Qui Vermexio, le niùs. Ecco i magnifici sette candidati a sindaco

Sette. Sono 7. Come i 7 Re di Roma, i 7 nani di Biancaneve, le 7 pistole di El Gringo e le 7 pistole dei Mc Gregor, le 7 sorelle, le 7 spose per 7 fratelli, le 7 porte di Tebe e le 7 di Gerusalemme, le 7 meraviglie del mondo, i 7 vizi capitali, le 7 anime, le 7 vite dei gatti, il 7 bello e i magnifici 7

La Civetta di Minerva, 11 maggio 2018

Sette. Sono 7. Come i 7 Re di Roma, i 7 nani di Biancaneve, le 7 pistole di El Gringo e le 7 pistole dei Mc Gregor, le 7 sorelle, le 7 spose per 7 fratelli, le 7 porte di Tebe e le 7 di Gerusalemme, le 7 meraviglie del mondo, i 7 vizi capitali, le 7 anime, le 7 vite dei gatti, il 7 bello e i magnifici 7.

Il conto è chiuso, les jeux sont fait. Granata, Italia, Midolo, Moschella, Randazzo, Reale, Russoniello. Ecco a voi, in rigoroso ordine alfabetico i candidati a dirigere la nostra amata Città. Uno in meno rispetto al 2013, quando a confrontarsi furono Garozzo, Reale, Bandiera, Ortisi, Briante, Pane, La Torre e Greco, con un totale complessivo di 18 liste a corredo per circa 40 candidati ciascuna. Non abbiamo ancora il computo definitivo delle liste di quest’anno ma dovrebbero essere una ventina, anche grazie alla Korazzata Potemkin Reale che dovrebbe averne 8. Tutto dipenderà se si riusciranno a raccogliere le firme necessarie alla convalida della lista. Che, dopo la bufera/scandalo del 2013 (indagine ancora in corso) sarà operazione abbastanza ardua, almeno per le liste fai da te.

E infatti, proprio per ovviare a questa concreta difficoltà, qualche furbo ha pensato bene di rispolverare simboli di partiti o gruppi che essendo presenti all’ARS non hanno l’incombenza di dover raccogliere firme (n.700 per ogni lista). Come l’UDC che sembrava scomparsa, come la Lega ma soprattutto, esempio eclatante, come la Lista Popolari ed Autonomisti, che fa capo al deputato Gennuso inquisito e arrestato per voto di scambio, poi rimesso in libertà dal Riesame. Deputato e lista finiti nella bufera eppure ancora sulla scena e ambìti da candidati consiglieri, fra questi la pasionaria Simona Princiotta (ex Ardita, ex Mangiafico, ex Reale, ex Zappulla) tornata a Reale.  Dopo l’acchiappaliste Reale (7, 8, 9?), avremo Italia (che ha sostituito Garozzo quasi all’ultimo minuto) con 3 liste, Moschella con 3, Granata con 2, Midolo 1 (anche lui non ha l’incombenza della raccolta firme), Russoniello 1.

In compenso il totale dei candidati consiglieri dovrebbe essere inferiore rispetto a 5 anni fa, questo grazie anche al fatto che gli scranni al Vermexio per legge si sono ridotti da 40 a 32.

In un articolo a parte riportiamo le dichiarazione di voto di tre testimonial. Tutti con un passato e una militanza comune, adesso sponsor di tre candidati diversi. Segno evidente di un cambiamento della visione politica a cui i protagonisti, i partiti, i leader (nazionali e locali) ci hanno oramai abituati e… ahimè sconfortati. E rimanendo appunto nella “visione”, ci sembrava interessante sottolineare come la narrazione degli stessi fatti ed accadimenti, ad opera dei protagonisti, sia del tutto diversa l’una dall’altra. Abbiamo avuto modo di parlare e raccogliere, per esempio, le sensazioni di coloro che vengono definiti, a torto o a ragione, candidati del centro sinistra e ciascuno di loro racconta le modalità a cui è arrivato a candidarsi, le condizioni, i presupposti, le difficoltà e le trattative per mirare all’unità ed evitare la frammentazione.

Tre erano i protagonisti. Una la storia. Eppure tutti e tre ce la raccontano (la stessa storia) in maniera diversa. Vero e proprio oggetto di studio psicologico, se non di antropologia sociale o politica o addirittura esempio di psicodramma. Come se la psiche o il modo di osservare, percepire il mondo e dedurne le conseguenze sia mutabile e adattabile a seconda dei momenti e delle battaglie/obiettivi, traguardi/ambizioni che ci siamo prefissati.

Non so bene, nel caso specifico della diversa narrazione dei fatti che hanno determinato tre candidature nel centro sinistra, dove stia effettivamente la verità. Di certo la ragione apparterrà al vincitore. Ammesso che ci sarà.

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