Nell’agosto del 2010 erano trascorsi undici anni dalla morte di Emanuele Scieri avvenuta all’interno della caserma Gamerra di Pisa, e l’amministrazione comunale di Siracusa – sindaco Visentin – decise di intitolare alla memoria del giovane avvocato lo slargo fra via Columba e via Elorina, praticamente la rotatoria di uno degli ingressi della città. Scelta che deluse la famiglia di Scieri.
Sono passati altri dieci anni e, finalmente, sembra farsi strada anche la verità giudiziaria riguardo ai responsabili di quello che fu un omicidio, e alle complicità omertose di cui godettero in seno al vertice della caserma di Pisa – la scuola di addestramento paracadutisti gestita dalla Folgore – dove il giovane si trovava per il servizio di leva.
A Siracusa sta riscuotendo consensi la recente proposta avanzata da Andrea Armaro – giornalista siracusano, portavoce di due ministri della Difesa e responsabile della comunicazione delle Forze armate – di dedicare a Lele Scieri una strada del centro cittadino, viale Cadorna. Il ché comporterebbe, altresì, la positiva eliminazione dalla toponomastica locale del nome del generale Luigi Cadorna: uno di quei vanagloriosi ed esaltati militari che nella guerra 1915-18, con folle presunzione e spietata disciplina, causarono l’inutile morte di decine di migliaia di soldati italiani, mandati al massacro anche a causa dell’impreparazione dei supremi comandi. Tanto già basterebbe – e da tempo – a cancellarne il nome da piazze e strade, non certo dalle pagine dei libri di storia che, anzi, di più e meglio dovrebbero essere raccontate.
Riguardo alla proposta di cambiare viale Cadorna in viale Emanuele Scieri quasi nessuno sembra avere da ridire. Uno è l’ex assessore comunale ed ex deputato regionale Enzo Vinciullo che paventa i disagi per tutti i residenti che dovrebbero modificare il nome della strada nei documenti.
Il ché, se pur vero, non avverrebbe certo il giorno dopo ma in linea di massima al momento dei rinnovi. Sinceramente sembra davvero un ragionamento più che altro ruffianesco.
Vinciullo suggerisce due alternative: via Unione Sovietica perché “anacronistica” – in questo caso, però, dei “disagi” dei residenti se ne sbatte (forse perché sono meno di quelli di viale Cadorna?) – o piazza Adda. La piazza – di fatto l’area del parcheggio – qualche decennio fa prese il nome di piazza Aldo Moro, come tuttora riporta il cartello turistico che si vede in una delle fotografie.
Ma quando è tornata a chiamarsi piazza Adda? O no?
Dalle parti di viale Epipoli c’è pure una nuova via Aldo Moro, che risulta essere una strada privata. Curiosità della toponomastica cittadina.

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