Rapporto della sostenibilità del polo industriale: le perplessità dei Verdi Siracusa

Le emissioni riportate sono diverse da quelle che producono i miasmi olfattivi che sono da Confindustria addebitati a inesistenti discariche. Incongruenza sui dati del Registro Tumori tra quello dichiarato da Pippo Gianni e quello da sempre riferito da Anselmo Madeddu. Piano della Tutela dell’Aria che rischia di ritardare la sua applicazione.

[Siracusa, 24/11/2019] Insoddisfatto della presentazione del rapporto della sostenibilità del polo industriale di Siracusa relativo all’anno 2018 è Salvo La Delfa, responsabile comunale della Federazione dei Verdi che richiede da parte di tutti maggiore chiarezza sui temi ambientali che caratterizzano la nostra provincia.

Scrive Salvo la Delfa: “Sergio Corso, vice presidente Confindustria Siracusa, durante la presentazione del rapporto, ha sollevato le aziende del petrolchimico dalla responsabilità di generare i miasmi olfattivi avvertiti dalla popolazione, imputando l’origine delle sostanze odorigene a inesistenti discariche e depositi costieri che dovrebbero trovarsi nella zona nord, nelle vicinanze del petrolchimico. Tali discariche dovrebbero rilasciare odori tipici di biogas che sono diversi da quelli che la popolazione avverte. Inoltre, le centraline ambientali della zona rilevano sostanze che non possono essere imputate ad una discarica ma specie chimiche che sono frutto dei processi produttivi del petrolchimico. Non sarebbe il caso di continuare a verificare se nel petrolchimico e all’interno del gruppo di aziende che ha presentato il rapporto è tutto a posto anziché puntare il dito altrove?”

Relativamente alle emissioni diffuse, nella presentazione del rapporto si parla di coperture delle vasche, di sistemi di recupero e di doppie tenute e cappucci sui serbatoi. Si chiede Salvo La Delfa: “Questi accorgimenti sono stati applicati a tutte le vasche, sono stati applicati, come prevede la BAT41, anche per i serbatoi che contengono liquidi altobollenti, non abbastanza volatili, con uno sfiato che non deve essere in aria ma di tipo blow down?”

“Nel rapporto di sostenibilità si evidenzia la diminuzione delle emissioni di CO2, SOx e NOx tralasciando invece di riportare le variazioni che si sono avuti per gli idrocarburi non metanici (NHMC) e il solfuro di idrogeno (H2S) e derivati”, continua il responsabile dei Verdi Siracusa. “Basta confrontare i rapporti della qualità dell’aria degli ultimi anni, e non è difficile comprendere come le medie orarie massime per gli NMHC e l’H2S sono sempre state molto alte (molto superiori rispettivamente ai valori di 200 ug/m3 e di 7 ug/m3) in tutte le centraline ARPA e Libero Consorzio, compresa la centralina Acquedotto che dovrebbe essere il “bianco” della zona. E’ vero che questi inquinanti non sono normati in quanto l’articolo 21 della legge 155/2010, solo per una questione tecnica, aveva abrogato i limiti imposti dal DPCM dell’83 ma questo non significa che sono stati abrogati gli inquinanti, che risultano presenti sempre in abbondanza come i dati di tutte le centraline mostrano. Inoltre, rimane ancora aperta la questione dei valori alti di Arsenico (e di Cadmio) riscontrati in questi anni e su cui si stanno facendo ulteriori verifiche”.

Per le emissioni convogliate, si chiede ad ARPA di rendere pubblici i dati dei monitoraggi in continuo delle emissioni dei camini e delle torce, di chiarire se questi valori sono tutti nei limiti e di rendere noto gli esiti dei controlli periodici e dei controlli “a sorpresa” di Ispra e Arpa.

Relativamente all’intervento del presidente della Regione Nello Musumeci che ha dichiarato la possibilità di ridiscutere il Piano della qualità dell’aria, indipendentemente dalla decisione del TAR del 28 novembre, La Delfa sottolinea come questa posizione non tenga conto del notevole lavoro fatto da ARPA Sicilia, delle prese di posizioni di alcuni sindaci siracusani e possa avere come conseguenza un allungamento dei tempi di implementazione del Piano.

Continua il responsabile dei Verdi: “Pippo Gianni, medico e sindaco di Priolo, durante il suo intervento, ha detto testualmente, riferendosi ai malati di cancro che si spostano in ospedali del Nord “ …perché vorremo morire qui, anziché andare a morire in Toscana, perché questi morti non ci sono nel report dei tumori che facciamo perché muoiono fuori”, affermando che il report del Registro dei Tumori di Siracusa non tiene conto dei siracusani ammalati e morti fuori Sicilia, dichiarazione in netto contrasto con quanto affermato da sempre da Anselmo Madeddu, direttore del registro dei tumori e presidente dell’Ordine dei medici. Sarebbe opportuno fare chiarezza, Gianni o Anselmo dovrebbero smentire se stessi o smentirsi reciprocamente.”

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