Il disastro economico subito dalla Grecia per volontà dell’Europa ha posto in condizioni di povertà assoluta quel Paese. Anni di sussistenza hanno portato al dimezzamento di stipendi e pensioni. In tutto il mondo oggi potremmo vivere il dramma vissuto dalla Grecia. La crisi economica, che con certezza interesserà ogni nazione del mondo sviluppato, porrà in essere e definitivamente la questione della redistribuzione della ricchezza e del concetto di democrazia. Azzeramento del debito privato e aziendale, congelamento degli investimenti statali per armamenti convenzionali e nucleari e riconversione in sistemi produttivi di supporto ad ogni attività economica diretta a colmare il ritardo infrastrutturale italiano. Un milione di posti di lavoro, rilancio economico diffuso, aumento del potere d’acquisto e ripartenza dei consumi. Senza l’applicazione draconiana di questi espedienti, la ripresa del mercato è una chimera. Un new deal è l’unico metodo per affrontare le nuove condizioni in cui ci troviamo. Uscire dalla logica del risparmio forzoso impostoci dall’Europa del nord è la sola via percorribile. Il resto sarebbero pannicelli caldi per curare una grave malattia.

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