta differenziata rimane un sogno. Tenga presente che la città di Palermo – dati 2020 emessi dalla ricerca annuale dell’Università La Sapienza – dichiara il 10% di raccolta differenziata. Il governo regionale davanti alle emergenze propone ulteriori e ridicole se non folli emergenze: una è quella di prendere da fondi europei il denaro necessario per spostare nella stessa Europa la spazzatura sapendo che l’Ue non autorizza in nessun modo tali viaggi. Inoltre, in vari incontri avuti con le grandi imprese sulla transizione ecologica, abbiamo trovato la loro massima disponibilità ad accogliere le nuove direttive europee. L’unica impresa che vuole rimanere ferma nei suoi propositi è la multinazionale russa Lukoil.

Ci sono soluzioni?

Musumeci ha iniziato a parlare di termovalorizzatori e la sua proposta è stata caldeggiata apertamente dall’onorevole Giovanni Cafeo d’Italia Viva, il quale ha dichiarato anche il luogo migliore per un possibile termovalorizzatore: la zona industriale di Priolo dove esiste già un termovalorizzatore (inceneritore) posseduto dalla Lukoil. Ma tutto questo è fuori da ogni logica.

Eppure, l’onorevole Cafeo afferma: “C’è stato l’incredibile sviluppo tecnologico, che ha permesso la costruzione di futuristici impianti termovalorizzatori in luoghi dall’avanzata cultura ambientalista come la Danimarca, per ciò anche in Sicilia troverebbe terreno fertile la costruzione di questi moderni impianti proprio nell’area industriale di Priolo. Ciò porterebbe nel contempo il potenziamento delle strutture destinate al riutilizzo dei materiali e l’attuazione di economia circolare indispensabile per immaginare un futuro davvero sostenibile”. Cosa dice a tale proposito?

In zona industriale il termovalorizzatore della Lukoil, nome improprio di inceneritore usato solo in Italia, acquisisce i benefici statali, i Cip6.

Cosa sono?

È importante saperlo: sono incentivi nati da una delibera del Comitato interministeriale prezzi del 1992 per l’energia elettrica prodotta con impianti alimentati da fonti rinnovabili e “assimilate”. Nel termine “assimilati” vennero immessi anche gli inceneritori come fonti rinnovabili al pari del fotovoltaico, eolico, ecc., benefici tuttora pagati da noi cittadini e imprese attraverso le bollette elettriche, con un sovrapprezzo tra il 6 e il 7 %. Inoltre, bisogna sapere che attualmente questi impianti sono contro i dettami dell’Ue e quelli in funzione li stanno chiudendo perché fortemente inquinanti.

Per cui la Lukoil usa quel suo inceneritore per bruciare le sostanze residue della raffinazione e riceve anche quei benefici statali da fonti improprie pagati da tutti noi?

Certamente, ma l’eventuale decisione regionale porterebbe ad una costruzione di uno nuovo in zona industriale. In questo modo avverrebbe ciò che già si conosce: questi impianti rilasciano in atmosfera inquinanti sottilissimi (nano particelle) dannosi alla salute, poi eliminando solo il 70% del volume creano l’ulteriore problema dello smaltimento delle rimanenti ceneri di quelle dimensioni. Si deve immaginare, dovendo smaltire un’enorme quantità quale è quella che giunge finora a Lentini, una situazione in cui l’inceneritore per essere a regime (temperatura di 1.200 gradi) dovrebbe essere alimentato da circa 300 camion al giorno di rifiuti che giungono in zona industriale, poi ci sarebbe per motivi tecnici anche una discarica per un minimo di stoccaggio. Avremmo così realizzato un ciclo completo d’inquinamento fra cielo, terra e mare di scorie tossiche e nocive aggiungendole a quelle già esistenti nell’intero SIN.

Si continua quindi nella logica di una vecchia politica industriale dannosa per il territorio? Si spera in ulteriori contributi dallo Stato anche per sanare perdite che attualmente sarebbero intorno ai 30 milioni al mese?

Purtroppo si.

Ma per quanto riguarda programmi e progetti sulla transizione ecologica regionali che possono e devono interessare anche la nostra realtà cosa si sta decidendo?

Per farle comprendere a quale livello culturale ci confrontiamo le racconto l’ultimo episodio di mercoledì scorso, quasi per nulla riportato dalla stampa. Il presidente Musumeci ha convocato la deputazione regionale e le parti sociali ma solo per chiedere a tutti noi di preparargli un documento che l’assessore regionale alle attività industriali avrebbe poi inviato al governo nazionale. Nessuno di noi ha dato seguito alla sua proposta. Il responsabile della Confindustria, trovando una scusa, è andato via e così hanno fatto altri rappresentanti di categorie. Tutti ci siamo guardati sbalorditi.

Parliamo del piano regionale sulla qualità dell’aria, la legge nata dall’iniziativa sua e dell’onorevole Tommaso Calderone, ma bocciata, su richiesta degli industriali, dal Tar perché sono presenti “analisi di dati e modellistiche obsoleti, non più rappresentativi dell’attuale qualità dell’aria nelle diverse aree della regione”.

Le posso dire che, in questo periodo di finanziaria, ho presentato ben due emendamenti per l’adeguamento tecnico di rilevazione, stiamo parlando di somme ridicole: 100.000€ all’Arpa per l’acquisizione dati e altri 250.000 per rimettere in sesto tutte le centraline. È la stessa somma che noi deputati regionali del Movimento 5 Stelle abbiamo dato per ricostruire il viadotto Himera dell’autostrada Palermo Catania crollato anni fa. E comunque alla presentazione in bilancio tale somma è stata accettata, poi in Commissione, chissà per quale strano motivo, questi soldi sono scomparsi. Ma io sto ancora riprovandoci prima che la finanziaria sia approvata.

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