Terminati gli incontri con l’assessore Fontana, l’amministrazione appare blindata. L’auspicio è che questo non riservi sgradevoli sorprese
Chiuso bruscamente il periodo degli incontri voluti dall’assessore all’urbanistica Maura Fontana per affrontare insieme a cittadini, associazioni di categoria, ambientalisti ecc., i temi più caldi della sua rubrica, su quanto si sta decidendo sul futuro della città è caduto il silenzio più profondo.
Riuscire ad avere notizie è diventato impossibile, forse anche a seguito della dura posizione dell’avvocato Corrado Giuliano che certo non ha lesinato critiche ai ritardi registrati nelle procedure; critiche che sono sembrate troppo aspre e ingenerose per chi starebbe cercando di superare nel migliore dei modi tutte le oggettive difficoltà di una revisione dello strumento urbanistico che deve tener conto dei vincoli imposti dal Piano Paesaggistico e dal Parco Archeologico.
Non sappiamo, perché al momento non ci è stata concessa l’intervista proposta, se è stato accolto l’invito dell’Ance all’Amministrazione di chiedere alla Regione una riperimetrazione e nuovi criteri per un Piano Paesaggistico che, con consueto refrain, viene ritenuto un ostacolo a progetti di rigenerazione urbana (che non si comprende perché non vengano presentati alla città laddove la possibilità di vedere, per esempio, la riqualificazione di viale Ermocrate sarebbe nell’auspicio di ogni cittadino).
Una richiesta, quella dell’Ance, almeno in teoria irricevibile perché fuori da qualsiasi orizzonte normativo ma sulla quale sarebbe stata auspicabile una posizione ferma della Giunta Italia.
Non sappiamo, al di là delle affermazioni di principio tipiche dei programmi elettorali, se la strategia “Cemento Zero”, vanto ormai di non pochi comuni italiani, sia davvero tra gli obiettivi che si intendono perseguire. E, sull’altro fronte, quali progetti di largo respiro si stanno approntando per appunto dare un nuovo aspetto alla città a partire dai quartieri più degradati; quali politiche abitative si intende mettere in atto senza che vi sia ulteriore consumo di suolo… e anche di mare; quali iniziative si potrebbero assumere, anche favorendo l’imprenditoria privata, per rendere il patrimonio edilizio più sicuro da un punto di vista sismico.
La realtà al contrario ci consegna nuove edificazioni a Tremmilia, villette in zone di preriserva o riserva, progetti faraonici sul mare, nuovi condomini orizzontali, discutibili costruzioni in zone vincolate.
Sappiamo che alla Regione già dovrebbe essere stato inviato il progetto di revisione ma naturalmente ne ignoriamo il contenuto. La città ne ignora il contenuto!
Evidentemente c’è qualche difficoltà da parte dei nostri amministratori nel cogliere a pieno il significato di condivisione dell’azione amministrativa, di partecipazione dei cittadini, di trasparenza dell’ente che non può certo limitarsi all’espletamento, semmai in ritardo, di alcuni obblighi di pubblicazione di atti.
Siamo convinti che si possa fare di più e meglio per un dialogo costruttivo con la cittadinanza. Certo, solo se la direzione di marcia è quella comune con i più.

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