“Numerosi i profili di criticità”. Richiesti atti vincolanti che abbiano effetti nell’ordinamento giuridico e non più mere dichiarazioni d’intenti. La risposta va data entro fine anno
La Civetta di Minerva, 8 dicembre 2018
Forse non è il caso di preoccuparsi, forse tutto si sistemerà, come si premura di far sapere la giunta comunale, ma certo la Corte dei Conti non c’è andata leggera nel giudizio sulla gestione amministrativo-contabile del Comune di Siracusa (i rendiconti 2015 e 2016 e il bilancio di previsione 2016-2018), anzi, più propriamente, su tutta la macchina amministrativa, sempre in ritardo nell’esitare i documenti contabili: “Scarsa propensione alla programmazione e insufficiente capacità organizzativa. Numerosi i profili di criticità” è la valutazione tranchant.
E certo non possono essere considerati rilievi su cui glissare anche perché si tratterebbe di ripercorrere le proprie orme, come rimproverano gli stessi magistrati i quali ricordano che il Comune “non ha dato seguito alle osservazioni mosse a suo tempo” né, nel corso dell’udienza presso la Corte, l’allora assessore ai servizi finanziari Salvatore Piccione e il Dirigente del settore servizi finanziari Giorgio Giannì sono stati in grado di fornire “ulteriori elementi informativirispetto alla memoria prodotta o esaustivi chiarimenti ai rilievi della Corte”.
A pesare sul giudizio dei magistrati contabili c’è l’esperienza pregressa relativa al rendiconto 2014, con eguali criticità, per i quali il consiglio Comunale ha adottato sì misure correttive (delibera n. 135 del 29/08/2017) ma “inadeguate al superamento degli aspetti segnalati in quanto di carattere meramente programmatico e non vincolante per i destinatari”. Anzi, chiariscono nella relazione del 9 maggio scorso, “il significativo peggioramento del quadro finanziario e le irregolarità rilevate in questa sede sono pienamente riconducibili alla scarsa attenzione del Comune rispetto alle osservazioni mosse per tempo da questa Sezione”.
Una situazione grave quella fotografata dalla Corte che evidenzia la presenza “di anomalie atte a pregiudicare gli equilibri economico-finanziari del Comune di Siracusa (in particolare l’allarme è relativo agli “effetti espansivi sulla spesa”) e di numerose violazioni di norme finalizzate a garantire la regolarità della gestione finanziaria” per rimediare alle quali gli indispensabili, e urgenti, interventi dovranno coinvolgere l’intera ampia platea dei soggetti interessati (Sindaco, Giunta comunale, Responsabile del servizio finanziario, Responsabili dei settori, Organo di revisione economico-finanziaria) “mediante atti vincolanti da adottarsi secondo le rispettive competenze”. Da chiudere quindi la stagione delle “mere dichiarazioni d’intenti, non supportate da atti che abbiano effetti nell’ordinamento giuridico” e da coinvolgere in toto il Consiglio comunale nella sua qualità di organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo dell’ente locale con competenza esclusiva a deliberare le misure correttive che si riterranno opportune per allontanare il rischio, incombente, di gravi squilibri dei conti pubblici.
Ci limitiamo solo a qualche passaggio più significativo della relazione.
Sull’accantonamento per il Fondo contenzioso si osserva: “Ancora a tutto il 31/12/2016 il primo Fondo risultava pari a euro 2.594.300 a fronte di un contenzioso con significativa probabilità di soccombenza quantificato nel 2017 dall’Ufficio legale dell’Ente in circa euro 40.000.000”. Essendo tra 1.700 e 1.900 le cause pendenti non sembra ingiustificata la preoccupazione della Corte che richiama a riflettere sul “carattere prudenziale del Fondo e i connessi rischi in caso d’incapienza, ancora più evidenti data l’elevata forbice tra la quantificazione dell’Ufficio legale e le risorse accantonate”.
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Anche in relazione al Fondo crediti di dubbia esigibilità, l’Amministrazione comunale non ha fornito gli opportuni chiarimenti in merito all’incremento fino ad oltre 70 milioni di euro, e non ha accantonato risorse per alcune voci, e in particolare per i rinnovi contrattuali. Un tasto dolente quest’ultimo: “il Collegio ritiene estremamente rischioso l’utilizzo di risorse aventi carattere straordinario, quali ad esempio le entrate da recupero evasione tributaria, per nuove e maggiori spese correnti a carattere strutturale quali, ad esempio, quelle relative all’integrazione del servizio mensa e di trasporto scolastico che, viceversa, dovrebbero trovare copertura finanziaria attraverso interventi di riduzione di spesa o aumento delle entrate stabili e di sicura realizzazione”.
Preoccupante la situazione dei debiti fuori bilancio e cronica la difficoltà di riscossione delle entrate tributarie (la notizia data dall’attuale assessore al bilancio Nicola Loiacono di un’evasione, dal 2004 al 2014, di 400 mln di euro sembra davvero incredibile) con particolare riferimento, come ormai sappiamo, alla tari mentre alcune voci di entrata come la tassa di soggiorno sarebbero sovrastimate.
Nell’esercizio 2016 le spese per acquisto beni e servizi supera il limite di legge di 98.447 e si attesta a 265.215 in particolare per le voci missioni e relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e rappresentanza.
Criticità sono evidenziate nelle procedure di stabilizzazione del personale a tempo indeterminato (77 unità) e problemi anche nella spesa per il personale perché quasi 2 mln di euro sarebbero stati indebitamente erogati causa il mancato rispetto dei vincoli finanziari posti alla contrattazione collettiva integrativa. Come intende il Comune recuperare queste somme? chiedono i giudici.
Grave tra il 2014 e il 2016 la progressione nell’anticipazione di cassa (da circa 6milioni a circa 12) con notevole aggravio di interessi passivi.
Scrivono i magistrati contabili: “Dal 2006 l’obbligo – a carico degli Organi di revisione degli enti locali – di trasmettere alla Corte dei conti una relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza e sul rendiconto dell’esercizio medesimo, formulata sulla base dei criteri e delle linee guida definite dalla Corte, è visto in una prospettiva non più statica (com’era il tradizionale controllo di legalità-regolarità), ma dinamica, per finalizzare il confronto tra fattispecie e parametro normativo all’adozione di effettive misure correttive da parte dell’ente, funzionali a garantire l’equilibrio del bilancio il rispetto delle regole contabili e finanziarie”.
È per questo che entro 60 giorni dal 26 ottobre, da quando ha avuto modo di leggere la relazione della Corte dei Conti, il Consiglio Comunale di Siracusa dovrà mettere su carta in che modo procedere per una gestione amministrativo-contabile finalmente “corretta”: “atti vincolanti che abbiano effetti nell’ordinamento giuridico e non più mere dichiarazioni d’intenti”.

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