12mila decessi, lo stesso numero dei morti per antibiotico resistenza

Una riflessione di Alessandro Franzò (tra pipistrelli sempre più vicini, portaseccia e maiari)

 

Non ho idea sul perché proprio oggi (31 marzo) Palazzo Chigi abbia deciso di esporre la bandiera a mezz’asta in segno di lutto, ma oggi era un giorno che aspettavo in questo tran tran di numeri nell’immancabile appuntamento delle sei con il Dipartimento Protezione Civile .

Oggi abbiamo superato quota dodici mila decessi in Italia e in America la quota delle morti per l’attentato delle Torri Gemelle di 3mila.

Non voglio aprire un dibattito se sono morti per o con #coronavirus , o un’analisi su picco, plateau e pianori, che riservo quasi giornalmente a chi mi chiede e vuole un’interpretazione sui numeri che altrimenti potremmo giocare al lotto.

Vorrei farvi riflettere sul numero totale di morti, sulle scene delle bare portate dall’esercito, sulle persone morte in silenzio, senza funerali, sulle file ai forni crematori ecc., visto che è tutto bello fresco e impresso nella mente.

Sapete quante persone muoiono ogni anno in Italia a causa dell’antibiotico resistenza?

33mila in tutta Europa e più di 11mila in Italia. Esatto undicimila, il numero che abbiamo superato proprio oggi in piena epidemia.

Pensate alle scene di questi giorni e pensate che le emergenze silenziose che fanno gli stessi morti del coronavirus ci sono già oggi, sotto traccia. Che tra qualche anno creeranno delle crisi economiche, sociali e sanitarie che in confronto questa sarà una passeggiata.

Non voglio fare il “porta seccia” come direbbe Vincenzo De Luca Imperatore dell’Universo o il maiaro, si sa già, come si sa già che tante città annegheranno a causa dei cambiamenti climatici, che questo Febbraio non si è scesi sotto lo zero in Antartide, o che è stato l’inverno più caldo a Mosa o che ieri mio compare Alessio Toro mi ha mandato la foto della neve a Berlino Mall برلينو مول e due giorni fa c’erano 25 gradi!!

E sapete cosa è sconvolgente ma bellissimo? Che cambiamenti climatici, antibiotico resistenza e la vita inautentica, le mie fissazioni, sono collegate al coronavirus.

Sì, perché i pipistrelli si avvicinano sempre più alle città a causa della deforestazione e innalzamento della temperatura, le città diventano sempre più grandi e sottraggono spazio alla natura, mente altri posti si spopolano e così nei posti dove “mangiano topi vivi e non si lavano” cit., i pipistrelli, che sono autentici serbatoi di virus, si avvicinano alle “persone” che magari per fare una storia su Instagram si avvicinano a loro volta o li espongono nei mercati. Il resto, tra mutazioni nel genoma e salto di specie è storia nota. Tutto chiaro, no? Tanto siamo tutti virologi ed epidemiologi, dando indicazioni su quando fare i tamponi o sulle strategie sanitarie o sull’interpretazione dei dati? 

Com’è storia nota che una delle mie vittime preferite di questa pandemia sono le emissioni di polveri sottili, come che si riempie il cuore a vedere i canali Venice, Italia con l’acqua cristallina o le paperelle a piazza Navona invece degli hooligan che la devastano.

E l’antibiotico resistenza??? Beh oltre a causare un piccolo coronavirus ogni volta che prendiamo gli antibiotici di testa nostra, magari per un raffreddore o per il secondo colpo di tosse, o quando interrompiamo un ciclo di antibiotici perché stiamo meglio, magari quando l’antibiotico era inappropriato e saremmo guariti pure facendo il ballo del qua qua o prendendo l’oscillococcinum o un mix di curcuma, aloe vera e oli essenziali o magari una bella birretta che sicuramente ha più effetto di tutto questo messo insieme, quando ricattiamo un medico di famiglia o il farmacista di fiducia (altrimenti revoca) e lui giustamente per tre euro al mese contribuisce a mandare a puttane le prossime generazioni, una certa Ilaria Capua, che è diventata giustamente famosa ai più per essere una degli Italiani di cui andare fieri al mondo e che quindi abbiamo fatto ovviamente scappare, ipotizza un legame tra coronavirus e antibiotico resistenza.

Già, perché avete una minima idea di quanti super batteri resistenti girano per le sale operatorie e le rianimazioni? E se, e cito testualmente, “l’anomala mortalità italiana da Coronavirus si annidasse tra i superbatteri presenti nei corpi deboli e vulnerabili dei contagiati? E ancora, se gli ospedali italiani non fossero solo il luogo delle cure, ma anche quello di ulteriori infezioni batteriche antibiotico-resistenti? Se, in altre parole i super-batteri negli ospedali aggravano il quadro già complesso di un malato da Coronavirus?”

Se a questo aggiungiamo che siamo un popolo di vecchietti fuori e dentro, con i nostri sistemi immunitari depressi quasi quanto il nostro umore, invece che ringraziare il cielo per essere nati e vivere in un paradiso in terra che si chiama Italia, che se ci godessimo di più staremmo tutti meglio, che abbiamo fatto e stiamo facendo un casino con questi maledetti tamponi e quindi il famoso denominatore (il numero di contagiati) non è realistico, che abbiamo bisogno dei decreti che ci vietino di andare nei centri commerciali il fine settimana o il Ministero della Sanità che ripeta da mesi di lavarsi le mani e non starnutire o tossire in faccia alla gente, tutto questo unito al fatto che l’OMS ha detto a tutti gli Stati da circa dieci anni, dai tempi dell’Aviaria, di dotarsi di un Piano Nazionale per l’emergenza e le Pandemie, ma noi ci siamo fatti governare da chi ha martoriato il Servizio Sanitario Nazionale e strizza gli occhi agli evasori fiscali come Silvio per venti anni e/o il tizio che bacia rosari nei comizi e che recita malamente l’Eterno riposo da Barbara D’ Urso e che non rispetta uno e dico uno dei dieci comandamenti e Cateno De Luca diventa il nuovo idolo, ecco servita la frittata. E poi magari spariamo a zero su Roberto Speranza e Peppe Provenzano tanto per citarne due a caso.

Le prossime emergenze, insieme alle soluzioni, ce le abbiamo già sotto gli occhi … approfitteremo di questa occasione per liberare i cervelli dalle quarantene in cui sono rinchiusi da chissà quanto o ci piangeremo solo addosso sorprendendoci dei numeri, come se fosse una disgrazia piovuta dal cielo e ci lamenteremo perché dobbiamo stare a casa e rispettare due regole e ci annoiamo e facciamo girare cazzate o fake news sui social?

Ai posteri l’ardua sentenza.

PS se prendete antibiotici a cavolo siete peggio dei porta seccia e chiederò a Vincenzo De Luca di mandare qualche carabiniere con il lanciafiamme in giro appena finiscono di giustiziare i neo laureati.

#andràtuttobene#restoacasa#encasa

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