La Civetta di Minerva, 9 novembre 2019 Salvo La Delfa
Si intitola “Indagine epidemiologica nel quadrilatero industriale Augusta, Melilli, Priolo, Siracusa – Studio e verifica in campo sul rischio sanitario per la popolazione residente”, la tesi di laurea triennale, di tipo sperimentale, del siracusano Giuseppe Dipalo iscritto al corso di laurea in “Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro” della facoltà di medicina dell’Università di Bari.
Seguito dal relatore Michele Tria, professore dell’Università di Bari, e dal correlatore Salvatore La Delfa, docente di scienze dell’Einaudi di Siracusa, Giuseppe Dipalo, nel periodo compreso tra febbraio e settembre 2019 ha somministrato a un campione casuale, costituito da 150 persone, un questionario sul tema dell’inquinamento ambientale del territorio siracusano. Il campione di 150 persone, formato da 84 donne e 66 uomini, con una età media di 39,22 anni, possiede per il 66,2%, come titolo di studio più elevato, il diploma di scuola secondaria di secondo grado, il 25% la laurea e il 5,40% la licenza media. La licenza elementare ed avviamento professionale si attestano entrambi all’1,35% e la qualifica professionale allo 0,7%. Il 67,33 % del campione risiede a Siracusa, il 12,67% a Melilli, l’11,33% ad Augusta ed infine l’8,67% a Priolo.
Dai dati ottenuti, il 31,7% degli intervistati ritiene che l’inquinamento dell’aria sia un importante fattore ambientale che incide sulla salute; seguono, in ordine decrescente, le sostanze chimiche in agricoltura (20,51%), la qualità dell’acqua (14,85%), l’alimentazione (14,62%), lo smaltimento dei rifiuti (12,73%), l’inquinamento elettromagnetico (4,48%) e, infine, il rumore da traffico veicolare si attesta all’1,41%.
Il campione percepisce la qualità dell’aria ambiente prevalentemente cattiva, per un valore uguale al 78%, il 15,3% non è in grado di valutarla mentre per il 6,7% l’aria è buona. Il 62% ritiene di non ricevere informazioni sulla qualità dell’aria del proprio comune di residenza, mentre il 38% dichiara di avere le informazioni necessarie che derivano essenzialmente da internet (57,9%), dalle pubblicazioni/report scientifici (15,8%), dai giornali/quotidiani (8,8%) dalla televisione (7,00%), dal passaparola (7,01%). Tra il 38% di intervistati che dichiarano di ricevere informazioni, il 61,40% considera che le informazioni ricevute, relative alla qualità dell’aria, sono attendibili, il 21,05% comprensibili, il 12,28% accessibili ed infine il 5,26% aggiornate.
Per il 71,3% l’ente pubblico deputato al controllo della qualità dell’aria è l’ARPA, per il 13,3% è l’ASL/ASP (Azienda Sanitaria Locale), per il 10,7% il Comune e per il 4,7% la Regione. L’88,67% degli intervistati non ha fiducia sulla gestione delle problematiche legate alla qualità dell’aria da parte degli enti preposti. Il 95,3% degli intervistati ritiene che le industrie produttive (raffinerie, cementerie, stabilimenti petrolchimici) siano tra le cause maggiormente inquinanti l’aria ambiente mentre il 4,7% addebita tale causa ai trasporti. Per il 70% degli intervistati l’inquinamento atmosferico del proprio comune risulta essere per la salute molto pericoloso, abbastanza pericoloso per il 29,3% e poi non pericoloso per lo 0,7%. Il 79,3% crede che l’inquinamento dell’aria sia causa di tumori, mentre il 20% è convinto che crei patologie a carico dell’apparato respiratorio. Il 55% dichiara di avere avuto dei sintomi respirando l’aria ambiente. Il 71,81% degli intervistati ignora l’esistenza dei report del Registro dei Tumori mentre il 62% ha risposto positivamente alla domanda se nel proprio contesto familiare si sono verificati casi di neoplasie legate ad esposizioni professionali od ambientali.
Sulla base dei risultati ottenuti emergono alcune considerazioni interessanti. Il campione indagato ritiene che l’inquinamento dell’aria sia uno dei fattori che incide maggiormente sulla salute umana, percependo l’aria che respira come un’aria “cattiva”. Sembrerebbe esserci un problema di diffusione di informazioni relativamente alla qualità dell’aria ambientale in quanto il 62% degli intervistati ha risposto che “non riceve informazioni sulla qualità dell’aria del comune in cui vive”. Coloro i quali hanno risposto di “ricevere informazioni sulla qualità dell’aria del proprio comune” evidenziano l’importanza del ruolo di internet e delle pubblicazioni prodotte.
Il campione intervistato evidenzia un grado di sfiducia nei confronti degli Enti che gestiscono le problematiche relative alla qualità dell’aria. La stragrande maggioranza degli intervistati ritiene che le industrie produttive siano maggiormente responsabili dell’inquinamento dell’aria e, inoltre, emerge come l’inquinamento atmosferico sia ritenuto per la salute della popolazione “molto pericoloso”. Le malattie che sembrerebbero essere legate all’inquinamento dell’aria, secondo gli intervistati, sono prevalentemente quelle neoplasiche, cioè i tumori, poi quelle respiratorie ed infine quelle cardiovascolari.
Più della metà degli intervistati riporta di accusare sintomi quando respira l’aria ambientale, tra questi emergono il bruciore agli occhi, alla gola, il mal di testa, l’allergia e la nausea. Sembra non esserci adeguata informazione per quanto riguarda i dati contenuti nel Report sui tumori, emesso dall’ASP 8, relativamente alla mortalità e all’incidenza tumorale, visto che i tre quarti degli intervistati non ne è a conoscenza.
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