USCA area industriale: un’efficace convergenza tra Sindacato, Confindustria, Isab-Lukoil, assessorato e deputazione nazionale

A un mese dall’avvio del presidio sanitario per i lavoratori della zona industriale presso il dopolavoro Isab Lukoi, il 28 dicembre, in conferenza stampa, si è fatto il punto sui risultati raggiunti dalla USCAI, l’Unità Speciale di Continuità Assistenziale Industriale. Erano presenti, insieme con i medici Fabio Gaudioso e Giuseppe Sole coordinatori delle attività, il direttore generale dell’Asp Salvatore Ficarra, il vice direttore della Lukoil ingegnere Claudio Geraci, il vice presidente di Confindustria Siracusa Rosario Pistorio, l’assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza e la parlamentare di Forza Italia Stefania Prestigiacomo.

Ingegnere Geraci, vogliamo chiarire qual è stata l’attività dell’Usca da voi attivata? Non si è trattato di uno screening di massa ma di controlli effettuati su una specifica richiesta, è corretto?

Esattamente. A questo centro hanno possibilità di accedere tutte le maestranze che hanno operato, e operano, all’interno della fermata generale degli impianti. L’accesso al centro, come previsto anche per i protocolli generali, non può essere lasciato alla libera partecipazione del personale ma i medici competenti di ogni singola azienda sono stati strumento di collegamento tra il personale eventualmente esposto all’infezione da covid, o che necessitava di una verifica, e il centro stesso per garantire il coordinamento e il monitoraggio di questa importante azione di prevenzione. In questo modo si sono garantite efficacia e efficienza che non sarebbero state possibili nel caso in cui si fossero sottoposti a controlli centinaia di persone senza necessità. Attraverso i medici competenti, che hanno polso e sensibilità nella situazione contingente, abbiamo garantito le corrette misure di prevenzione. In sostanza, in un momento straordinario, unico, della nostra vita industriale, attraverso strumenti straordinari, abbiamo, come dire, garantito la normalità.

Trascorso un mese, qual è il resoconto?

Abbiamo avuto risultati estremamente positivi, in linea con quelli nazionali. Su un centinaio di controlli effettuati si è riscontrata una positività di circa il 10-15%. Ma il vero valore aggiunto non è solo nell’individuazione dei positivi bensì nel tracciamento dei contatti nelle singole aziende che ci ha consentito di evitare immediatamente eventuali focolai. Una riduzione del rischio, dunque.

Quindi il tracciamento dei contatti è stato subito possibile?

Assolutamente sì, proprio attraverso la somministrazione molto rapida dei tamponi. Abbiamo così potuto assicurare un clima di serenità a tutti i lavoratori, tranquillizzando subito chi risultava negativo.

Quando si concluderà questa attività? Si è trattato di una scelta dell’azienda, di un progetto pilota dell’Isab – ci risulta sia stato unico in Italia -, potrà coinvolgere anche altre aziende?

L’iniziativa sicuramente durerà fino al 31 gennaio ma stiamo ragionando su come prolungarla ulteriormente. Si è trattato di un progetto strettamente legato alla fermata degli impianti che vede il coinvolgimento di 4000 persone, oltre a un investimento di 170 milioni di euro, fatto più unico che raro. Di fronte al maggior rischio per la pandemia in corso abbiamo ritenuto necessarie ulteriori misure di prevenzione. Sicuramente potrà essere uno strumento, di questo stiamo discutendo, da allargare alle altre aziende, ma sempre compatibilmente e coerentemente con le diverse situazioni.

Quali sono stati i costi di questa operazione?

Ma… costi? … tutto ha un costo … l’Asp ha messo a disposizione il personale con i propri fondi, l’Isab la logistica. Ma i costi sono in questo momento un aspetto secondario …

Certo, non lo mettiamo in dubbio, ci mancherebbe, ma tuttavia, per misurarne l’efficacia reale …

…. Il driver di questa attività è stato garantire al personale coinvolto, in un momento straordinario della   vita industriale siracusana, la minore esposizione al rischio possibile. Siamo molto contenti che in quest’ambito specifico l’amministrazione regionale e la deputazione nazionale attraverso l’onorevole Prestigiacomo siano stati in grado di cogliere questa necessità e di darle una rappresentazione efficace.

Ecco, qual è stato esattamente il ruolo della politica?

Come le dicevo, le istanze alle istituzioni da parte del sindacato, del presidente di Confindustria e dell’ingegnere Pistorio, il nostro vicepresidente alla salute, sono state favorevolmente accolte sia dalla deputazione nazionale, appunto nella persona dell’onorevole Prestigiacomo, che dall’assessore Razza che ha mostrato grande sensibilità ed efficacia nell’azione insieme al Dirigente Generale dell’Asp Ficarra.

 

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