ROSARIO PISANA: NON SONO CARTELLE PAZZE MA NOTE INFORMATIVE, AVVISI BONARI

Il Comune di Siracusa capofila di un Progetto nazionale per l’emersione dell’evasione

Gli importi evasi ed accertati per il periodo dal 2012 al 2017 ammontano ad oltre € 23 milioni

 

 

Ne avevamo già parlato. Ne La Civetta del 21 dicembre 2019, infatti, a pag.3 un nostro articolo (tra il serio e il faceto) poneva la questione delle “Cartelle pazze, intelligenti o … malipinsanti?”. Da alcune segnalazioni, infatti, era emerso che a moltissimi cittadini era stata notificato un avviso, una cartella, una richiesta di pagamento, e da verifiche effettuate dai commercialisti molte di queste richieste risultavano non corrette o comunque non dovute. A distanza di un mese le segnalazioni continuano a giungere mentre nessun chiarimento, come auspicato, è stato diffuso dal Comune.

Per questo motivo, all’interno della nostra intervista al sindaco, avevamo riformulato la domanda che però Francesco Italia ha voluto girassimo al dirigente di settore. E quindi abbiamo telefonato al dr. Pisana che molto gentilmente ha risposto alle nostre domande.

Ma queste polemiche sulle cartelle pazze? Contribuenti ci segnalano che ricevono cartelle sbagliate, specie per Tasi arretrata. Sulla stampa locale e anche sui social si leggono di frequente lamentele per le cosiddette cartelle pazze. Ci può chiarire?

Non sono cartelle pazze bensì avvisi. Alcuni di questi scaturiti da un errore di elaborazione in alcuni casi che non ha agganciato il secondo figlio per il quale si aveva diritto, per la Tasi, alla detrazione di 15 euro. Non credo che per la somma di cui agli avvisi i contribuenti faranno ricorso in commissione tributaria. L’ufficio anche se con affanno risponde prontamente per l’eventuale annullamento.

Sono molti i ricorsi giunti agli uffici per cartelle sbagliate? State rispondendo?

Certo e subito a quanto mi risulta. Non possiamo fare altro.

Quindi se ad un contribuente arriva una richiesta di pagamento, per es. per Tasi che come ha detto lei potrebbe contenere un errore, e la paga, l’Amministrazione rimborserà? State provvedendo a correggere eventuali richieste di pagamento erronee?

No. L’Amministrazione non è al momento nelle condizioni di correggere e di rimborsare automaticamente. Bisogna che il contribuente faccia i propri controlli propedeutici, se per caso ha versato una somma non dovuta ha due anni di tempo per chiederne il rimborso

Scusi ma non mi sembra un comportamento lineare nei confronti del cittadino

Chiunque avesse dei dubbi o ritenesse di non pagare o pagare di meno può recarsi nei nostri uffici e chiedere l’annullamento. L’obiettivo del Comune non è vessare i contribuenti onesti, ma fare in modo che emerga l’evasione e lo stiamo facendo con un approccio di collaborazione costruttiva e con la massima disponibilità. Abbiamo partecipato ad un Programma nazionale (Riscontro) siamo capofila di un progetto finanziato (la cosiddetta operazione “fisco amico”) per l’emersione dell’evasione e per restituire risorse alla collettività. Una procedura innovativa dove il Comune non è un avversario ma si mette a fianco del cittadino con la massima disponibilità con l’obiettivo di tendere una mano a chi non paga i tributi locali ed è pronto a guidarlo per mettersi in regola attraverso le agevolazioni previste dalla legge. Chi volesse autodenunciarsi potrà contare su uno sconto del 70% sulle sanzioni accessorie alla tassa. Il senso dell’operazione è chiaro: non repressione ma pagare tutti per poter pagare meno e garantire risorse per i relativi servizi, che devono ormai essere totalmente coperti con i proventi delle tasse.

40 mila cartelle inviate e 10 mila avvisi bonari, conferma?

I numeri precisi potrò fornirli dopo aver consultato gli uffici. Anche perché una cosa sono le cartelle consegnate all’agenzia che le notifica, un’altra cosa sono gli avvisi effettivamente recapitati. Ma non sono cartelle esattoriali. La cartella la manda Riscossione Sicilia e non il comune. Noi abbiamo inviato avvisi di liquidazione per quanto riguarda la Tasi e note informative, avvisi bonari (non cartelle) per tutto il resto. Altre note che arrivano riguardano il cosiddetto “fisco amico” sono lettere informative e basta, senza nessuna rilevanza giuridica. Per favore non chiamatele cartelle, si fa confusione, si alimenta allarmismo. Si sta facendo informazione scorretta, la carta stampata e i social continuano ad usare il termine “cartella pazza”. Non è questo il caso, noi stiamo solo avvisando e invitando i cittadini a verificare e a mettersi eventualmente in regola. Se agli inviti non si risponde o se non si paga quanto notificato non succede nulla. Ripeto: i nostri sono solo avvisi bonari

Dr. Pisana può darsi che qualcuno faccia informazione scorretta ma la vostra comunicazione non mi sembra brilli per chiarezza

Abbiamo fatto una conferenza stampa per illustrare il progetto ma mi rendo conto che una maggiore comunicazione si rende necessaria. La faccenda è complessa. Dobbiamo rispettare quanto disposto nel programma Riscontro. Abbiamo recepito un sistema informativo avanzato, un know-how, un complesso di procedure di buone prassi che spesso cozzano con la nostra realtà organizzativa e strutturale: mancanza di attrezzature, software obsoleti, personale non sufficiente. Ma stiamo facendo tutto il possibile per collaborare col cittadino e venirgli incontro. Io, personalmente sto spesso allo sportello, a contatto con la gente mettendomi a completa disposizione.

