Italia: “Possiamo cambiare Siracusa se partiamo dalle persone”

Il candidato a sindaco:Voglio rappresentare la parte sana della città che per i propri diritti non deve chiedere favori

La Civetta di Minerva, 8 giugno 2018

Il candidato a sindaco Francesco Italia, nonostante l’accesa campagna elettorale, conserva il viso disteso e movimenti scattanti. Complice il suo sorriso cordiale, ci sentiamo subito a nostro agio.

Sulla legalità il comune ha dovuto subire le luci della ribalta nazionale con pesantissimi giudizi. Secondo te, cos‘è accaduto?

Si voleva scardinare il sistema legale chiedendo al Comune da 30 a 50 milioni di risarcimento che avrebbero messo a terra non solo il bilancio dell’amministrazione ma quello dell’intera città nei servizi sociali e in tante altre attività per i gravi danni che avrebbe comportato; però siamo riusciti a bloccare questi tentativi. Ricordiamo che quest’ultima amministrazione lascia oggi un bilancio positivo. Legalità significa per me valori, non consenso elettorale, che non può venire meno.

Sul turismo cosa possiamo dire?

C’è stato un aumento in percentuale di turisti ma anche nella permanenza, che è un dato ancora più interessante; continuare a migliorare significa offrire servizi adeguati, penso a quattro infopoint, a navette comunali, a bus scoperti, a un servizio di moto api, in cui il comune è quasi a zero. E questo turismo ha condizionato e sta trasformando il nostro territorio. Poi c’è il turismo da congressi, convegni, mostre. Con le aperture di luoghi culturali e beni di Siracusa come il teatro, il ginnasio romano, la tonnara di Santa Panagia, ecc., abbiamo registrato una grande esperienza positiva che vogliamo continuare. Su queste cose bisogna andare avanti, sono settori in crescita e vogliamo dare una risposta a questa domanda, com’è stato con il teatro comunale che ha visto decine di manifestazioni dopo la sua apertura.

Se sarà eletto sindaco, quali iniziative concrete pensa di realizzare per i poveri in generale, che in città aumentano sempre più?

Questo è un tema molto importante, la mia azione primaria da sindaco sarà quella di creare un nuovo assessorato, quello delle pari opportunità sociali, che operi in direzione di più vaste inclusioni delle fasce emarginate. Bisogna lottare contro la povertà, non solo quella materiale economica, ma anche culturale, educativa a partire dal creare nel tempo cittadini integrati. Ecco che obiettivi importanti sono le scuole e la loro messa in sicurezza, il diritto allo studio oltre ad altre occasioni e opportunità di lavoro. Un punto cardine sono le associazioni che vogliamo integrare nel lavoro dell’amministrazione perché svolgono un ruolo importante.

Perché i siracusani dovrebbero apprezzare il suo programma di prossimo sindaco?

La mia candidatura nasce per senso del dovere, non voglio diventare sindaco per forza, ma rappresentare la parte sana della città che non vuole chiedere favori a nessuno per i diritti che già possiede. Presento una squadra di persone libere non condizionate né condizionabili e un potenziale umano pronto a essere liberato dalla cappa di una politica fatta dai soliti nomi che per anni hanno condizionato e vogliono ancora condizionare questa città. La mia candidatura è di puro servizio. Sono pronto a mettere a disposizione tempo, energia e desiderio di rendere Siracusa un posto migliore, perché la visione di città che immagino è quella di un nuovo modello del vivere insieme. Credo che possiamo cambiare Siracusa se partiamo dalle persone cui decidiamo di dare il nostro voto.

Perché, come sinistra, non vi siete presentati uniti con un solo candidato sindaco invece d’avere ben tre nomi in lizza?

Questa è una domanda che deve rivolgere agli altri, io ho fatto il possibile per la formazione di un’unica coalizione.

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