Sostanze odorigene: le segnalazioni con una applicazione utilizzando la tecnica dell’olfattometria dinamica. Calcolata la spesa occorrente
[La Civetta di Minerva, sabato 9 novembre 2019] Salvo La Delfa
Presentato in Prefettura, il sistema di segnalazione delle emissioni odorigene (NOSE) si basa sull’utilizzo di una applicazione (“App Nose”) che può essere installata direttamente dal cellulare e ha l’obiettivo a regime di attivare, superato un certo numero di segnalazioni, in modo automatico un sistema di campionamento dell’aria installato nelle immediate vicinanze dei punti di segnalazione. I campioni di aria raccolti possono poi essere analizzati attraverso la tecnica di olfattometria dinamica in laboratorio. Il progetto prevede anche la messa a punto dell’attività di modellistica ed analisi per determinare il percorso delle masse d’aria contenenti le sostanze odorigene segnalate e per indentificare l’area sorgente della molestia olfattiva.
L’intero progetto, che vede il coinvolgimento dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISAC), l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (ARPA Sicilia), l’Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Siciliana e l’Università di Catania, è stato finanziato dal Dipartimento Regionale dell’Ambiente con un contributo di circa 344 mila euro assegnato ad ARPA Sicilia attraverso il decreto del direttore generale n. 703 del 31/12/2018 avente per oggetto: “Convenzione tra il Dipartimento Regionale dell’Ambiente e l’ARPA Sicilia per la realizzazione di una rete dì rilevamento per campionare e caratterizzare gli odori nell’area a elevato rischio di crisi ambientale della provincia di Siracusa.”
La Convenzione ha una durata di 18 mesi e ha lo scopo di realizzare il progetto elaborato da ARPA Sicilia dal titolo “Progetto di valutazione delle molestie olfattive nell’ AERCA di Priolo, Augusta, Melilli, Solarino, Floridia e Siracusa” trasmesso al dipartimento Regionale Ambiente il 22 giugno 2018 ed elaborato dagli ingegneri Scaffidi, Hariberth e Abbate. La prima bozza del progetto è stata formulata il primo ottobre del 2014 e attraverso alcune modifiche sulla stima dei costi avvenute sempre nel 2014, alla previsione di assunzione di tre persone avvenuta ad aprile 2018, la divisione del progetto originario effettuata a giugno dell’anno scorso, si è giunti alla bozza finale presentata il 20 giugno con l’ultima modifica relativa al “calcolo sommario della spesa e quadro economico del progetto”.
Il progetto di ARPA Sicilia, che si rifà a quello sperimentato già da ARPA Puglia, propone “la valutazione delle molestie olfattive mediante campionatori e coinvolgimento diretto della popolazione esposta”. Come si legge nel progetto, ARPA Sicilia realizza un sistema per la gestione informatizzata delle segnalazioni sul territorio, che consenta in presenza di opportune condizioni di attivare il prelievo automatico di campioni di aria, opportunamente posizionati, che verranno poi analizzati in un laboratorio attraverso la tecnica di olfattometria dinamica. I campionatori saranno installati nei siti più idonei a fotografare l’emissione odorigena e verranno attivati tramite un sistema di comunicazione/ricezione del disagio olfattivo avvertito dai cittadini attraverso cui sarà possibile registrare la percezione dei recettori sensibili e rendere il monitoraggio più tempestivo.
Le comunicazioni dei cittadini verranno gestite da un centro di controllo dotato della necessaria attrezzatura hardware e software in grado di decidere automaticamente (o con intervento dell’operatore) l’attivazione dei campionatori.
Inizialmente (prima bozza del 2014) il progetto prevedeva la comunicazione dell’evento odorigeno tramite una telefonata effettuata da parte dei “recettori sensibili”, cioè di tutti coloro che si rendano volontariamente disponibili e che possono essere gli interlocutori del territorio, gruppi organizzati, associazioni, che nel tempo si erano già fatti portavoce del problema e avevano fatto segnalazioni. Successivamente, con l’avanzare della tecnologia si è avviata questa fase mediante l’utilizzo dell’applicazione AppNose installabile direttamente sul cellulare. In ogni caso la comunicazione effettuata permette di registrare le segnalazioni dei disagi, le loro intensità (compresa in una certa scala di valori) e l’invio ad un elaboratore elettronico che gestisce la creazione di una mappa degli odori e se necessario attiva il campionamento.
Sarà possibile visualizzare il numero di segnalazioni, i numeri identificativi di intensità dell’odore, la rosa dei venti, ed effettuare elaborazioni statistiche con la creazione di opportuni indicatori come ad es. il numero di ore effettive del disturbo per mese e per anno, il numero di segnalazioni per recettore, il numero di ore di rilevamento, etc.
Nel “Quadro economico acquisizione beni, servizi e personale” si prevede l’acquisto di tredici sistemi di campionamento per 156 mila euro (iva esclusa), 50 mila euro per il sistema di comunicazione, 34 mila euro per l’assunzione di un dipendente per 12 mesi lavorativi, 24 mila per le spese di trasporto ed analisi dei campioni, 10 mila euro per hardware e software del centro di controlli, 2 mila euro per la pubblicità e 2 mila euro per la formazione.
![]()
SCHEDA
Metodologie per l’analisi delle sostanze odorigene
Oltre al cosiddetto naso elettronico, strumento che cerca di ricalcare il sistema olfattivo umano, riconoscendo odori per i quali è stato tarato, si utilizza l’olfattometria dinamica che si basa sulla percezione olfattiva di un gruppo di persone
La Civetta di Minerva, 9 novembre 2019 Salvo La Delfa
La misura della concentrazione di un odore può essere effettuata mediante determinazioni di tipo analitico, attraverso l’impiego della spettrometria di massa o l’individuazione di sostanze indicatrici; il metodo tuttavia non quantifica quelle molecole caratterizzate da una soglia olfattiva molto bassa per le quali l’odore viene bene percepito anche a concentrazioni in aria al di sotto del limite di rilevabilità strumentale.
Un’altra tecnica utilizza sistemi olfattivi artificiali (naso elettronico), basati sull’interazione tra appositi sensori e le molecole volatili; lo strumento cerca di ricalcare il sistema olfattivo umano, riconoscendo odori per i quali è stato tarato al riconoscimento;
Infine si utilizza l’olfattometria dinamica che si basa sulla percezione olfattiva di un gruppo di persone (panel test) che valutano gli odori loro presentati. Questa tecnica, già in uso in Germania dagli anni ’90, è accreditata dalla norma europea EN 13725:2003 ed è riconosciuta dalla Commissione Europea come il metodo ufficiale per la determinazione della concentrazione di odore in campioni gassosi. Si tratta di una metodica di tipo sensoriale che valuta l’effetto della miscela odorosa utilizzando il naso umano come sensore e si basa sull’impiego di un gruppo di persone, opportunamente selezionate e addestrate (definite rinoanalisti), che prende il nome di “panel” (in inglese ha il significato di “commissione”), secondo le prescrizioni della nonna recepita in Italia come UNI EN 13725:2004. Il metodo è basato sull’identificazione, da parte del “panel”, della soglia di rivelazione olfattiva del campione, ossia del confine al quale il campione, dopo essere stato diluito, tende ad essere percepito dal 50% degli esaminatori che partecipano alla misurazione.
Per far sì che un campione odorigeno raggiunga questa soglia si utilizza uno strumento, detto “olfattometro”, che è in grado di diluire il campione di gas odorigeno con aria “neutra”, ossia aria priva dì odore, secondo precisi rapporti.

Commenti recenti