Io e gli uffici siamo a completa disposizione per tutti i chiarimenti del caso.

Fin qui la discussione con il dr. Pisana, che si è mostrato effettivamente gentile e disponibile a fornire ai cittadini ogni chiarimento possibile. Noi ci riserviamo l’impegno a verificare l’esito di questa operazione, cercando nei prossimi mesi di fornire ancora maggiore informazione con dati e risultati, soprattutto in merito alle effettive somme da riscuotere e a quelle eventualmente non dovute e da rimborsare da parte del comune al cittadino.

Ma intanto alcune segnalazioni raccontano altro.

UNA TESTIMONIANZA

Un contribuente “esemplare” da quarant’anni. Da sempre, appena arrivano i bollettini di pagamento, quanto dovuto viene regolarmente versato. Ma è in azione il fisco amico e, tra mille blandizie di collaborazione serena e fattiva tra amministrazione e cittadino, l’ufficio tributi notifica un “simpatico” avviso di diffida a saldare quattro cartelle esattoriali. “Un invito bonario” va! Di quelli in cui “bonariamente” ti avvertono che, se non ti metti in regola, si rivolgeranno all’esattoria, azione che in realtà avrebbero dovuto già fare a tempo debito… ah già! È l’ufficio che non aveva mandato il bollettino e se ne ricorda solo ora.

Il “fisco amico” infatti questo controllo non lo fa e non si chiede se c’è qualche motivo che dovrebbe dissuaderlo dal “disturbare” il contribuente onesto, dal costringerlo a perdere un mare di tempo per capire dov’è, e soprattutto di chi è, l’errore. Si spera forse che il cittadino non capisca la differenza tra “avviso bonario” e cartella esattoriale (cioè titolo esecutivo) e che, per non avere fastidi, per non pagare l’avvocato, o solo per ignoranza, si affretti a versare quanto richiesto.

Ma in questo caso il cittadino sa, si informa, e scopre che nulla deve dei circa 2.500 euro.

Due cartelle sono prescritte ormai da più di dieci anni. Vero è che si può sempre “provare” a chiedere somme prescritte e può capitare che il contribuente poco informato paghi lo stesso, e che da solo si dia la zappa sui piedi, ma non ci sembra una bella azione, un’azione amica, non tanto e non solo per il tempo infinito trascorso, ma soprattutto perché colpevole del tributo mancato è stato al 99% lo stesso ufficio che oggi pretende.

Ma peggio ancora per le altre due cartelle di importo ben più alto. Qui noi, se non il dolo, un comportamento censurabile lo vediamo: non solo l’ufficio ha cercato di recuperare cartelle mai notificate perché annullate dalla stessa esattoria che ha solo un anno di tempo per la notifica da quando riceve il ruolo (e l’ufficio tributi deve saperlo) ma per di più ha provato a recuperare importi inesigibili per il recente provvedimento normativo sulla rottamazione.

Non si conoscono le norme? Però è un fisco amico!

SCHEDA

Il Progetto “Riscontro”. L’operazione di recupero dell’evasione tributaria di cui il Comune di Siracusa è capofila in un partenariato tra Anci Italia e Fondazione Ifel (98 progetti, 19 finanziati tra cui il Comune di Siracusa) mette in opera una pratica che combina una soluzione tecnologica ed un sistema di aggregazione ed analisi delle basi dati locali e nazionali nelle disponibilità dei Comuni, con una soluzione organizzativa innovativa, fornendo soluzioni e strumenti per una Pubblica Amministrazione più efficiente, efficace e vicina a territori, cittadini e imprese.  Nello specifico si mette a disposizione degli enti un sistema informatico avanzato, il know how sulle buone pratiche, procedure e formazione del personale. Inoltre si mette a sistema anche la banca dati degli enti locali finalizzata a scovare gli evasori.

I Numeri. Secondo i dati forniti dall’ufficio delle Entrate, gli importi evasi ed accertati nel 2018, per il periodo che va dal 2012 al 2017, ammontano ad oltre 23 milioni di euro: circa 19 milioni per l’Imu, 3 milioni 627mila per la Tari, 218 mila per la Cosap e 369mila euro per l’Icp, l’imposta sulla pubblicità. Sono invece 10mila gli avvisi bonari, una sorta di invito ai cittadini a chiarire le loro posizioni “anomale”, emessi nei confronti di altrettanti cittadini. In considerazione de numero elevato di avvisi in arrivo ai contribuenti, il Comune di Siracusa ha disposto l’apertura di 3 front office decentrati (Cassibile, Belvedere e Via S. Metodio).

Da leggere

Villetta Aretusa: l’ascensore che “non va giù”. Intervista al sindaco Francesco Italia

Quando è iniziata a girare la notizia, molti hanno pensato a uno scherzo, la provocazione …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti