Silvia Russoniello: “Da quando abbiamo iniziato a scrivere il programma l’abbiamo fatto nei gazebo attraverso quello che ci chiedevano i siracusani. Per noi non c’è differenza fra i candidati e il cittadino”
La Civetta di Minerva, 11 maggio 2018
Silvia Russoniello… chi è?
Ho quarantatré anni, sono mamma, moglie e imprenditrice. Gestisco un’organizzazione eventi per tutte le età. Sono entrata nel 2012 nel M5S come rappresentante di lista, poi ho continuato il mio percorso dentro il movimento come candidata a presidente della circoscrizione Tiche nel 2013 e da allora ho continuato senza sosta da dietro le quinte ciò che è stato fatto fra studi, programmi e incontri vedendo al Vermexio come si muoveva la macchina amministrativa della città. Questo ha
fatto si che imparassi sempre più a fondo tutto ciò, anche se ero defilata.
Il suo avvicinarsi alla politica a cosa è dovuto?
È partita dalla rabbia e delusione perché da cittadina non capivo perché non si facevano tante cose e invece sentivo solo chiacchiere e pochi fatti rispetto a quello promesso alle elezioni. Avvicinandomi al movimento ho capito molto.
“Politica non è un mestiere, è un servizio. Ma nel senso di servire, non di servirsi o circondarsi di servi”, come cita Travaglio su facebook.
Esattamente, perché non lavorare per i cittadini con un po’ di buon senso? È con questa rabbia, di mettermi in gioco dando il mio contributo per cambiare queste vicissitudini del vivere quotidiano i problemi della città e dei cittadini che mi sono rivista negli ideali che diceva Grillo.
Eppure Siracusa è una città complessa non solo un comune di 120.000 abitanti, ma è salita alla ribalta nazionale per fatti molto negativi, quindi il ruolo di sindaco diventa ancora più arduo e pesante.
Ho fiducia nella magistratura e penso che nel corso delle indagini verranno fuori altre situazioni. Sono consapevole, da candidata, che Siracusa è difficile da governare sotto tanti punti di vista. Qui la legalità è stata messa da parte a favore di clientele e favoritismi. Il sistema Siracusa è un venire fuori da quello che c’è stato in questi 10-20 anni come illegalità ma noi vogliamo fortemente ribaltare tutto questo vissuto chiudendo finalmente con questa logica del clientelismo.
Possiamo ristabilire la legalità creando una coscienza fra i cittadini, perché Siracusa non è solo illegalità, ma è composta anche di cittadini onesti che lavorano e che in primis possono aiutare a riportare la legalità.
Mancanza di progettualità, programmi che fanno acqua da tutte le parti, bravi solo a denunciare. Come sapranno muoversi nella macchina amministrativa? Ci sono, nei vostri confronti, critiche da una parte ma anche aspettative dall’altra.
Non è per nulla vero che abbiamo solo denunciato. Abbiamo presentato proposte ad esempio per gettonopoli e alla fine si è risparmiato perché le commissioni da 9 sono diventate 5, alcuni consiglieri hanno rinunciato al gettone di presenza arrivando a un risparmio del 50% con le nostre soluzioni attuate. Anzi mi sono chiesta: perché non è stato fatto prima? Ciò dimostra che se c’è volontà e voglia di cambiamento le soluzioni si trovano. Invece succede che su qualsiasi cosa siamo noi cittadini a dover pagare. Noi stiamo facendo un programma che prevede un taglio agli sprechi dei costi della politica siracusana che sono tanti e abbiamo trovato le soluzioni. Appena presenteremo la squadra di governo, andremo ad approfondire questi punti del programma che non sono slogan, ma descrivono come li affronteremo e le relative coperture. Sicuramente non abbiamo la bacchetta magica del tutto e subito, però c’è la progettazione di una Siracusa a misura del cittadino per i cittadini.
Qual è questa squadra?
