Una donna ha scelto come casa un sacco di munnezza

Subsahariana di 43 anni da nove mesi dorme all’addiaccio nei pressi del ponte umbertino. Dovunque la si ospiti torna sempre alla sua plastica nera

 

La Civetta di Minerva, 22 giugno 2018

Si sveglia non prima delle 8,00. Non apre le finestre, lei apre il sacco nero dell’immondizia. Non ha il sacco a pelo, ha il sacco di spazzatura. Dorme poco prima dell’imbocco del ponte umbertino.

È una subsahariana di 43 anni. La chiameremo Destiny. Da più di nove mesi dorme all’addiaccio. Spesso chi, mosso da empatia, prova a farle un gesto di solidarietà la vede fuggire a gambe levate. Destiny vive un profondo disagio. I Servizi Sociali, nella persona della dr.ssa Lella Zagarella, non sanno più cosa fare. In collaborazione con l’Asp di Siracusa, hanno seguito l’iter stabilito dalla legge e dal buonsenso.

Primo esperimento fu la comunità protetta. Si allontanò tornando al suo sacco nero. Poi fu la volta del TSO. Per carenza di posti fu trasferita a Reggio Calabria. Finito il trattamento sanitario obbligatorio fu dimessa. Di nuovo tornò a vivere sul ponte.

I facebookiani, come in ogni caso, si sono consumati i polpastrelli a giudicare la scelta della donna. Chi sostiene che debba vivere così come vuole, e chi invece, come chi scrive, vorrebbe fosse accolta in un centro di assistenza domiciliare per pazienti con disabilità. Non è possibile lasciare una donna in quelle condizioni. Un buonismo dannosissimo vorrebbe che la clochard continuasse a vivere per strada.

Usare l’area sotto il ponte come latrina non è il massimo. Il caldo siciliano si fa sentire ogni giorno di più. La plastica del sacco fa il resto. Nel frattempo l’aria che tira riguardo ai migranti non è proprio salubre. L’anno scorso a Siracusa, due giovinastri bruciarono vivo un povero anziano. E se, indotti dal nuovo spirito razzista, qualche imbecille volesse darle fuoco? Prima che sia troppo tardi, si intervenga.

 

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