“PERIFERIE” ABBANDONATE: SPORCIZIA E INCURIA OVUNQUE

M. Iencarelli: “Organizzeremo un Comitato per farci sentire. Da contribuenti onesti!”

 

Mentre l’amministrazione comunale prepara i progetti per impegnare coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza affinché lavorino rendendo un servizio all’intera collettività, la città nelle sue periferie langue. Una delle periferie, se di periferia si vuol parlare, tenuto conto che porta alle mura dionigiane, è quella di Viale Epipoli, contrada Carancino e Tremmilia.

Ne abbiamo scritto in passato ed abbiamo lasciato spazio anche ai lettori ma pressioni popolari, incontri, richieste, articoli sono e continuano a cadere nel vuoto. Si sa, la città è grande (?) e i soldi pochi. E quello che potrebbe essere uno dei salotti buoni dell’urbe marcisce nell’oblio e nel buio. Marinella Iencarelli, residente da oltre 20 anni nell’area di Tremmilia ci spiega: “Stiamo avviando la costituzione di un comitato che raccolga le istanze ed esigenze dei residenti delle tre aree appartenenti al quartiere Belvedere e che faccia sentire la propria voce ad un’Amministrazione che ci ha totalmente dimenticato. Più volte per iscritto e con incontri abbiamo sollecitato anche il consigliere di quartiere Ortisi che continua a riportare la posizione del Comune: non ci sono fondi dunque niente servizi. Però le tasse le paghiamo eccome! L’area in questione è certamente vasta ma in uno stato di totale abbandono come tutte le periferie della città a fronte di Ortigia, il salotto buono, fondamentale ma non unico”.

Decidiamo insieme alla prof.ssa Iencarelli di effettuare un giro, obbligatoriamente in macchina dato che, al tramonto nessuna forma di illuminazione rischiara la strada. “Nonostante le istanze scritte – ci spiega Marinella Iencarelli – il viale Epipoli, fino all’ingresso del villaggio Miano, è totalmente al buio eppure l’impianto di illuminazione c’è ma spento. Uscire dopo il tramonto diviene pericoloso: nessuna illuminazione né strisce stradali che delimitino ed indichino la carreggiata, marciapiedi impraticabili dove l’erba è cresciuta rigogliosa ricoprendoli totalmente, a testimonianza di un’incuria assoluta. La sera si procede a tentoni. La strada risulta di pertinenza dell’ex Provincia ma, data la cancellazione dell’ente, il libero consorzio avrebbe dovuto prendersi carico del tutto. Esito? Né prima la Provincia curava tale area né il Comune adesso”.

Davvero un pessimo spettacolo per i turisti che si avviano a visitare il castello Eurialo: da un lato una vista mozzafiato sulla città e sul mare, dall’altra una montagna di spazzatura, erbacce ed incuria! La città si è ingrandita negli anni e, sebbene il numero degli abitanti oggi sia in netto calo, i problemi strutturali permangono: contrada Carancino e traversa Sinerchia senza illuminazione. Vi è poi Tremmilia ampliatasi a dismisura per le abitazioni ma anch’essa totalmente senza servizi. Il tratto che unisce la strada sino al cimitero di Siracusa versa in condizioni forse peggiori di viale Epipoli: strisce laterali e centrali assenti sulla strada, erba dai bordi stradali fin sulla carreggiata e buio assoluto.

Anche qui un rimpallo di responsabilità tra ex provincia e Comune con pesi e misure diverse però per i residenti: le aree di pertinenza comunale, seppur private come in origine avrebbero dovuto essere le zone abitate, sono illuminate al proprio interno da una piacevole (e soprattutto utile) luce arancione con tanto di lampioni comunali; tutto il resto delle abitazioni ricadenti su suolo provinciale versano nell’oscurità assoluta se non per le luci accese dei singoli domicili. “Altro tema rilevante – continua la Iencarelli – è la mancata applicazione dell’ordinanza del Sindaco con la quale i proprietari di terreni comuni hanno l’obbligo di ripulire le proprie aree. Proprio due anni fa alcune di queste zone non costruite e abbandonate all’incuria bruciarono con tutti i rischi connessi alle abitazioni limitrofe. Per le aree private l’amministrazione non applica nessuna sanzione che invece sarebbe utile di certo per spingere i cittadini a tenere pulite i propri terreni. Alcuni di questi tratti però appartengano al Comune ma nessuna manutenzione è stata effettuata in questi anni nonostante più volte abbiamo sollecitato l’ente preposto. Come può un’Amministrazione chiedere ai propri cittadini di ripulire le proprie aree ma non provvedere alla manutenzione di quelle di propria competenza?”. Interessante domanda e magari prima dell’estate vedremo muoversi qualcosa: qualche multa in più e un po’ di manutenzione straordinaria.

 

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