È composta da molte donne ma anche da molti professionisti come avvocati, ingegneri, ecc. ed anche da semplici cittadini che hanno competenze nei vari settori. La cosa bella è che noi da quando abbiamo iniziato a scrivere il programma l’abbiamo fatto nei gazebo attraverso quello che ci chiedevano i siracusani. Per noi non c’è una differenza fra i candidati e il cittadino. C’è invece collaborazione. La politica è fatta da cittadini che hanno la voglia di mettersi in gioco e cambiare. Non stiamo promettendo la luna ma quello che riusciremo a fare con alcune cose da realizzare nel breve periodo anche per dare un segnale e poi altre cose da programma su cui vorremo consultarci. Punto molto sulla competenza degli assessori perché per me ciò è importante. Il sindaco per quanto competente non può lavorare da solo ma in gruppo anche aperto ai cittadini. I cittadini non si dovranno sentire mai abbandonati dal movimento al governo della città. È su questo che sto puntando, perché spero di creare un cambiamento.
Se i 5S non giungono a una maggioranza cosa pensano di fare per andare incontro al più presto alle esigenze della città? Possono esserci coalizioni con altre forze politiche?
Parlerei di convergenze e maggiormente mi rivolgerei alle liste civiche non a un apparentamento con partiti. Sto seguendo le liste civiche nei loro programmi e parlerei con loro proprio perché alcune di queste hanno dei punti in comune col nostro programma, inoltre stanno lavorando per i cittadini.
Ma solo con esse?
Non escludo nulla ma se dobbiamo andare a una convergenza, la cercherei con le liste civiche. A me piace molto collaborare per il bene della città al di là di orientamenti, fare emergere il buon senso e la volontà di fare le cose può essere un punto di partenza per chi vuole far rivivere la città.
Quali i punti più importanti?
Al primo punto c’è un dialogo con le periferie anche quelle balneari che da zone decentrate sono state sempre dimenticate dalle passate amministrazioni, poi punterei molto sul discorso turismo, lavoro e sviluppo che sono questioni che ci affliggono tanto. Metteremo in campo una progettazione e un programma per il rilancio dei quartieri ora che non ci saranno più le circoscrizioni. Infatti, stiamo andando a Belvedere e Cassibile col programma di individuare le problematiche di queste realtà. Poi vi sono altre questioni come sulla mobilità di cui ci stiamo interessando e che presenteremo …
Quale mobilità, quella fra le buche?
Infatti, partiremo dall’asfalto perché ci sono dei fondi che potrebbero essere intercettati a tale scopo. Esiste una legge apposita sul manto stradale. Inoltre stiamo studiando tutto un discorso sul bilancio comunale che illustreremo alla nostra presentazione ufficiale.
A proposito di ciò dice una legge che in un frangente di crisi cittadina, con alta disoccupazione giovanile, ecc. il comune si può attrezzare con la creazione di una banca comunale quindi l’emissione di una moneta cittadina siracusana. L’avete studiato quest’interessante aspetto?
In verità, ne abbiamo appena discusso, io personalmente ho seguito alcuni convegni sulle monete complementari tenuti a Siracusa e m’interesserebbe approfondire quest’argomento nel movimento.
Esistono le grandi problematiche dell’ambiente, dei rifiuti e dell’acquedotto su cui tutti si lamentano.
Sui rifiuti c’è da dire che stiamo vivendo un periodo di rodaggio, sull’acquedotto abbiamo dei tecnici che stanno studiando il problema sulle varie condotte. Ho seguito da cittadina per cinque anni al Vermexio questa problematica e tirando le somme posso dire che abbiamo avuto tantissimi fondi europei e regionali da poter utilizzare per risolvere queste problematiche ma non sono state portate avanti le richieste perché mancavano i progetti. Allora partiamo dagli uffici comunali che devono intercettare i fondi che vi sono invece di rimandarli sistematicamente indietro. Sappiamo che non abbiamo grandi bilanci, è per questo che accedere a questi fondi è importante. C’è bisogno di una volontà politica e di una squadra che lavori in sinergia e non a compartimenti stagni.
Perché il suo nome a candidata sindaco del movimento?
Stefano Zito ha fatto il mio nome ai vertici nazionali, perché sono stata votata all’unanimità dagli attivisti del gruppo, però siccome non c’erano dei paletti, messi dal blog, chiunque poteva presentare una propria lista sempre rispettando il nostro regolamento.
Infatti, hanno dovuto tenere conto di tutto questo. Non avevamo divulgato prima il nostro programma e il mio nome proprio per la mancanza di ufficialità.

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