Se perdo un bene all’asta e lo stesso bene lo riacquisto attraverso dei prestanomi, sto commettendo un illecito?
La gestione della Casa del Pellegrino di Siracusa, dopo il fallimento della vecchia gestione, di fatto al 100% in possesso della Curia Arcivescovile, è stata acquistata da un comitato di cittadini, “in onore della Madonna delle lacrime di Siracusa”. Cinquanta mila euro il costo dell’acquisizione versato il 19 gennaio u.s. di cui la Cooperativa dei lavoratori attualmente gestori dell’hotel ha avuto notizia quaranta giorni dopo. Manca ancora il rogito notarile perché il passaggio gestionale abbia validità giuridica, ma come se niente fosse, il curatore designato Dr. Marco Gradante ha già comunicato che il canone di affitto non deve più essere versato alla curatela ma ai nuovi gestori A.PRO.TUR.
Poiché il vicepresidente della A.PRO.TUR, l’avvocato Fabio Carmelo Chimirri, è nel consiglio parrocchiale del Santuario della Madonna delle lacrime di Siracusa e fa parte della leadership della vecchia gestione Casa del Pellegrino, è lecito chiedersi se non via sia una certa conflittualità.
Intanto le solite malelingue sostengono che dopo il perfezionamento del passaggio di gestione, nessuno dei soci, attualmente in servizio, conserverà il posto di lavoro, cosa che confligge con il Codice Civile che, in caso di passaggio gestionale, garantisce i lavoratori. A Siracusa lo abbiamo constatato sia con Sai 8 e Siam che con Igm e Tekra ma forse in questo caso questo non accadrà.
La cooperativa subentrata alla gestione in proprio del Santuario ha versato la somma di diecimila euro di caparra per quella che doveva essere l’inizio di una gestione in grado di garantire il futuro agli otto soci e immaginiamo che almeno, se la cooperativa dovesse essere costretta a lasciare del tutto la gestione, la somma anticipata dovrebbe essere stornata: sarà così?
Insomma una brutta pagina questa della Arcidiocesi di Siracusa e del Santuario della Madonna delle lacrime.

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